Iron Fist: 10 cose che potreste non aver notato della serie Marvel

Come da tradizione, anche la nuova serie Marvel su Netflix contiene dei dettagli calibrati per i conoscitori della fonte fumettistica.

The Defenders: una foto dei protagonisti

Con l'arrivo su Netflix di Iron Fist si conclude la fase introduttiva del progetto che culminerà con The Defenders, la miniserie-evento dove il nuovo eroe Danny Rand si ritroverà a collaborare con i protagonisti di Daredevil, Jessica Jones e Luke Cage. Una versione "ridotta" - in tutti i sensi - di ciò che The Avengers è stato per il Marvel Cinematic Universe sul grande schermo, che dovrebbe confermare la versatilità del progetto audiovisivo della Casa delle Idee. Versatilità che, per quanto concerne l'angolo Netflix di questo universo, si è manifestata nel passaggio da un crime drama come Daredevil al thriller psicologico in chiave gender (Jessica Jones) e poi alla riflessione sul razzismo in America con punte di blaxploitation (Luke Cage), prima di arrivare all'ibrido di arti marziali e misticismo che è Iron Fist. E pur attenendosi - non sempre con successo - al principio estetico più "terra terra" che caratterizza gli eroi Marvel sulla piattaforma di streaming, le avventure di Danny Rand rispettano la tradizione Marvel della presenza di Easter Eggs che faranno la gioia dei fan di vecchia data. Ecco quelli più significativi. N.B. L'articolo contiene spoiler.

1. Omaggio numerico

Nella tradizione fumettistica, almeno all'epoca della prima apparizione di Danny Rand nel mensile Marvel Premiere nel 1974, il ritorno a New York del protagonista avveniva dieci anni dopo la sua presunta morte, mentre nella serie l'intermezzo a K'un L'un è stato aumentato di un lustro. Un dettaglio che non solo rende più spassoso il divario tra l'età fisica di Danny e la sua scarsa dimestichezza con la società occidentale odierna, ma è anche un omaggio al debutto cartaceo del personaggio, poiché il numero di Marvel Premiere dove i lettori americani fecero per la prima volta la conoscenza di Iron Fist era proprio il 15. E proprio da quei primi fascicoli proviene anche parte della trama orizzontale della prima stagione, principalmente il conflitto fra Danny e Harold Meachum, le cui conseguenze non dovrebbero farsi attendere...

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2. Alleanza strategica

Iron Fist: Jessica Stroop e Finn Jones sul set di New York

Negli ultimi minuti del tredicesimo episodio assistiamo alla nascita di un sodalizio tra Joy Meachum, amica d'infanzia di Danny, e Davos, figlio del mentore di Iron Fist e geloso per non essere stato scelto come nuovo difensore di K'un L'un. La loro alleanza ha radici profonde nel fumetto, dove Joy ingaggiò Steel Serpent (l'identità criminale di Davos) per uccidere Iron Fist, che lei e Ward Meachum (il quale nei fumetti è lo zio di Joy anziché il fratello) accusavano dell'omicidio di Harold. Questo sembrerebbe porre le basi per un debutto televisivo di Steel Serpent, in caso la serie ottenesse la conferma di una seconda stagione. Un debutto anticipato già due anni fa nella prima stagione di Daredevil: l'eroina contrabbandata da Madam Gao è caratterizzata da un simbolo che ricorda il marchio caratteristico del villain, e siccome Gao sta origliando mentre Davos e Joy decidono di collaborare è lecito pensare che lei possa fornirgli un po' di ispirazione iconografica.

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3. Mr. Anderson, I presume...

Keanu Reeves in una scena di MATRIX

Nel secondo episodio, quando è internato in un ospedale psichiatrico in quanto presunto malato di mente, Danny viene identificato come un tale John Anderson, proveniente dal Canada. Nei fumetti un personaggio con quel nome esiste, ma non ha nessun legame con Iron Fist, essendo un vicino di casa di Peter Parker (e originario della Nuova Zelanda). Potrebbe però trattarsi di un sottile omaggio a Matrix, dove Neo (interpretato dal canadese Keanu Reeves) è noto come Mr. Anderson prima di fuggire dalla realtà virtuale e, come Danny, è esperto di arti marziali e protagonista di una profezia legata ad un male da sconfiggere.

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4. Lee e Kirby

Jessica Jones: il riferimento a Stan Lee nella serie Netflix

Come da consuetudine, Stan Lee appare in un cameo fotografico, tradizione inaugurata a suo tempo in Daredevil (e questo nonostante il Sorridente non abbia creato Danny). Ma c'è anche un omaggio fugace a Jack Kirby, l'altro grande nome della Marvel negli anni d'oro. Per l'esattezza, nel quarto episodio, quando Danny guarda sotto la scrivania per vedere se gli adesivi con cui giocava da piccolo sono rimasti attaccati. Ebbene, le varie creature raffigurate sugli sticker sono mostri creati da Kirby per testate antologiche della Casa delle Idee, e alcuni di questi hanno poi fatto capolino nel Defenders cartaceo (ma parliamo della formazione originale: Hulk, Doctor Strange e Namor il Sub-Mariner).

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5. Tradizioni immortali

Iron Fist: Finn Jones in una foto della serie

In più di un'occasione Danny fa riferimento al potere di Iron Fist come a una tradizione millenaria, tramandata da un guerriero all'altro, con tanto di uso dell'aggettivo "immortale". Un'allusione voluta e inevitabile a quello che è il ciclo a fumetti prediletto da molti fan del personaggio e anche da coloro che hanno realizzato lo show: The Immortal Iron Fist, mensile pubblicato dal 2006 al 2009 e incentrato sulle varie incarnazioni del protettore di K'un L'un (nella serie si vede di sfuggita uno dei predecessori di Danny, presumibilmente Orson Randall, in un filmato risalente a una delle due guerre mondiali). In quella testata ha esordito anche Zhou Cheng, l'avversario ubriaco di Danny nell'ottavo episodio. Una variante molto diversa dall'originale cartaceo, il cui compito principale è quello di uccidere tutti gli Iron Fist. Una connotazione mitologica che forse verrà esplorata in futuro...

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6. Regia simbolica

L'uomo con i pugni di ferro: RZA in una scena

Il sesto episodio, che a detta dei più segna una svolta in positivo per quanto riguarda l'evoluzione artistica della serie, è stato affidato registicamente al rapper RZA, leader del Wu-Tang Clan e da diversi anni attore in svariati progetti cinematografici e televisivi. Il suo ingaggio come regista per Iron Fist non può non richiamare il suo debutto dietro la macchina da presa, intitolato L'uomo con i pugni di ferro (The Man with the Iron Fists). Un film che, guarda caso, ha un'altra connessione con il Marvel Cinematic Universe, poiché nel cast c'è un certo Dave Bautista, alias Drax in Guardiani della Galassia.

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7. Meanwhile, on Defenders...

Iron Fist: un'immagine di Rosario Dawson

Essendo Iron Fist l'ultimo tassello necessario per comporre il puzzle che è The Defenders, è inevitabile che abbondino i rimandi alle altre serie Marvel disponibili su Netflix, principalmente sotto forma di apparizioni di Rosario Dawson (Claire Temple) e Carrie-Anne Moss (Jeri Hogarth). Ma ci sono altre allusioni, più sottili, come la conferma che Luke Cage sta ancora scontando la sua pena carceraria (lo si può evincere dalla lettera ricevuta da Claire) o la menzione di Karen Page, attualmente giornalista per il New York Bulletin (ma senza aggiornamenti sulla sua relazione con Matt Murdock, il quale le ha confessato la sua doppia identità nel finale della seconda stagione di Daredevil). Ma l'ammiccamento più simpatico ha luogo quando Joy propone a Ward di ricattare il consiglio d'amministrazione della Rand-Meachum con delle foto scattate da un'investigatrice privata che all'epoca aveva problemi legati all'alcool. Ebbene sì, si tratta di Jessica Jones.

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8. Lavoro di squadra

Per i suoi incontri di arti marziali Colleen Wing usa l'appellativo "Figlia del Drago", un nome che i fan dei fumetti ricorderanno in un contesto leggermente diverso, al plurale, per quando Colleen lavora in tandem con Misty Knight, vista sullo schermo in Luke Cage. È quasi inevitabile che le loro strade si incrocino in futuro, anche perché nell'universo Marvel cartaceo Misty non solo ha fatto parte dei cosiddetti "eroi in vendita" con Colleen, Danny e Luke, ma è anche diventata la compagna di Iron Fist. Se la seconda cosa dovesse accadere anche su Netflix, consigliamo ai fan dell'accoppiata Danny-Colleen di preparare i fazzoletti già adesso.

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9. A volte ritornano

Carl (David Wenham), Abraham V. H. (Hugh Jackman) e Anna (Kate Beckinsale) in una scena del film Van Helsing

Avete fatto caso al nome con cui Ward Meachum ha salvato il numero di telefono del padre, segretamente vivo? "Frank N. Stein", allusione alquanto ovvia al romanzo di Mary Shelley. Quasi sicuramente il gioco di parole faceva già parte del copione prima dei casting, ma assume una connotazione ulteriormente ironica grazie alla presenza di David Wenham nei panni di Harold Meachum, poiché l'attore australiano ha recitato, nel 2004, nel film Van Helsing, dove uno dei comprimari è proprio il mostro di Frankenstein (il quale è anche un personaggio Marvel, apparso in vari fumetti dal 1953 ad oggi e persino in alcune serie animate, al soldo di Nick Fury).

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10. Questione di troni

Iron Fist: Jessica Henwick, Finn Jones e Rosario Dawson

Al termine del secondo episodio, mentre tentano di uccidere Danny, gli scagnozzi di Ward dicono: "Ward Meachum manda i suoi saluti." Considerando l'ambientazione newyorkese e il parziale elemento gangster viene spontaneo pensare che tale battuta alluda a Il padrino, ma è difficile non associarla anche ai Lannister e Il trono di spade, la serie di punta della HBO (la cui sede principale, come quella della Marvel, si trova a Manhattan). Questo perché due attori dello show basato sui libri di George R.R. Martin hanno anche ruoli di punta in Iron Fist: Finn Jones (Danny) è stato Loras Tyrell per sei stagioni, mentre Jessica Henwick (Colleen Wing) è tuttora coinvolta nei panni di Nymeria Sand, introdotta nella quinta annata.

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