Suspiria: la spiegazione del finale e dei misteri del film

Suspiria: spieghiamo il significato del finale e degli aspetti più enigmatici dell'acclamato film horror di Luca Guadagnino, che sta suscitando dubbi e discussioni.

APPROFONDIMENTO di 04/01/2019

Lei è il mio peccato... lei è ciò con cui ho imbrattato il mondo.

Dakota Johnson
Suspiria

Fin dai titoli di testa, accompagnati dalla melodia della canzone Suspiriorum e dalla voce di Thom Yorke, il Suspiria diretto da Luca Guadagnino inizia a mostrare nette differenze rispetto al film originale di Dario Argento: le sequenze che scorrono sullo schermo ci portano infatti dalla Berlino del 1977 alle campagne dell'Ohio, in una comunità rurale in cui una donna giace a letto, gravemente malata, con i familiari riuniti in silenzio attorno al suo capezzale. È una scena che ci illustra il background di Susie Bannion (interpretata da Dakota Johnson), la protagonista del remake, la quale di lì a poco attraverserà l'Atlantico per approdare a Berlino Ovest, presso la Markos Dance Academy.

Se alcuni elementi di Suspiria, come la mitologia delle Tre Madri (Mater Tenebrarum, Mater Lacrimarum e Mater Suspiriorum), derivano direttamente dal film di Argento e potranno risultare dunque di più facile comprensione, in compenso l'opera di Guadagnino (come evidenziato nella nostra recensione di Suspiria) prende una direzione completamente diversa rispetto al capostipite, rivelandosi un horror assolutamente originale, con uno spirito e un approccio stilistico che non potrebbero essere più lontani da quelli della pellicola del 1977. E molti aspetti della trama, che gioca a più riprese con le ellissi e i sottintesi, hanno suscitato dubbi negli spettatori: di seguito, proviamo perciò a rispondere a qualche interrogativo riflettendo sui nodi più oscuri ed enigmatici di questo nuovo, fascinosissimo Suspiria, da annoverare a nostro avviso fra i migliori remake (o presunti tali) mai realizzati.

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Susie Bannion: chi è davvero la protagonista del film?

Suspiria Dakota Johnson
Suspiria

Nel Suspiria di Dario Argento, la Susy Benner impersonata da Jessica Harper aderiva al modello della ragazza innocente che di colpo si ritrova immersa in un mondo sconosciuto e pericoloso. Nel Suspiria di Luca Guadagnino, la Susie Bannion di Dakota Johnson si presenta con sembianze simili per poi mutare progressivamente nel corso del film: un mutamento che si riflette anche nel suo rapporto con la direttrice dell'accademia, la Madame Blanc di Tilda Swinton. Al cospetto di Madame Blanc, Susie sostituisce l'iniziale soggezione con un'intimità sempre maggiore, fino ad arrivare a una sostanziale 'parità' con la donna: si veda ad esempio la scena al ristorante, con quel campo/controcampo a simboleggiare il faccia a faccia a viso aperto fra i due personaggi. Un'evoluzione le cui implicazioni saranno chiarite, di lì a poco, nel finale del film...

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Il finale: Mater Suspiriorum

Luca Guadagnino Suspiria 2018
Suspiria

In prossimità del finale scopriamo che Helena Markos, leader della congrega di streghe, ridotta a una mostruosa creatura umanoide, sta cercando il corpo di una ballerina in cui 'penetrare' (Patricia, la ragazza interpretata nell'incipit da Chloë Grace Moretz, era la vittima designata di un precedente tentativo fallito). La prescelta ora è Susie, che sembra volersi prestare al 'sacrificio' salvo però, nel corso del rituale, svelare la sua vera identità: Mater Suspiriorum. E alla luce dell'essenza demoniaca di Susie acquistano senso alcune delle scene precedenti, come il flashback in cui Susie, da bambina, era ossessionata da Berlino, e le parole pronunciate con angoscia dalla sua madre biologica sul letto di morte: "Lei è il mio peccato... lei è ciò con cui ho imbrattato il mondo". La natura di Susie spiega inoltre il richiamo istintivo che ha attirato da subito l'attenzione di Madame Blanc, nonché la capacità della ragazza di assimilare le doti delle altre ballerine fino a riprodurre in maniera perfetta la coreografia del Volk.

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Tilda Swinton in Suspiria (2018) immagine dal trailer
Tilda Swinton in Suspiria (2018) immagine dal trailer

La resa dei conti

Suspiria Remake
Il finale di Suspiria

L'epifania di Susie come Mater Suspiriorum la porta a smascherare Helena Markos, che si era spacciata per una delle Tre Madri, e scatena una feroce creatura mortifera, una sorta di banshee che avevamo già intravisto mentre, sotto il pavimento della sala da ballo, si accostava quanto più possibile al corpo della Mater, richiamata dalla sua danza. La creatura si materializza all'improvviso nella congrega durante la sanguinosa climax del film, procedendo all'esecuzione di tutte le streghe che, in precedenza, avevano votato a favore di Helena Markos (e in questa prospettiva, si potrebbe intravedere un'eco tra questa resa dei conti e la "notte dei lunghi coltelli"). Contemporaneamente, sulle struggenti note di Unmade, la Mater Suspiriorum si accosta alle tre ragazze imprigionate e sfigurate dalle streghe, Patricia, Olga e Sara, esaudendo con materna dolcezza il loro ultimo desiderio: morire. Rimane incerto, al contrario, il destino di Madame Blanc, semi-decapitata da Helena Markos ma miracolosamente sopravvissuta.

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Lo strano caso del dottor Klemperer

Una storyline particolarmente suggestiva e complessa è quella che riguarda il dottor Josef Klemperer, lo psicanalista ottuagenario a cui chiede aiuto Patricia e che, tramite il diario della ragazza, entrerà in contatto con i segreti della scuola Markos. Il dottor Klemperer, il quale sotto il prodigioso make up cela i tratti di una Tilda Swinton trasformista come non mai, ha l'abitudine di recarsi presso la casa dove, in passato, aveva abitato insieme a sua moglie Anke, scomparsa più di trent'anni prima. Una sera però Klemperer si imbatte nella donna, la quale ha il volto della protagonista del primo Suspiria, Jessica Harper. Ma lo stupore e la gioia del dottore sono il preludio di un amaro colpo di scena: la Anke di fronte a lui è soltanto un miraggio creato dalle streghe per attirarlo alle porte dell'accademia, sequestrarlo e servirsene come testimone del loro macabro rituale.

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Suspiria: Tilda Swinton in una scena nei panni del Dr. Josef Klemperer

A e J: l'amore oltre il tempo

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Suspiria: una nuova foto di Tilda Swinton

Se Helena Markos era una creatura vampiresca pronta a 'fagocitare' le ballerine dell'accademia, nell'epilogo Susie sembra voler rifondare la comunità delle streghe sotto il segno dell'amore (come amorevole, in fondo, era il legame fra lei e Madame Blanc), procedendo con un atto di compassione: la visita al capezzale del dottor Klemperer, per rivelargli la verità troppo a lungo negata sulla sorte di sua moglie. Scopriamo così che Anke, ebrea deportata nei lager, era deceduta nel gelo di un campo di concentramento, conservando però fino all'ultimo pensieri affettuosi verso il marito Josef (il quale, al contrario di lei, possedeva un certificato di arianesimo). Si intuisce inoltre che Klemperer è afflitto dal rimorso per non aver fatto in tempo a far fuggire Anke dalla Germania nazista (non a caso una delle streghe gli rimprovera di non aver dato ascolto a donne che "dicono la verità"), ma forse i suoi sensi di colpa affogheranno nell'oblio indotto in lui da Susie. In compenso, molti decenni più tardi, sulla parete della casa in cui avevano convissuto Josef e Anke resterà il cuore con l'incisione delle loro iniziali, A e J, simbolo di un amore in grado di sopravvivere al tempo e alla Storia.