Suspiria

2018, Thriller

Suspiria, Dakota Johnson: "Il film parla delle cose che amo: la danza, le streghe, la magia"

La musa di Luca Guadagnino Dakota Johnson si esibisce nelle danze mortali di Suspiria, remake del film di Argento presentato a Venezia in conferenza stampa dal cast e dall'autore delle musiche Thom Yorke.

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Rivisitare i classici non è mai un'impresa facile, ma Luca Guadagnino non è tipo da farsi scoraggiare. Il regista è approdato al Lido per presentare in concorso forse il film più atteso della Mostra di Venezia, Suspiria. Del remake del cult di Dario Argento si parla da mesi, anzi, da anni, e finalmente il pubblico veneziano ha avuto l'occasione di assistere alla pellicola che dura oltre due ore e mezzo, quasi un'ora più dell'originale (primo tradimento). Ad accompagnare Luca Guadagnino alla conferenza stampa a Venezia è un cast tutto femminile capitanato da Dakota Johnson, scelta nel ruolo che fu di Jessica Harper. Con lei Tilda Swinton, Chloe Moretz, Mia Goth e addirittura Jessica Harper, la protagonista del film di Argento che ha approvato l'operazione di Guadagnino comparendo in un piccolo ruolo. Con loro è presente anche Thom Yorke, autore delle musiche.

La conferenza di Suspiria si apre con un inside joke. Tilda Swinton legge un messaggio del misterioso Lutz Ebersdorf, interprete del Dottor Jozef Klemperer, unico personaggio maschile presente nel film, in cui l'attore si scusa per la sua assenza ammettendo di essere una persona riservata. Quando viene chiesto a Tilda come si è trovata a interpretare due ruoli, lei nega di essere Klemperer, che nel frattempo ha una pagina nuova di zecca a lui dedicata su Imdb, ma il sorriso beffardo di Luca Guadagnino tradisce la verità.

Anni '70: femminismo e Fassbinder

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Luca Guadagnino si illumina nel proclamare Dario Argento uno dei suoi punti di riferimento cinematografici.
Il regista motiva il suo amore per Suspiria raccontando un aneddoto: "Quando avevo 14-15 anni mi sono guardato tutti i film di Dario, se non fosse per lui oggi non sarei qui. Ricordo che all'epoca venne a Palermo. Chiamarono mia madre per avvertirla, lei mi disse in quale ristorante lo avrei trovato. Io mi sono messo davanti alla vetrina finché non è uscito, così sono riuscito a parlargli. Mi ha detto che vedermi che lo fissavo dal vetro gli aveva messo ansia".

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Da esteta quale è, Suspiria ha fornito a Luca Guadagnino l'occasione per un importante lavoro sull'immagine. Il regista ha scelto, infatti, di ambientare il suo film nella Berlino del 1977, ricreata per l'occasione. "Volevo modernizzare il film ed esplicitare il contesto politico" ammette il regista. "Il 1977 è un anno importante per le rivolte femministe, soprattutto in Europa. Se il femminismo americano lottava per l'uguaglianza, quello italiano lottava per la diversità. E poi questa è la decade dei grandi film di Fassbinder". Il lavoro sulla ricostruzione di un'epoca ha permesso a Guadagnino di sfogare la sua attenzione per i dettagli: "Gli scenografi sanno quanto sia assillante, anche stavolta ho lottato per il perfezionismo. Abbiamo girato gli interni in questo hotel abbandonato di Varese. L'edificio art nouveau mi ha permesso di accentuare la sensazione di soffocamento che si prova all'entrata e all'uscita dei personaggi".

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La passione di Guadagnino per le donne... ricambiata!

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Da Fassbinder, suo mentore, Luca Guadagnino ammette di aver mutuato l'ispirazione per le figure femminili che popolano il suo Suspiria: "Fassbinder era il maestro della crudeltà, le sue donne sono tormentate, non riconciliate, ma mai vittime". La sua fascinazione pare ricambiata dalle sue interpreti, le quali hanno solo parole positive per la sua gentilezza e la sua capacità di creare un set confortevole. "È la seconda volta che lavoro con Luca" esordisce Dakota Johnson. "Ormai ci conosciamo bene e so che, nelle sue mani, potrei fare qualsiasi cosa. Questo film parla delle cose che ho sempre amato, la danza, le streghe, la magia. Amo vedere le donne che lavorano insieme, questo per me è stato il progetto dei sogni". Sulla dichiarazione fatta qualche mese fa, quando ammetteva di aver dovuto andare in terapia per superare il trauma dovuto alle riprese, Dakota specifica: "Sono una persona sensibile, quando lavoro a un progetto assorbo i sentimenti dei personaggi e mi ci vuole un po' per liberarmene. Ma state tranquilli, non sono impazzita". La veterana Tilda Swinton aggiunge: "Conosco Luca da tanto di quel tempo che ormai siamo come parenti. Lavorare con lui, per me, è come tornare a casa, è una fortuna lavorare con registi che rendono tutto così facile, si prende cura di noi, è collaborativo, crea un ambiente sicuro". Entusiasta anche Jessica Harper, la quale commenta: "Luca ha un dono incredibile per evocare grandi emozioni, ma anche per creare momenti intimi nel film. È una persona gentile, come attrice senti il suo abbraccio".

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A differenza dell'originale Suspiria, nel remake la danza ha un ruolo preminente. Merito dell'attrazione di Luca Guadagnino per il teatro e le arti, che lo ha spinto ad affidare al coreografo belga Damien Jalet gli incredibili balletti che compaiono nel film. "Amo la danza" afferma il regista "anche se non sono un esperto. In questo film la danza non doveva essere un orpello, ma il linguaggio della trascendenza della magia. Così con Damien abbiamo lavorato molto sui codici. Nei movimenti si nota l'influsso di Pina Bausch, che è come se fosse sua madre, ma anche di Martha Graham". "E n0n dimentichiamo Scarpette rosse, riferimento essenziale per Suspiria" aggiunge Tilda Swinton.

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Thom Yorke e il confronto con i Goblin

Thom Yorke

Altro ingrediente essenziale di Suspiria è naturalmente la musica. La presenza di Thom Yorke ci permette di indagare sul processo di composizione misurandosi con una colonna sonora cult come quella dell'originale firmata dai Goblin, e il leader dei Radiohead ammette che il confronto è stato tutt'altro che semplice. "Quando Luca è venuto a trovarmi coi produttori per propormi di comporre la score, ho pensato che fosse pazzo. La musica di Suspiria è leggendaria, così ho chiesto qualche mese per pensarci. Volevo scappare, ma poi ho capito che se avessi rifiutato me ne sarei pentito. Non c'era modo di riprendere il sonoro originale, così ho cercato di distaccarmene avvicinandomi al processo in modo quasi ipnotico. In studio ascoltavo e riascoltavo le musiche in loop, creavo incantesimi, ho sperimentato una libertà mai avuta. L'idea era rifarsi in qualche modo alle musiche del 1977, al rock dell'epoca, è stato un modo per immergermi totalmente in un posto in cui non sarei mai andato".

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