Star Wars: Gli ultimi Jedi

2017, Azione

Star Wars: come finirà la terza trilogia?

Alla luce degli eventi dell'ottavo episodio della saga proviamo a ipotizzare le possibili piste narrative che J.J. Abrams esplorerà nel prossimo capitolo, previsto per Natale 2019.

Star Wars: Episode VII - La prima immagine di J.J. Abrams sul set di Abu Dhabi

Due anni fa, quando uscì Star Wars: Il risveglio della forza, la critica ricorrente anche da parte di chi l'aveva apprezzato riguardava l'eccessiva aderenza al canovaccio tipico della saga, con tanto di affermazioni iperboliche sul suo essere solo "un remake del primo Guerre stellari". In realtà il lungometraggio di J.J. Abrams conteneva diversi spunti interessanti per il futuro del franchise creato da George Lucas, sia tra le novità (il mistero sul legame tra Rey e la Forza, l'enigmatico Leader Supremo Snoke) che nell'utilizzo di personaggi affermati (perché Luke Skywalker aveva deciso di autoesiliarsi?), ponendo le basi per un seguito capace di regalarci qualcosa di diverso. Ed ecco che è arrivato Star Wars: Gli ultimi Jedi, scritto e diretto da Rian Johnson e criticato a sua volta per essere stato troppo distante dall'idea "classica" di come dovrebbe andare avanti la saga. Anche qui non mancano gli elementi da sfruttare per la conclusione della nuova trilogia, il cui episodio finale sarà diretto nuovamente da Abrams. Cosa possiamo quindi aspettarci alla fine del 2019, quando ci congederemo per la terza volta (e forse per sempre in questa occasione) dalla storia della famiglia Skywalker?
N.B. Questo articolo contiene spoiler dell'Episodio VIII.

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Quanto tempo dopo, in una galassia lontana lontana?

Tradizionalmente, tra un film e l'altro di Star Wars passa un po' di tempo sia nella realtà (nelle prime due trilogie gli episodi uscivano ogni tre anni, in quella attuale ogni due) che nel racconto (l'intervallo più lungo, di dieci anni, è tra Star Wars ep. I - La minaccia fantasma e Star Wars ep. II - L'attacco dei cloni). L'eccezione è costituita proprio da Gli ultimi Jedi, che inizia subito dopo la fine del film precedente. È molto probabile che l'Episodio IX, ancora senza titolo, torni alla tradizione e sia situato, come minimo, alcuni anni dopo gli eventi raccontati da Johnson. I motivi per pensarlo si ricollegano soprattutto alla fine dell'Episodio VIII: essendo la fazione principale della Resistenza ridotta ai minimi storici, è d'uopo che passi un po' di tempo prima che lo scontro tra bene e male possa riprendere. Inoltre, essendo Rey ora in possesso degli antichi testi dell'Ordine dei Jedi, è logico supporre che lei, dopo essere stata messa in guardia da Luke sui pericoli del potere eccessivo e sulle incomprensioni legate alla Forza, sia pronta ad addestrare una nuova generazione di discepoli (uno dei quali, presumibilmente, è il bambino che guarda le stelle nell'ultima sequenza del film di Johnson). Anche in quel caso non è veramente possibile far partire l'Episodio IX nel punto esatto dove finiva il capitolo precedente. C'è anche un motivo molto più tangibile, di natura pratica, per cui sarebbe auspicabile ambientare il prossimo film a una certa distanza temporale da Gli ultimi Jedi, e riguarda colei che avrebbe dovuto avere un ruolo maggiore nel finale della nuova trilogia.

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In Loving Memory of our Princess

Guerre stellari: Carrie Fisher abbraccia Chewbacca

Carrie Fisher, indimenticabile interprete della principessa Leia, è stata stroncata da un malore il 27 dicembre 2016, poco meno di un anno prima dell'uscita dell'Episodio VIII. La sua morte non ha inciso sul contenuto de Gli ultimi Jedi poiché le riprese erano già terminate da mesi (e l'unica scena che forse ha richiesto dei ritocchi in CGI - quella in cui Leia, data per morta, si salva usando la Forza - andava comunque rielaborata in post-produzione per ovvi motivi tecnici), ma ha avuto conseguenze evidenti per quanto riguarda la lavorazione del prossimo episodio. Secondo i piani originali, infatti, Leia doveva avere un ruolo molto importante nel capitolo finale della trilogia, seguendo il modello de Il risveglio della forza che era molto incentrato su Han Solo e Gli ultimi Jedi che si focalizza su Luke. Così non sarà, poiché la Presidente di Lucasfilm, Kathleen Kennedy, ha dichiarato che Fisher non verrà resuscitata in alcun modo, né con spezzoni inutilizzati né tramite la CGI (quest'ultimo un aspetto controverso del film antologico Rogue One: A Star Wars Story, dove il governatore Tarkin aveva nuovamente le sembianze di Peter Cushing, deceduto nel 1994). Ambientare l'Episodio IX (il cui primo regista, Colin Trevorrow, sarebbe stato estromesso anche per questioni legate alla sceneggiatura) qualche anno dopo quello precedente consentirebbe quindi ad Abrams di far uscire di scena Leia in modo naturale e rispettoso, facendola comunque vivere in spirito come fonte di ispirazione per le gesta di Rey, Poe Dameron e gli altri.

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Le vie misteriose della Forza

Star Wars: Gli Ultimi Jedi, Mark Hamill in una scena del film

Per certi versi l'arco narrativo di Luke Skywalker si è concluso ne Gli ultimi Jedi: finalmente in pace con se stesso dopo anni di sensi di colpa per aver contribuito alla trasformazione del nipote Ben Solo in Kylo Ren, il maestro Jedi ha usato le sue ultime forze per salvare i membri rimanenti della Resistenza e poi si è spento, diventando un tutt'uno con la Forza come hanno fatto in precedenza Obi-Wan Kenobi e Yoda. Eppure durante lo scontro finale con Kylo, dove Luke in realtà era una proiezione astrale, la battuta di commiato è stata "Arrivederci, ragazzo". Come ben noto dai tempi de L'impero colpisce ancora, la morte non impedisce ai Jedi di continuare ad impartire consigli, se non di più (proprio nell'ultimo film vediamo Yoda che, in forma spettrale, riesce a radere al suolo un albero), e la presenza eterea di Luke - magari supportato da qualche vecchio amico - potrebbe essere utile a Rey per la ricostruzione dell'Ordine. Anche perché, non essendo possibile utilizzare Leia per i motivi già enunciati, un ruolo per il fratello sarebbe la soluzione migliore per chiudere la parte della saga dedicata alla famiglia Skywalker. Il che ci porta all'ultimo punto in sospeso...

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Ben o Kylo?

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Sempre più indeciso e tormentato, il figlio di Han e Leia aspira ad un futuro diverso, a capo del Primo Ordine dopo aver assassinato il proprio maestro Snoke. Rey è ancora convinta di poterlo riportare sulla retta via, per raggiungere l'equilibrio nella Forza che è venuto a mancare dopo il massacro degli studenti di Luke anni addietro. Snoke vedeva Ben come l'erede legittimo di Darth Vader, paragone avveratosi in modo inatteso quando l'allievo si è ribellato al mentore. Per completare la transizione sarebbe necessario un ultimo sacrificio, forse la redenzione conclusiva durante la resa dei conti con il generale Hux. Con lui se ne andrebbe definitivamente la stirpe Skywalker/Solo (a meno che non ci sia qualche dettaglio ignoto dietro la rivelazione sull'ordinarietà dei genitori di Rey), creando la tabula rasa necessaria per portare il franchise in territori veramente nuovi, a cominciare dalla trilogia già annunciata a cura di Johnson che sarà ambientata in un angolo inesplorato della galassia lucasiana.

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