Falso Movimento, Nastassja Kinski e la nuova posizione di Wim Wenders

Il film del regista tedesco è tornato sotto i riflettori dopo le parole dell'attrice. Con una domanda: come comportarsi davanti a opere controverse, realizzate in un'epoca marcatamente diversa da quella attuale? Innanzitutto, rispettando la sensibilità delle persone coinvolte.

Falso Movimento: Nastassja Kinski

A oltre quarant'anni dall'uscita di Falso movimento, il film di Wim Wenders è tornato al centro dell'attenzione in Germania (e non solo) dopo le dichiarazioni di Nastassja Kinski, che ha chiesto la rimozione di una scena in cui compare in slip e a seno scoperto. Per completezza, la scena la vedeva insieme ad un uomo molto più grande di lui, che la schiaffeggiava. All'epoca l'attrice aveva appena 13 anni.

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Una scena di Falso Movimento

In un'intervista rilasciata alla Süddeutsche Zeitung, Kinski - figlia d'arte - ha raccontato di aver avvertito già allora una sensazione di forte disagio (ovviamente), senza però avere gli strumenti per comprenderne fino in fondo il significato. Solo molti anni più tardi, ascoltando i racconti di altre donne che hanno vissuto esperienze simili nell'industria cinematografica, ha iniziato a guardare a quell'episodio con una maggiore consapevolezza, alzando anche in terra teutonica l'onda del MeToo. Nastassja Kinski ha comunque sottolineato di aver sempre conservato un rapporto di stima professionale con Wenders e di aver continuato ad apprezzarne il percorso artistico.

Ciò che l'arte può e non può fare

Le sue parole hanno alimentato una discussione più ampia, soprattutto in Germania: come giudicare le opere del passato? Già, come. Il caso è effettivamente gigante - non l'unico - in quanto sono entrate in gioco questioni legate alla rappresentazione dei minori. Oggettivamente andrebbe sempre tutelata la sacrosanta sensibilità dei nomi direttamente coinvolti, anche a distanza di anni, puntellando (oltre il contesto?) ciò che l'arte può e non può fare.

La reazione di Wim Wenders

In un primo momento, Wim Wenders aveva riconosciuto che oggi non realizzerebbe una sequenza simile, pur evidenziando la difficoltà di giudicare decisioni prese cinquant'anni fa esclusivamente attraverso i criteri contemporanei. Il regista, già travolto dalle polemiche dopo l'uscita alla Berlinale ("il cinema non c'entra nulla con la politica") aveva inoltre manifestato riserve sull'idea di intervenire a posteriori su un'opera già entrata nella storia del cinema. Ponendo una domanda: "come gestire il patrimonio cinematografico? Possiamo e dobbiamo tagliare una scena che ha fatto male a un'attrice che ho ammirato e ammiro? Non voglio portare il fardello da solo. Questo aprirebbe la strada al taglio di altre scene di molti altri film".

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Wim Wenders sul set

L'avvocato di Nastassja Kinski, Christian Schertz, si è detto "stupito che l'élite culturale tedesca non reagisca, mentre Wenders si è sempre nascosto dietro i suoi avvocati mentre noi abbiamo cercato un accordo amicale. Chiediamo formalmente che la sequenza sia tagliata, perché non c'era assenso legale, visto che Nastassja all'epoca era minorenne e che sua madre, assente, non era stata informata della scena che tra l'altro non figura nel romanzo originale di Handke".

La (nuova) scelta del regista

La vicenda ha però assunto una nuova dimensione. Secondo quanto riferito dalla stampa tedesca, la Fondazione Wim Wenders ha deciso di sospendere la distribuzione di Falso movimento in tutte le sue forme. In una nota ufficiale, il regista ha riconosciuto che la giovane attrice avrebbe meritato una tutela maggiore durante le riprese. "In quanto unica persona ancora responsabile del film all'epoca dei fatti, ritengo che Nastassja Kinski avrebbe dovuto essere protetta meglio. Per questo le chiedo scusa senza riserve", ha dichiarato in un comunicato.

Wenders ha spiegato che il confronto nato attorno alla vicenda e le numerose testimonianze raccolte negli ultimi giorni lo hanno portato a riflettere più a fondo sugli eventi di allora. L'intenzione, ha aggiunto, è quella di avviare un percorso di confronto sul modo in cui affrontare oggi opere considerate controverse, promuovendo una lettura più attenta e inclusiva del patrimonio cinematografico del Novecento.

Fino a quando questo processo non sarà concluso e "non verrà individuata una soluzione condivisa, anche in dialogo con Nastassja Kinski, il film resterà fuori dalla circolazione". Un cambio di direzione, quello di Wenders, che pare cogliere una questione sempre più centrale nel mondo della cultura, rimarcato giustamente da Nastassja Kinski: conciliare la tutela delle persone coinvolte con la conservazione e la fruizione delle opere realizzate in epoche profondamente diverse da quella attuale. Senza mai dimenticare il rispetto e la sensibilità delle persone.