Star Trek: Discovery

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Star Trek Discovery, Shazad Latif ed il suo “ruolo eccitante ma anche spaventoso”

Faccia a faccia con l'interprete di Ash Tyler in Star Trek: Discovery, la nuova serie dell'universo creato da Gene Rodenberry di ritorno l'8 Gennaio su Netflix con gli ultimi episodi della sua prima stagione.

Star Trek: Discovery, La prima immagine ufficiale della serie

Prima di Kirk e dell'Enterprise c'era la USS Discovery ed a una dozzina d'anni di distanza dall'ultima serie ambientata nell'universo di Star Trek c'è Star Trek: Discovery a narrarcene le avventure. Ambientata una decina di anni prima dei viaggi della serie originale degli anni '60, la nuova, sesta serie della saga creata da Gene Roddenberry è in onda sin da settembre, con un episodio a settimana pubblicato anche in Italia da Netflix, ed è appena tornata dalla pausa natalizia con il decimo episodio di una prima stagione che ne comprende quindici.

Tra i numerosi personaggi di una serie complessa e corale troviamo Ash Tyler, tenente della flotta stellare ed ex prigioniero di guerra interpretato da Shazad Latif. Inizialmente scelto per un ruolo diverso, Latif ha modo di esplorare diversi aspetti grazie ad un personaggio ricco di sfumature attraverso le conseguenze della sua prigionia ed il rapporto con gli altri membri dell'equipaggio della Discovery, non per ultima la Burnham con la quale è evidente una certa alchimia. Ne abbiamo parlato con l'attore, sorridente, affabile e disponibile, in quel di Lucca in una piacevole chiacchierata che ci ha permesso di indagare i dietro le quinte della sua avventura nell'universo di Star Trek, cominciando dal bagno di folla che li ha accolti a Lucca Comics and Games.

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Com'è stato il tuo primo impatto con Lucca?

I genitori della mia ex ragazza gestiscono un agriturismo nelle vicinanze, in montagna, siamo stati qui molte volte in vacanza, per il Natale, e amo questo posto, penso che sia una delle mie parti preferite del mondo. Ma non ero mai stato a Lucca Comics, non avevo idea che ci fosse un contesto del genere.

A bordo della Discovery

Lucca 2017: Sonequa Martin-Green, Jason Isaacs, Shazad Latif e Aaron Harberts al panel di Star Trekk Discovery

Come sei stato coinvolto nel progetto Discovery?

Mi è arrivata la chiamata il giorno prima dell'audizione, non avevo molto tempo. Ho registrato a casa di mia mamma, a volte lei mi aiuta con le registrazioni dei miei provini quando non c'è nessuno. Poi sono stato richiamato, ho fatto un altro provino con sette persone su Skype e poi abbiamo iniziato.

In origine dovevi recitare in un altro ruolo, giusto?

Si, in origine sì, quando sono arrivato mi hanno chiesto "vuoi provare quest'altra parte?". L'ho fatto, era una parte più consistente ed è stato fantastico, e passo anche meno tempo al trucco, il che non guasta.

Come ti hanno descritto il tuo personaggio la prima volta che ti hanno parlato di Tyler?

È un personaggio complesso ed è stato un prigioniero di guerra, ha affrontato situazioni estremamente stressanti, ha subito forte stress emotivo, e questo torna a tormentarlo sotto forma di flashback e PTSD. Mi hanno detto che dovevo tenermi pronto ad affrontare quel tipo di esplorazione emotiva, quella dimensione di dolore fisica e mentale. Un ruolo eccitante ma anche spaventoso.

Com'è l'atmosfera sul set di Star Trek?

C'è molto cameratismo, quando ci sono queste grandi scene dove siamo tutti insieme allora è come se fossimo davvero su una nave, ma quando ci sono scene emotive, ci concentriamo molto, cerchiamo di cogliere il momento giusto, il focus è al massimo.

Star Trek: Discovery, un momento drammatico della serie

I set sono meravigliosi, com'è stato lavorare sulla "nave"?

È fantastico quello che riescono a costruire oggigiorno, impiegano mesi per farlo e tu lo dai quasi per scontato quando ci vai ogni giorno per lavoro, ma poi lo vedi sullo schermo ed è incredibile, ci fa sembrare tutti migliori.

Ci sono molte teorie sul tuo personaggio in giro nella rete, che tu sei una spia dei Klingon e so che non puoi dire nulla al riguardo, ma...

A dire il vero non leggo molto di quello che la gente dice a riguardo su internet, ma so che ci sono molte teorie in giro e questo è il potere dei fan di Star Trek, sono così attenti a tutto quello che facciamo, sono quasi dei detective. Alcune teorie sono veramente fantasiose, a volte qualcuno indovina qualcosa, ma è veramente interessante il fatto che ci siano. Ovviamente è meglio che tutto rimanga avvolto nel mistero, così il pubblico si godrà di più la storia!

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Nell'universo di Star Trek

Star Trek: Discovery, un'immagine della serie

Il franchise di Star Trek è un'icona, qualcosa conosciuto da tutti, anche chi non ha mai visto la serie, tu sei un fan?

Non ero un super fan dello show quando ho avuto il lavoro, ma mio nonno è un fan sfegatato della serie originale, il cugino di mia mamma, mio zio per così dire, adorava The Next Generation e registrava tutti gli episodi, così in un certo senso si può dire che conoscevo abbastanza la storia. Adesso, però, sono assolutamente un fan anche io.

Serie originale o The Next Generation, Kirk o Picard?

Solo perché fa parte della mia infanzia, devo dire Picard, Patrick Stewart, ma amo il look e i colori della serie madre, lo schema dei colori... Spock, è un personaggio eccezionale!

Star Trek: Discovery, una scena della prima stagione

Far parte del franchise di Star Trek è qualcosa che rimarrà con te per il resto della tua carriera, cosa ne pensi?

È un momento bellissimo per la mia carriera, far parte di qualcosa che tanta gente sta guardando, mi rende felice e orgoglioso e penso che tra vent'anni quando ripenserò a questo momento mi sentirò altrettanto fiero di aver fatto parte di uno show che ha una storia così importante.

Star Trek è sempre stata una serie all'avanguardia, che ha distrutto le barriere sociali, creando un equipaggio con un asiatico e un'afro-americana negli anni '60, come si fa una cosa del genere oggi? Che tipo di barriere possiamo infrangere?

Ho filmato una scena la scorsa settimana, ci sono io in una stanza con quattro donne, tutte e quattro personaggi con un carattere forte, mentre io interpreto quest'uomo che non è il classico eroe macho, ma che anzi sta mostrando un lato vulnerabile di sé. Avrà un crollo e mostrare un uomo che fa questo senza perdere la sua forza è per me una cosa nuova, una cosa rara. Nei film action è raro vedere l'eroe che piange, c'è una ragione per cui amiamo Marlon Brando, perché lui ci mostrava il suo lato emotivo. Questo genere di cose, personaggi gay, baci interraziali, un capitano donna, questo è il genere di cose che non siamo ancora abituati a vedere.

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Le nuove frontiere della TV

Star Trek: Discovery, un momento con Michelle Yeoh

Parlando di TV, pensi che servizi in streaming come Netflix abbiano cambiato la percezione del pubblico rispetto alla televisione?

Si, penso che abbia certamente cambiato il modo in cui la gente fruisce gli show televisivi, personalmente sono un grande appassionato di film e mi piace andare al cinema e il dibattito tra l'avere una premiere al cinema e la distribuzione diretta è sicuramente interessante. Ma allo stesso tempo amo anche il binge-watching e immergermi in uno show con tempi lunghi. Puoi esplorare meglio i personaggi in questo modo, e penso che anche gli autori si divertano perché possono sviluppare meglio le loro idee, i loro personaggi. È una situazione difficile e sono un po' combattuto, essendo un amante del cinema.

Discovery è distribuita con un episodio a settimana, ne sei soddisfatto o avresti preferito che fosse disponibile tutta la stagione fin da subito?

No, in questo caso penso che è meglio rimanere così, lasciando quell'attesa al pubblico che attende l'episodio successivo. Si, è meglio dover aspettare per poterlo guardare, e non penso che Netflix lo stia facendo per altre serie, o si? Forse qualcuna... ma comunque la release settimanale è migliore, dura di più!

Aspettare tra un episodio e l'altro dà il tempo di analizzare, discutere...

Si, infatti con il binge watching non c'è modo di parlarne con gli altri, di fare teorie, è un punto valido. 

Lucca 2017: una foto di Sonequa Martin-Green, Jason Isaacs, Shazad Latif e Aaron Harberts al panel di Star Trekk Discovery

Hai recitato in altri ruoli in televisione, qual è quello a cui ti senti più legato oltre Tyler?

Mi è piaciuto moltissimo interpretare Jeckyll/Hyde in Penny Dreadfull perché è un'altra icona della narrativa, ho fatto tutte le ricerche, è stata una trasposizione diversa rispetto alle altre, più dark, mi sono divertito molto e John Logan è un grande scrittore. In seguito ho fatto una commedia dell'assurdo a Londra e mi piace molto questo genere perché è diverso da quello che faccio di solito, amo tutti i personaggi che faccio in un certo senso, ma Dr. Jeckyll mi ha colpito particolarmente, mentre il ruolo in Star Trek è quello per il quale ho lavorato di più da un punto di vista emotivo.

Ti piacerebbe fare parte della famiglia di supereroi Netflix, nel mondo dei Defenders?

Bè, al momento sono già impegnato in un grosso franchise, forse mi piacerebbe di più un progetto indipendente, un piccolo film per cambiare atmosfera, quello si che mi piacerebbe.

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Il futuro della Discovery

Star Trek: Discovery, Sonequa Martin-Green in una scena

Siamo a più di metà stagione di Star Trek: Discovery, ci puoi dire qualcosa su come si evolverà la storia?

La relazione di Ash Tyler con Michael Burnham comincerà ad evolversi ulteriormente, vedremo di più sulla loro storia d'amore, vedremo come le cose avranno ripercussioni sulle persone, gli effetti che subirò a livello emotivo per colpa delle torture.

E per quanto riguarda l'arco narrativo principale della serie, considerato che è stata confermata per una seconda stagione? Che direzione prenderà?

Questa è una domanda più da sceneggiatore. Hanno delle idee che vogliono esplorare, ma chi sa dove decideranno di dirigersi, ci sono una moltitudine di possibilità perché ogni personaggio è costruito molto bene ed offre tante possibilità. Ovviamente non conosco la risposta a questa domanda, ma sono sicuro che qualsiasi cosa si inventeranno sarà molto eccitante per il pubblico. Siamo diversi dagli altri show, molto diversi.

Star Trek: Discovery, Michelle Yeoh e Sonequa Martin-Green

La saga di Star Trek è anche cinematografica, ci sono molti film, pensi che Discovery potrebbe fare il grande passo in futuro e andare al cinema?

Alex Kurtzman fa parte dei film e adesso sta provando un nuovo modo per raccontare storie. Con una stagione lunga quindici ore puoi approfondire di più la narrativa, per questo lo streaming è così comodo. Certo se si sente l'esigenza di raccontare in un format diverso si può fare, ma noi stiamo praticamente facendo un film lungo 15 ore, non è molto diverso, solo più lungo. Oggi cinema e TV non sono poi così lontani.

Ma ti piacerebbe avere un film su Discovery?

Se avesse la stessa profondità per tutti i personaggi, sì. Noi abbiamo molti personaggi e sarebbe arduo riuscire a rendere giustizia a tutti. Penso che sarebbe un film più action rispetto a quello che facciamo di solito. Il che potrebbe anche andare bene, certo.

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