Star Trek: Discovery

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Star Trek: Discovery, parla il cast: “Stiamo creando nuovi personaggi e nuove storie”

La nuova serie appartenente all'universo di Star Trek è arrivata al nono episodio su Netflix ed è pronta a ripartire per gli ultimi sei della prima stagione dal 7 Gennaio.

Star Trek: Discovery, una scena sul ponte di comando

Con cinquant'anni di storia sulle spalle, Star Trek è tornata in TV in questo autunno grazie ad una nuova serie in onda su CBS in America e disponibile il giorno seguente a livello internazionale su Netflix. Come già per Enterprise, la storia è ambientata prima della serie classica che tutti abbiamo seguito ed amato crescendo, ma nel caso specifico di Star Trek: Discovery torniamo indietro di soli dieci anni, seguendo i viaggi d'esplorazione della nave che dà il titolo allo show, coinvolta nel conflitto tra la Federazione dei Pianeti Uniti e l'impero Klingon.

Proprio quest'ultimo aspetto è centrale nella costruzione della trama di Discovery e delle storie che riguardano i membri di un corposo equipaggio che comprende il Capitano Jason Isaacs al primo ufficiale Michael Burham di Sonequa Martin-Green e il tenente Ash Tyler a cui dà il volto Shazad Latif, che abbiamo incontrato in occasione dell'ultima edizione di Lucca Comics and Games. Ai tre membri del cast, ed allo showrunner Aaron Harberts, abbiamo chiesto di raccontare l'esperienza sul set di un franchise così importante per il cinema e la televisione, ma anche del rapporto con i fan che li hanno accolti con un calore ed un entusiasmo che lo sceneggiatore Harberts ha commentato così: "Il cuore di Star Trek è di mettere in contatto i diversi popoli, la scoperta e l'esplorazione. Essere qui e vedere che la serie supera i confini è qualcosa di cui sono grato e mi riempie di orgoglio."

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Il ruolo che cambia una carriera

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L'universo di Star Trek è stato codificato in cinquant'anni di storia, che tipo di preparazione avete affrontato nel costruire la nuova serie?

Jason Isaacs: Ci sono migliaia di ore di girato di Star Trek, ma per fortuna la nostra serie è ambientata dieci anni prima quindi abbiamo carta bianca, dobbiamo andare a finire quando la inizia ciò che la gente conosce. Mi hanno dato un manuale della federazione di 700 pagine, ma vivendo le nostre storie in precedenza, non l'ho letto. So che altri del cast hanno letto e guardato tutto, ma io sono cresciuto con la serie, Kirk e gli altri erano i miei eroi, e non ho voluto rovinare questa sensazione.

Sonequa Martin-Green: C'è un quantitativo di materiale incredibile su Star Trek e avevo promesso a me stessa che avrei visto tutto, ma in realtà non sono andata tanto lontano perché ho dovuto iniziare a lavorare sul mio personaggio e la mia storia. Mi sono concentrata sulla serie originale e su Enterprise perché lì c'è abbastanza materiale sui Vulcaniani e questo riguardava la mia parte.

Shazad Latif: Non ho visto tantissimo, ho guardato un po' The Next Generation e un po' della serie classica, ma quelle che stiamo portando sullo schermo sono nuove storie. In particolare Patrick Stewart mi è piaciuto molto.

Aaron Harberts: Nello scrivere lo show, se ti concentri sulle 700 ore di materiale esistente, non puoi che esserne intimorito, è un peso che rischia di schiacciarti. Stiamo creando nuovi personaggi e nuove storie, cercando di restare fedeli allo spirito di Star Trek e i suoi ideali, di toccare temi cari alla società nel periodo storico in cui ci troviamo come hanno fatto le serie della saga che ci hanno preceduti.

Star Trek: Discovery, una scena con Sonequa Martin-Green

Vi rendete conto che in qualche modo la vostra vita ora è cambiata?

Jason Isaacs: Abbiamo appena finito di girare, chiedetemelo di nuovo tra dieci anni! Ho partecipato a tante altre serie e ho visto tanti attori diventare famosi in un tempo molto breve e ho capito che quello che ti salva dal perdere la testa sono i rapporti tra i membri del cast. Nel nostro caso Sonequa è centrale, costruisce i rapporti tra noi, organizza incontri e cene e ci tiene tutti uniti e con i piedi per terra.

Sonequa Martin-Green: La sensazione del momento è quella che viviamo nel condividere questa avventura con tutti voi, ma vedremo nei prossimi mesi e nei prossimi anni come evolverà.

Shazad Latif: Infatti ci vuole un po' per capire quello di cui facciamo parte ora, per ora l'esperienza è assolutamente positiva.

Aaron Harberts: Sono solo uno scrittore, posso nascondermi dietro un computer. Dal punto di vista della produzione, sono circondato da un team creativo molto in gamba, ma è incredibile vedere la gente vivere così intensamente lo show, che i personaggi che scrivo sono rappresentati da questo cast straordinario. L'emozione di veder uno di loro riconosciuto in aereo è stata unica, ho quasi chiesto l'autografo anche io!

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Il rapporto con i propri personaggi

Star Trek: Discovery, La prima immagine ufficiale della serie

Cosa vi piace e non vi piace del vostro personaggio?

Jason Isaacs: Non giudico quello che fa il mio personaggio, cerco di interpretare quello che dice e che fa cercando di capire perché si comporta in quel modo. Secondo me nessuno si considera cattivo, per esempio non sono un grande fan del Presidente americano, ma immagino che lui pensi di essere nel giusto.

Shazad Latif: Sono d'accordo con Jason, sono innamorato del mio personaggio e tendo a non giudicare le sue azioni.

Sonequa Martin-Green: A me piace entrare nel personaggio. Io sono Michael Burnham, in un certo senso. Quello che dice Jason è vero, non si può giudicare perché si finisce per odiare e chiudersi rispetto al mondo, precludendo l'accettazione. Come Michael ho dei saldi principi e ci sono delle cose di lei che mi piacerebbe cambiare, ma questo vale anche per me stessa.

Jason Isaacs: Una delle cose più interessanti di questa serie è che riflette i nostri tempi, che sono estremamente complessi. I nostri sono personaggi strani, fanno cose di cui si pentono, sono impetuosi, egoisti, infantili, ma tutte queste contraddizioni sono ciò che rende affascinante la serie. Per fortuna abbiamo una serie che ci permette di sviluppare queste contraddizioni ed è qualcosa unica per la saga.

Star Trek: Discovery, Michelle Yeoh e Sonequa Martin-Green

Avete attinto a qualche personaggio shakespeariano per i vostri personaggi attuali?

Shazad Latif: Ho un background di studi classici, ma in questo caso specifico non c'è un esempio in particolare. Ma forse ogni personaggio e storia può essere ricondotto a Shakespeare in qualche modo.

Jason Isaacs: Ogni tanto rubo qualcosa da personaggi shakespeariani, c'è qualcosa da Enrico V, c'è qualcosa di Iago e RIccardo III o Coriolano, tutti personaggi che ho ben in mente. In questa saga ci sono stati attori con questa provenienza, perché il materiale lo richiede. Non è una sit-com, si parla del destino dell'Universo ed una certa epica è necessaria.

Sonequa Martin-Green: Come ogni grande storia, anche questa se la lasci fluire attraverso di te, ti cambia e ti lascia migliore. Ho studiato Shakespeare e mi sono innamorato di alcuni ruoli, ma anche mio marito è un grandissimo ammiratore e spesso ci sfidiamo a colpi di dialoghi shakesperiani. Ma lui li interpreta molto meglio di me!

Star Trek: Discovery, una scena della prima stagione

Si parla sempre di mancanza di ruoli importanti femminili, ma tu hai avuto modo di interpretare due donne forti in due serie come questa e The Walking Dead. Vedi legami tra queste due donne?

Sonequa Martin-Green: Mi sento molto fortunata ad aver avuto modo di interpretare due donne di questo tipo ed in entrambi i casi si tratta di due donne potenti eppure vulnerabili. E' importante non aver paura di mostrarsi vulnerabili. Penso che tra loro la più grande similitudine è che entrambe sono molto dogmatiche per quanto riguarda ciò che credono, ma sono molto diverse per tanti altri aspetti. Penso sia un privilegio per me dare voce a questi ruoli femminili, è una mia forma di attivismo mostrare come le donne possono far ruoli di questo tipo. Un attivismo che non potrebbe esserci senza la visione dei nostri autori.

Che ci potete dire dell'importanza che hanno i Klingon e il loro linguaggio nella serie?

Aaron Harberts: La nostra è una storia sulla guerra e volevamo rappresentare entrambe le parti di questo conflitto. Era importante mostrare anche il punto di vista dei Klingon, perché ci sono sempre due verità in ogni storia. I Klingon sono molto protettivi della proprio storia e cultura, temono l'assimilazione, e per raccontare il loro punto di vista, non potevamo che farlo in Klingon. L'abbiamo fatto nel modo più preciso possibile, con la supervisione di un esperto di Klingon e con la dedizione degli attori che lo parlano nella serie, che lavorano con grande professionalità e finendo per essere isolati dal resto del cast.

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Oltre la Discovery

Lucca 2017: una foto di Sonequa Martin-Green, Jason Isaacs, Shazad Latif e Aaron Harberts al panel di Star Trekk Discovery

Vi portate dietro un'eredità molto pesante. Com'è lavorare con la consapevolezza che ogni dettaglio verrà analizzato da un esercito di fan così esigente?

Shazad Latif: Non si può cercare di rispettare troppo i desideri dei fan, perché così facendo si rischia di tradire il proprio personaggio e la sua storia, facendo un pessimo lavoro.

Jason Isaacs: Nel momento in cui recito, non mi preoccupo di questo aspetto, sono lì e cerco di vincere la guerra o qualunque altra cosa richieda la storia. Tutto il resto non deve impedirmi di fare bene il mio lavoro. Quando ci sono dei Klingon che mi stanno sparando addosso, non sto a preoccuparmi dei nerd seduti al computer.

Aaron Harberts: Mio padre dice "se cerchi innalzarti al loro plauso, cadrai davanti alle loro critiche". Ho molto rispetto dei fan, ma bisogna essere indipendenti per raccontare una storia e questa storia. Sulla mia scrivania ho un post-it che dice "scrivi per la gioia che ti porta, non per il pubblico". Ho molto rispetto per gli spettatori, ma non si può accontentare tutti, quindi stiamo lontani dai social media, ci teniamo per mano e cerchiamo di fare il massimo che possiamo per portar loro la nostra storia e la nostra visione.

Sonequa Martin-Green: La libertà creativa genera l'autenticità che vogliamo dare al pubblico e che merita di avere. Quando stai facendo nascere una storia, devi nutrirla, farla tua e far sì che porti un cambiamento vero e autentico. Siamo effettivamente una grande famiglia e siamo tutti impegnati in questa ricerca creativa che speriamo si rifletta anche sul pubblico.

Lucca 2017: Sonequa Martin-Green, Jason Isaacs, Shazad Latif e Aaron Harberts al panel di Star Trekk Discovery

Aaron, c'è uno spin-off di Discovery che ti piacerebbe vedere o hai già in mente?

Aaron Harberts: Ma non abbiamo ancora finito la prima stagione!!! L'universo di Star Trek è così immenso, ci sono così tante storie da poter raccontare e ogni personaggio avrebbe tanto da dire. Sono affascinato dai Klingon, mi piacerebbe sapere di più di loro!

Jason Isaacs: Quello non voglio farlo, troppo tempo in piedi a parlare!

Aaron Harberts: Mi piacerebbe vedere il tempo di Michael su Vulcano... ma questa è una gran bella domanda, perché mostra quanti aspetti da esplorare ci sarebbero in questo universo sconfinato.

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