Star City, la recensione: il lato sovietico della corsa alla Luna

Cambio di prospettiva e tono per Star City rispetto alla serie di partenza For All Mankind, con un enigmatico Rhys Ifans a guidare il programma spaziale sovietico. Su Apple TV.

Una scena di Star City

For All Mankind è stata una delle serie del lancio di Apple TV e se n'è stata lì in sordina, raccogliendo pubblico e consensi, riuscendo a proseguire più a lungo di altre che hanno attirato più attenzione nell'immediato ma hanno già chiuso la loro corsa. Non solo la serie è ancora viva e ha appena chiuso la sua quinta e penultima stagione, ma ha dato vita anche a uno spin-off che porta in scena la stessa storia alternativa dal punto di vista opposto, quello sovietico.

Star City Photo 010202
Una scena dello spin-off di For All Mankind

Questo è infatti Star City, nuova serie disponibile sulla piattaforma di casa Apple che punta a immergerci nuovamente in un passato in cui è stata l'Unione Sovietica a mettere per prima il piede sul nostro satellite naturale. Ma questa volta dalla prospettiva dei vincitori di quella prima battaglia. E, va detto subito e senza troppe incertezza, che l'operazione è riuscita e capace di aggiungere nuove sfumature alla storia che abbiamo vissuto fin qui.

Benvenuti nella città delle stelle

Star City Photo 010302
Una scena di Star City

Partiamo dal titolo e quel che rappresenta: Star City è il nome che identifica il quartier generale del programma spaziale sovietico, il luogo in cui la magia si concretizza, in cui il cuore della storia è ambientato. Il punto di partenza narrativo della serie, invece, è il medesimo della serie madre, con l'astronauta Alexei Leonov che fa il fatidico "grande balzo per l'umanità" al posto del rivale americano nel nome dell'Unione Sovietica. Un passaggio importante per definire il cammino sociale e tecnologico mondiale, un risultato enorme per il programma spaziale guidato da una figura enigmatica e misteriosa, che risponde soltanto al nome di Chief Designer per motivi di sicurezza sia personali che dell'intero programma e le sue ramificazioni e piani di più ampio respiro.

Speranza vs Paura: Rhys Ifans e gli showrunner ci svelano il lato oscuro della Luna in Star City Speranza vs Paura: Rhys Ifans e gli showrunner ci svelano il lato oscuro della Luna in Star City

Da For All Mankind a Star City, un netto cambio di tono

Un cambio di prospettiva che Star City veicola anche con un netto cambio di tono e presupposti rispetto alla serie di cui è costola, perché le vite delle figure coinvolte nell'operazione dietro la Cortina di Ferro sono soggette a segreti e vincoli, atmosfere opprimenti e rischi che tutti sono costretti a compiere nel nome di un progresso da cui dipendono le sorti della nazione, tra lo sguardo attento e sempre presente dell'intelligence e le sue indagini e il rigido regime che li circonda e in cui si muovono.

Star City Photo 010102 Xgtbprg
Un'immagine suggestiva della serie Apple TV

È una variazione sul tema che abbiamo apprezzato molto, perché da una parte mira ad ampliare e completare il mondo narrativo di For All Mankind, ma allo stesso tempo non ha paura di costruire qualcosa che ha una dignità autonoma e una propria solida identità nel muoversi in quello spazio in bilico tra freddo potere politico e sogno di un traguardo da raggiungere.

Una scrittura di qualità e personaggi intriganti

Non va sul sicuro Star City, con una scrittura che imposta un discorso differente partendo da uno spunto iniziale simile, costruendo personaggi che possa incarnare tutti i dubbi e le incertezze del diverso contesto socio-politico in cui si muovono. Non è solo il Chief Designer di Rhys Ifans a colpire, ma tutte le pedine di questo thriller cospirazionista che animano un mondo che si conferma reale pur in un contesto di cui si hanno molte meno informazioni della controparte statunitense.

Star City Photo 010101
Il Chief Designer di Rhys Ifans

Funziona Star City, funziona sia nelle intenzioni iniziali di costruire una serie molto diversa dall'originale senza adagiarsi su quanto già fatto in precedenza, sia nella realizzazione pratica che mette in campo i soliti valori produttivi a cui Apple ci ha abituati. E chissà se potrà avere un cammino lungo e solido come For All Mankind, per farci assaporare i risvolti politici e sociali delle decadi successive che offrono spunti molto intriganti da approfondire.

Conclusioni

Star City si dimostra un'operazione non solo riuscita, ma necessaria per completare l'affascinante mosaico ucronico iniziato nel 2019. L'universo fantascientifico di Apple TV+ si arricchisce di una perla dalle tinte fosche, un thriller politico e spaziale che riesce nell'impresa più difficile: brillare di luce propria, senza vivere nell'ombra del suo colosso originario. Se amate le storie di spionaggio, la tensione della Guerra Fredda e la fantascienza più ancorata al realismo geopolitico, questa gita nella Città delle Stelle sovietica è un appuntamento imperdibile.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Non è una mera copia di For All Mankind, ma vanta un cambio di tono netto e indovinato.
  • L'approccio da thriller cospirazionista claustrofobico funziona e appassiona.
  • La caratterizzazione del Chief Designer e del contesto sociale è magnetica e realistica.
  • I soliti valori produttivi di casa Apple.

Cosa non va

  • L'introduzione delle dinamiche del regime sovietico può risultare impegnativa per chi non ama i thriller politici.
  • Per quanto autonoma, gode appieno della sua grandezza se si conosce la serie madre.