Lo scorso 1° settembre in prima serata su Rai 1 è arrivata la prima stagione di La Legge di Lidia Poet, serie Netflix del 2023 creata da Guido Iuculano e Davide Orsini con la regia di Matteo Rovere, Letizia Lamartire, Pippo Mezzapesa e Jacopo Bonvicini.
Liberamente ispirata alla vita di Lidia Poët, prima donna italiana ad aver ottenuto l'iscrizione all'Ordine degli Avvocati nella Torino di fine '800, e con Matilda De Angelis mattatrice assoluta, la prima stagione della serie prodotta da Groenlandia costò circa 13,3 milioni di euro, con la seconda stagione sbarcata su Netflix nel 2024 e la terza nell'aprile del 2026.
Lidia Poet e l'annunciato flop Rai
Passati pochi mesi dalla sua conclusione, il servizio pubblico ha ben pensato di far ripartire la macchina di Lidia Poet sulla tv generalista, come se Netflix non fosse la piattaforma streaming con più abbonati d'Italia e il prodotto non avesse addirittura tre anni.
A fine agosto mamma Rai ha parlato di "tre prime serate evento", con due episodi a settimana fino al finale di stagione del 9 settembre, prima di far partire la stagione 2 a stretto giro. Ma l'esperienza Rai 1 di La legge di Lidia Poët andrà incontro alla più ovvia delle rapide conclusioni tra oggi e domani, con le ultime puntate della prima stagione, causa bassi ascolti.
Il 1° settembre la prima serata si è infatti arenata all'11.2% di share, con appena 1.549.000 spettatori, battuta da un'altra serie di un'altra piattaforma, Hotel Costiera di Prime Video, che Canale5 ha riciclato in prima serata con uno share del 14.4% e 1.941.000 spettatori. Una guerra tra poveri, tra ricchissimi prodotti streaming riesumati da quella tv generalista che dovrebbe fare di tutto per frenare la loro crescita. Finendo invece per alimentarla.
E se quei pochi telespettatori che hanno visto la prima stagione di Lidia Poet su Rai 1 si fossero appassionati e volessero vedere anche le altre due stagioni, cosa potrebbero fare se non abbonarsi alla concorrenza diretta? Se da anni vediamo spot Netflix, Sky, Paramount+, Prime Video, Disney+, Apple TV+ e HBO Max sia sulla Rai che su Mediaset, perché evidentemente all'esoso costo di una pubblicità non si comanda, la promozione 'postuma' di un prodotto streaming non aveva ancora del tutto preso forma.
Non sulle reti ammiraglie, almeno.
Ma se Hotel Costiera ha deluso anche su piattaforma, tanto dal non andare incontro ad un rinnovo di stagione da parte di Prime Video e in parte giustificare una prima serata su Canale5, La Legge di Lidia Poet è stata un successo. Almeno la prima stagione, vincitrice ai Nastri d'Argento come miglior serie crime, aveva raccolto grandi numeri, con oltre 28 milioni di ore visualizzate nei primi giorni dal debutto, tanto da trasformarsi in una delle serie italiane più viste a livello globale su Netflix. La serie si è fatta conoscere agli occhi del grande pubblico ed è diventata una delle poche punte di diamante di Netflix Italia, meritandosi una stagione 2 e 3.
Perché la tv generalista dà spazio a prodotti streaming?
Eppure in Rai hanno stranamente ipotizzato un suo possibile trionfo generalista, come se Netflix non avesse circa 11 milioni di utenti mensili nel nostro Paese. Vero è che Netflix ha contribuito negli anni a far esplodere prodotti Rai, basti pensare a Mare Fuori, ma mai è accaduto il contrario. E se così fosse sarebbe preoccupante.
Perché il servizio pubblico e Mediaset dovrebbero cercare di arginare il boom dei colossi streaming, che hanno sempre più ridotto quella 'tradizionale' platea tv in fuga da prime serate che iniziano alle 22:00 perché 'costrette' a lasciar spazio ad infiniti access prime time.
Il pubblico italiano ha imparato negli anni a costruirsi il proprio palinsesto, tra reality, film e tv on demand, scappando a gambe levate dalle scialbe proposte di chi ha contribuito nel tempo ad indebolire la tv generalista, sempre più povera di contenuti originali, infarcita di repliche e fondi di magazzino, pilotata dalla politica e con orari di messa in onda improponibili e ingiustificabili. D'altronde chi ha voglia, e tempo, di aspettare le dieci di sera per iniziare a vedere un film, o una serie tv, tra un'interruzione pubblicitaria e l'altra?
Il cavallo di Troia delle piattaforme
Con La Legge di Lidia Poet e Hotel Costiera in prima serata sia Rai 1 che Canale 5 hanno raschiato il fondo di un palinsesto incapace di evolversi, e pericolosamente orientato ad alimentare quegli antagonisti che logica vorrebbe venissero frenati, con scelte più congeniali, prodotti propri o ancora inediti nel nostro Paese.
Ma di logico c'è poco o niente, in simili scelte apparentemente senza senso, fino a quando di generalista non ci sarà più nulla, se non pochi eventi televisivi, a scapito di quelle piattaforme a pagamento che hanno sapientemente utilizzato i propri cavalli di Troia per farsi conoscere anche a quel pubblico che ha a lungo resistito a ogni tentazione di abbonamento. Per poi cedere, lasciando Rai e Mediaset a raccogliere i cocci.