La bambola, la recensione: il romanzo polacco rivive in una serie elegante

Adattamento del capolavoro di Bolesław Prus, le sei puntate ci raccontano la tormentata relazione tra la giovane Izabela e l'imprenditore Wokulski. Su Netflix.

Un'immagine promozionale de La bambola

C'è voluto un certo coraggio nell'adattare uno dei romanzi della letteratura polacca considerati fondamentali da generazioni di lettori per trasformarlo in un oggetto parzialmente diverso, calato maggiormente nella contemporaneità per suggestioni e atmosfere. Lalka di Bolesław Prus, conosciuto in italiano come La bambola, fu pubblicato a puntate su rivista tra il 1887 e il 1889, per poi trovare la sua uscita definitiva come libro a sé stante: è universalmente ritenuto un capolavoro ed è sempre rischioso approcciarsi a opere di tale caratura.

La Protagonista De La Bambola
La protagonista de La bambola

Questa trasposizione in sei episodi, nuova esclusiva del catalogo Netflix, arriva in un anno dove già il cinema nazionale ha adattato con una produzione omonima il testo di partenza, andando incontro quindi a potenziali, scomodi, paragoni. Ma limitandoci a quanto abbiamo visto sulla piattaforma di streaming, possiamo dire come questa versione seriale, pur non esente da imperfezioni, sia in grado di garantire un buon numero di emozioni a tema nel corso di questa sua unica stagione - il progetto è infatti autoconclusivo.

La bambola che non vuole essere tale

L'imprenditore Stanisław Wokulski fa ritorno in Polonia dopo aver accumulato una grande fortuna durante la guerra. Nonostante le ricchezze non ha ancora ottenuto il riconoscimento da lui ambito, e pensa di poter fare il "grande salto" nell'alta società sposando la giovane Izabela Łęcka. Bella, aristocratica e apparentemente irraggiungibile, la ragazza ha rifiutato diversi spasimanti e ora la sua famiglia si trova in una situazione complicata per via dei guai finanziari del padre.

Un Frame De La Bambola
La bambola: una scena della serie Netflix

Il matrimonio sembrerebbe così l'unica possibile soluzione per risolvere quella situazione che giorno dopo giorno diventa più ingestibile e preoccupante, anche se lei al momento non sembra molto attratta dall'idea, manifestando anzi la sua volontà di indipendenza. L'interesse di Wokulski nei suoi confronti diventa rapidamente una vera e propria ossessione, mentre Izabela sogna di emanciparsi e che finalmente le donne ottengano pari dignità e mansioni in quel mondo così chiuso e bigotto.

Intorno ai due protagonisti ruota ovviamente una nutrita quanto colorita galleria di figure secondarie, ognuna legata in maniera più o meno diretta a quei giochi di potere e seduzione, tra intrighi e complotti che rendono la storia d'amore sui generis qualcosa di più di una semplice serie di tira e molla tra innamorati, corrisposti o meno questi siano.

The Great 2, la recensione: si torna alla corte più rivoluzionaria che c'è The Great 2, la recensione: si torna alla corte più rivoluzionaria che c'è

Una questione di libertà

Come vi abbiamo accennato in apertura, La bambola non anela alla fedeltà assoluta al romanzo e non intende limitarsi a riprodurne l'ennesima versione in costume. Un'operazione per certi versi provocatoria, dove i toni più seriosi e magniloquenti presenti su pagina vengono ammorbiditi per lo spettatore odierno, con il sesso, tradimenti e segreti a diventare elemento predominante della narrazione.

Una Scena De La Bambola
Cosa c'è in ballo ne La bambola?

Per ciò che concerne il tema dell'emancipazione femminile, che molti potrebbero pensare come un'aggiunta ex-novo per intercettare i tempi, va detto come l'opera originaria fosse già portatrice di tale messaggio. L'autore Bolesław Prus e gli intellettuali positivisti dell'epoca sostenevano infatti già allora la necessità di riformare profondamente la società polacca, promuovendo l'istruzione delle donne, l'accesso al lavoro e l'indipendenza finanziaria. Oro colato per la concezione del girl-power che fa sempre presa sull'audience contemporanea, e che quindi ben si adatta anche a una vicenda ambientata un secolo e mezzo fa.

Dietro lo specchio

I vari personaggi, principali o secondari chi siano, sono spesso carichi di ambiguità e proprio l'alone di mistero che aleggia in quegli scheletri nell'armadio, evidenti o no, rende le abbondanti sei ore di visione un gradevole viaggio in questo passato in costume. Peccato che a tratti si abbia l'impressione di come certe sottotrame siano tirate eccessivamente per le lunghe, al punto che qualche taglio in fase di montaggio avrebbe forse giovato.

Un Immaginede La Bambola
La bambola: una scena della serie Netflix

Il cuore de La bambola rimane naturalmente il complesso rapporto tra Wokulski e Izabela, ma anche questo viene aggiornato ai tempi. Lei è molto più tridimensionale rispetto al romanzo, mentre lui si ammanta di lati oscuri inediti, che rendono la nascente relazione una sorta di amore e odio dalle conseguenze imprevedibili. Sandra Drzymalska e Tomasz Schuchardt nei rispettivi ruoli riescono a comprenderne a fondo la psicologia e se l'operazione convince è in gran parte merito loro, capaci di incarnarne pregi e contraddizioni con amara lucidità.

Conclusioni

Portare un romanzo polacco, considerato una pietra miliare della letteratura autoctona, al pubblico contemporaneo non era certo un'impresa semplice, ma l'adattamento seriale de La bambola è riuscito nell'intento. Pur non privo di imperfezioni qua e là, le sei puntate possiedono personalità e ridisegnano con maggiori sfumature, quasi rivisitandolo, il legame tra i due protagonisti, che si inseguono e si allontanano tra odio e amore in una società aristocratica ottusamente patriarcale. La solida messa in scena, con costumi e ambientazioni di gran fascino, rende meno fastidiose alcune sottotrame meno interessanti che accompagnano la complicata relazione al centro del racconto.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • I due protagonisti sono ben caratterizzati e interpretati.
  • Messa in scena elegante.
  • Una rivisitazione intelligente del romanzo.

Cosa non va

  • Qualche sottotrama si dilunga un po' troppo.
Aggiungici come fonte preferita su Google