The Other Bennet Sister, recensione: un riuscito retelling che mette al centro la sorella dimenticata

E se la sorella più trascurata di Orgoglio e pregiudizio avesse anche lei una bella storia da raccontare? The Other Bennet Sister sposta i riflettori sulla goffa e incompresa Mary Bennet, regalando agli amanti dei drama in costume una prospettiva del tutto inedita.

Il personaggio di Mary in The Other Bennet Sister

I retelling sono di per sé operazioni già molto complesse e delicate: si prende un grande classico o un'opera molto amata e se ne stravolge la prospettiva, sperando di raccontare un punto di vista diverso e di far luce su aspetti appena accennati che avevano comunque stuzzicato la curiosità dei lettori o degli spettatori. È esattamente questo il caso di The Other Bennet Sister, storia nata originariamente su carta dalla penna di Janice Hadlow, che riprende le atmosfere e i personaggi del capolavoro immortale di Jane Austen, Orgoglio e pregiudizio, spostando però i riflettori da Lizzie e Jane alla sorella da sempre messa in secondo piano, la più goffa e meno appariscente: Mary Bennet.

La vicenda di Mary diventa così quella di una giovane donna che deve prima di tutto imparare a conoscere se stessa e i propri desideri per poi scegliere la strada più adatta alle sue inclinazioni, a prescindere dalle convenzioni sociali e da quelle rigide regole dell'epoca che imponevano alle giovani il matrimonio come unica fonte di felicità e gratificazione.

Rinascere a Londra

Mary viene da sempre considerata la meno affascinante delle sorelle Bennet: è studiosa, assennata, incredibilmente seria e trova enormi difficoltà a integrarsi in una società che premia in una donna soprattutto l'apparenza e la capacità di trovare un buon marito. Dopo la scomparsa del padre e i matrimoni delle sue quattro sorelle, per Mary non sembra esserci altra strada però se non quella di diventare istitutrice in casa dello zio materno, almeno se vuole evitare di rimanere a vivere con una madre capricciosa e costantemente giudicante.

The Other Bennet Sister Sorelle
Le sorelle Bennet in una scena

La ragazza decide così di partire per Londra, una città viva e stimolante che le dimostrerà quanto il contesto e le scelte personali possano influire sulla percezione che gli altri hanno di noi. Nella metropoli, Mary scopre lati del tutto inediti del proprio carattere, amplia i suoi interessi e inizia a nutrire sentimenti per Mr. Hayward, un brillante e giovane avvocato amico di suo zio.

Un percorso di crescita moderno servito da un cast eccellente

Dopo i primi due episodi, che costituiscono un vero e proprio retelling degli eventi di Orgoglio e pregiudizio, The Other Bennet Sister decolla finalmente a partire dal terzo episodio. Nonostante l'inizio mantenga motivi di interesse nell'indagare sotto una luce diversa dinamiche già note, è ciò che accade dopo il matrimonio delle altre sorelle Bennet a risultare decisamente più avvincente, mettendo al centro la figura di Mary. Pur senza allontanarsi da uno stile narrativo che richiama gli elementi tipici dell'universo austeniano e dei racconti di epoca regency, la sceneggiatura mette in scena i dubbi e le incertezze di una giovane donna che non sa ancora bene cosa chiedere alla vita.

The Other Bennet Sisterscena
Mary Bennet e Mr. Hayward

Dopo aver inseguito senza successo e con risultati mortificanti il sogno altrui del matrimonio, Mary comprende gradualmente che, non potendo adattarsi alla vita di qualcun altro, deve trovare un percorso che le appartenga davvero. In questo contesto, la caratterizzazione sua e di chi la circonda si fa più moderna, meno stereotipata e più autentica, offrendo una varietà di caratteri e interessi che contribuiscono ad aprire la mente della protagonista, aiutandola a liberarsi dalla stretta mentalità di provincia che l'aveva fino a quel momento penalizzata. A valorizzare la bontà della scrittura intervengono poi le interpretazioni di un ottimo cast, tra cui brillano Ella Bruccoleri nei panni di Mary e Dónal Finn (già apprezzato di recente in Young Sherlock) nel ruolo di Mr. Hayward.

The Other Bennet Sister Immagine
Una scena di The Other Bennet Sister

Immancabile, per conferire alla serie il suo immancabile tono da romanzo d'epoca, è la componente romantica: un elemento centrale ma felicemente mai preponderante. Al centro del racconto rimane infatti la maturazione di Mary, con i suoi errori e i suoi successi personali, a dimostrazione di come, per poter vivere una relazione consapevole con un'altra persona, sia necessario prima di tutto imparare ad amare se stessi.

L'estetica classica

The Other Bennet Sister Serie
Un'immagine della serie

Un lavoro davvero notevole è stato svolto sulle scelte cromatiche e sui costumi: le tappe del percorso della protagonista si riflettono coerentemente nei colori dei suoi abiti e negli ambienti che la circondano, creando una forte sinergia tra narrazione e impianto visivo. La regia, affidata ad Asim Abbasi e Jennifer Sheridan, trae ispirazione dai period drama più classici per ricreare uno stile rigoroso e caratteristico, privo di virtuosismi superflui ma del tutto funzionale alle esigenze del racconto. The Other Bennet Sister si rivela così una serie estremamente interessante che, proprio come la sua protagonista, impiega un po' di tempo ad ingranare, ma che una volta trovata la propria strada dimostra quanto, in un mondo che ci vorrebbe tutti conformi a standard irraggiungibili, uscire dai binari predeterminati non sia soltanto auspicabile, ma assolutamente necessario.

Conclusioni

The Other Bennet Sister è un racconto di formazione elegante e profondo che, superati i primi episodi di assestamento, trasforma la figura di Mary Bennet da spalla trascurata a protagonista di un forte percorso di emancipazione. Sostenuta dall'eccellente prova recitativa di Ella Bruccoleri e da una attenta cura per costumi e palette cromatiche, la serie fonde con equilibrio la misura del period drama classico con una sensibilità moderna. Il risultato è un’opera coinvolgente che celebra la ricerca della propria identità e l'amore di sé ben prima delle convenzioni sociali o romantiche.

Movieplayer.it
3.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Le ottime interpretazioni del cast.
  • La cura estetica di crome e costumi.
  • Il racconto di formazione, che dipinge Mary come una figura autentica e complessa.

Cosa non va

  • Una partenza un po' lenta.
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