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I 25 migliori film usciti in Italia nel 2018

Abbiamo unito le preferenze della nostra redazione con i voti del nostro pubblico per stilare la classifica definitiva dei 25 migliori film usciti in Italia nel 2018.

APPROFONDIMENTO di 16/01/2019
Roma1

Nella vita abbiamo poche certezze. Tra queste ce n'è una che non ci tradisce mai: l'abituale abisso che divide critica e pubblico. Quando un film viene idolatrato dalla critica, il pubblico lo trova insignificante. Quando gli spettatori si innamorano di qualcosa, per i critici quel qualcosa rientra puntualmente nella definizione di "sopravvalutato". Siamo cresciuti alimentando la grande leggenda di questo eterno dualismo, una dicotomia che rende le due entità inversamente proporzionali, due rette parallele destinate a non incontrarsi mai. Eppure, con questa nostra classifica dedicata ai 25 migliori film usciti in Italia nel 2018 abbiamo quasi rischiato di sfatare il suddetto mito.

Come sapete, noi di Movieplayer abbiamo la storica abitudine di dare voce sia alle preferenze della nostra redazione che ai voti del pubblico. Così, dopo aver pubblicato le due classifiche, eccoci qui a unire le cose, a far convivere questi duellanti alla ricerca di qualche punto di contatto. Quello che segue, dunque, è il risultato della somma delle due classifiche pubblicate negli scorsi giorni. Ben 25 film usciti in sala nel 2018 che hanno messo (quasi) tutti d'accordo: le passioni de pubblico e i colpi di fulmine dei nostri redattori.

Bohemian Rhapsody Rami Malek Freddie Mercury
Rami Malek in Bohemian Rhapsody

Perché al di là di Bohemian Rhapsody, che rientra alla perfezione nell'identikit del film "amato dal pubblico e osteggiato da molti critici", tanti altri film hanno abbracciato i gusti di tutti (spiccano Tre Manifesti a Ebbing, Missouri, Spider-Man: Un nuovo universo, Avengers: Infinity War, Tonya, Dogman e Ready Player One). E allora, tra mitiche canzoni, amori subacquei, amarcord familiari e supereroi ridotti in cenere, ecco (in rigoroso ordine alfabetico) cosa ci resterà negli occhi dell'anno appena lasciato alle nostre spalle.

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1. A Quiet Place

A Quiet Place - Un posto tranquillo: Emily Blunt e Millicent Simmonds in una scena del film
A Quiet Place - Un posto tranquillo: Emily Blunt e Millicent Simmonds in una scena del film

Il silenzio come medicina di un modo al collasso. Un'invasione aliena ha decimato gli esseri umani costretti a non fare rumore per non essere divorati da creature ipersensibili ad ogni singolo suono o fiato. Attraverso una toccante avventura familiare, ciclica e statica, ma appassionante, John Krasinski costruisce una piccola perla di tensione che ragiona con consapevolezza sul mondo degli affetti. Grazie a sequenze commoventi e asfissianti, A Quiet Place - Un posto tranquillo è stato uno dei film più sorprendenti dell'anno.

2. A Star is born

A star is born: Lady Gaga e Bradley Cooper in una scena
A star is born: Lady Gaga e Bradley Cooper in una scena

Stellari prime volte sulle dolci note di Shallow e della straziante I'll Never Love Again. La prima volta di Bradley Cooper alla regia coincide con un film commovente, squisitamente pop, abile nell'aggiornare un grande classico del cinema ai nostri tempi. Quelli delle star che durano il tempo di una Instagram story se dalla loro non hanno tante dosi di puro talento. La prima volta di Lady Gaga sul grande schermo ci sorprende e ci emoziona, grazie a un talento spontaneo che dimostra che la vera magia è senza trucco. A Star Is Born, però, è suggellato dall'alchimia tra due persone che si amano e si proteggono sino a diventare l'una il fan dell'altra.

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3. Avengers: Infinity War

Avengers: Infinity War - Un'immagine dal trailer
Avengers: Infinity War - Un'immagine dal trailer

Il Marvel Cinematic Universe, nel corso dei suoi 10 anni di vita, ha forgiato il suo Cinema dell' Infinito. Quello che si regala continuamente un futuro e si alimenta di aspettative, rimandi e promesse. Così dentro il poderoso ed epico Avengers: Infinity War c'è incastonato di tutto. C'è l'Epica fondata sulla sofferenza, sul dolore, sulla vendetta e sull'empatia. C'è l'Intrattenimento più puro, che ti sballottola per due ore e dura giusto il tempo di una giostra. C'è il Cuore malato di un nemico con una morale tutta sua. C'è il Mito che sprofonda negli archetipi (il padre, l'Apocalisse). C'è la Meraviglia dei personaggi ancora incontaminati. Come Spider-Man e la sua costante capacità di sorprendersi. Che altro chiedere a un cinecomic?

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4. Blackkklansman

BlacKkKlansman: Adam Driver e  John David Washington in una foto del film
BlacKkKlansman: Adam Driver e John David Washington in una foto del film

Giocate con i generi e con i toni, diluite l'ironia e con il cinismo e avrete la formula segreta di BlacKkKlansman. Ostico nel titolo, ma abile nell'intrattenere nonostante il grande impegno del racconto, il film di Spike Lee parte diverte e ferisce, punge e fa sogghignare a denti stretti, come se fosse un'instancabile altalena che spazia da una fiera anima militante e la necessità di un intrattenimento accessibile. Maturo, attuale e sferzante, BlacKkKlansman racchiude tutta la forza del suo grande regista.

5. Bohemian Rhapsody

Bohemian Rhapsody Rami Malek3
Bohemian Rhapsody: Rami Malek in un'immagine del film

La fondamentale voce del coro che cerca un po' di luce dietro l'ombra di un grande genio. Bohemian Rhapsody si sofferma sull'immensa e lucente icona di Freddie Mercury per raccontare la leggenda dei Queen. Bryan Singer plasma la realtà dei fatti alle sue necessità narrative per dare forma a un biopic patinato che omaggia con rispetto reverenziale la musica di una della rock band più amate di sempre. Rami Malek stupisce con la sua prova mimetica. Bohemian Rhapsody conquista con quei 20 minuti finali entrati nei timpani e nei cuori di molti.

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6. Chiamami col tuo nome

Chiamami con il tuo nome: Armie Hammer e Timothee Chalamet in una scena del film
Chiamami con il tuo nome: Armie Hammer e Timothee Chalamet in una scena del film

Ti prende per mano e ti accoglie dentro una stagione di vita dove non sai ancora chi sei, ma inizi già a trasformarti in te stesso. Il film di Luca Guadagnino vale come un'estate intera, un'opera dove il tempo (quello dell'estate che è l'adolescenza e quello lentissimo degli amori sofferti) e lo spazio (le ville, i prati, le piazze vuote, i vecchi bar) ti ospitano nelle vite dei suoi personaggi chiamati a dare forma al desiderio. Una storia di amori giovanili, tentazioni e struggimenti. Chiamami col tuo nome è dominato da contrasti destinati a tornare, ciclicamente, come i bei ricordi che non hanno avuto tempo per rovinarsi, come le opere antiche che vengono a galla quando meno te lo aspetti, come l'estate di quel vecchio ardore poi cercato in un camino mentre là fuori nevica.

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7. Cold War

Cold War: Tomasz Kot e Joanna Kulig in una scena del film
Cold War: Tomasz Kot e Joanna Kulig in una scena del film

Lei è inquieta, irrequieta, inafferrabile. Senza dubbio affascinante e sfuggente. Lui è riflessivo, schivo, sfuggente. Zula e Wiktor si innamorano in maniera inevitabile e impetuosa. I due, però, sono anime infelici, ingorde di nuove persone e nuovi posti in cui sentirsi ancora una volta fuori posto. Due eterni insoddisfatti dentro un amore simile a una guerra fredda. Due amanti che si spiano, covano rancori e sedimentano nel silenzio e nella distanza le loro passioni violente. Cold War è un film che non spiega, ma mostra. Non approfondisce, ma suggerisce. Pawel Pawlikowski dirige un film freddo, spietato e disturbante sull'oscura materia dell'amore visto attraverso quattro occhi incontentabili.

8. Dogman

Dogman: Marcello Fonte ed Edoardo Pesce in una scena del film
Dogman: Marcello Fonte ed Edoardo Pesce in una scena del film

Feroce, atroce, eppure persino capace di tenerezza. Matteo Garrone prende spunto da un terrificante fatto di cronaca (la celebre vicenda del Canaro) per mettere in scena un Purgatorio di anime in pena. Un carnefice che non può fare a meno della sua preda e viceversa. Dogman ci appare come un miscuglio fangoso di violenza e di umanità raccontato da un film in cui gli esseri umani sono dipinti nel loro eterno paradosso. Nota di merito per Marcello Fonte ed Edoardo Pesce, straordinari nel dare forma a due persone loro modo animalesche.

9. First Man

First Man: Ryan Gosling in una foto del film
First Man: Ryan Gosling in una foto del film

Soltanto un'impresa enorme può colmare un vuoto enorme. La storica impresa dell'astronauta Neil Armostrong raccontata con sorprendente maturità dallo sguardo mai banale di Damien Chazelle che, dopo essersi dedicato alle derive ossessive, romantiche e disilluse del jazz, cambia spartito per avventurarsi in nuovi generi. Grazie a un Ryan Gosling imploso e una Claire Foy intensa, First Man - Il primo uomo sancisce il grande passo di Armostrong nel cratere del dolore e il balzo di Chazelle tra i grandi autori del nostro cinema.

10. Hereditary

Hereditary: Milly Shapiro in un momento del film
Hereditary: Milly Shapiro in un momento del film

Terrificante, sconvolgente, spiazzante. Esordio alla regia del sapiente trentenne Ari Aster, Hereditary - Le radici del male è stato l'horror dell'anno. Un film coraggioso, capace di ridefinire i canoni del genere e di catalizzare occhi e orecchie di chi guarda su una sua storia di puro raccapriccio. Grazie a un'attenzione maniacale per la messa in scena, a un utilizzo innovativo del sonoro e una serie di indizi sparsi lungo la pellicola, Hereditary - Le radici del male è il tipico film che spinge i più temerari a rivederlo più e più volte per vivisezionare il cuore di un horror atipico.

11. I segreti di Wind River

I segreti di Wind River: Jeremy Renner in una scena del film
I segreti di Wind River: Jeremy Renner in una scena del film

Ci sono film in cui il paesaggio non si accontenta di essere soltanto uno sfondo incolore. Film che, ambientati altrove, cambierebbero senso e spessore. Senza alcun dubbio I segreti di Wind River è tra questi. Passi e sangue nella neve, un profondo senso di solitudine, il ghiaccio che opprime le persone. Un omicidio da decifrare diventa un pretesto per scavare dentro l'animo umano e portare i protagonisti del bellissimo film diretto da Taylor Sheridan a comprendere persino il senso del dolore.

12. Il filo nascosto

Il filo nascosto: Daniel Day-Lewis e Vicky Krieps in un momento del film
Il filo nascosto: Daniel Day-Lewis e Vicky Krieps in un momento del film

Ci sono registi che sono sarti maniacali. Artisti di un cinema meticoloso, artigiani di un cinema attento al centimetro. Ossessioni e manie, slanci e noia, ma soprattutto debolezze di cui nutrirsi con fame bulimica: Il filo nascosto è fatto della stessa stoffa di cui è composta una coppia. Spietato e cinico, Paul Thomas Anderson si insinua nei fori dei due amanti, nei vuoti che riempiamo col bisogno dell'altro, nelle debolezze altrui che ci fanno sentire bene, migliori, narcisi davanti ad uno specchio. Lui e lei. E il loro starsi stretti, il loro stringere sui fianchi per non rimanere soli e tirarsi su le maniche per rimanere insieme. Il filo nascosto è cinema bello ed elegante nella forma, ma sfilacciato, sfibrato, marcio nel tessuto del suo amore profondamente perverso.

13. Il ritorno di Mary Poppins

Il Ritorno Di Mary Poppins 7
Il Ritorno di Mary Poppins: Emily Blunt in un momento del film

Basta un poco di nostalgia e Mary Poppins torna su. Citazionista, ammiccante, ma dotato di un fascino da grande classico, Il ritorno di Mary Poppins rispolvera la grande icona disneyana attraverso un saggio di bravura e carisma di Emiliy Blunt, capace di dare una nuova sfumatura al mitico personaggio che fu di Julie Andrews. Merito anche di Rob Marshall, abile nel mettere in scena numeri musicali coinvolgenti e nel far convivere dentro emozionanti sequenze attori in carne e ossa assieme a personaggi animati "alla vecchia maniera". Il risveglio della magia è servito.

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14. La forma dell'acqua

The Shape of Water: un primo piano di Sally Hawkins
The Shape of Water: un primo piano di Sally Hawkins

Quante forme può avere l'acqua? Almeno quante i sentimenti: imprevedibili, fluidi, cangianti. Ispirato e dotato di un romanticismo senza tempo, Guillermo del Toro ci immerge dentro la sua fiaba liquida, impregnata di amore per la diversità, di coraggio e di passione per quell'ancora di salvezza chiamata cinema. Se è vero che "la vita è il naufragio dei nostri progetti," La forma dell'acqua - The Shape of Water naviga a vista in maniera meravigliosa facendo del cuore la bussola perfetta.

15. L'isola dei cani

L'isola dei cani: una scena del film animato
L'isola dei cani: una scena del film animato

Dalle volpi ai cani il passo è tutt'altro che breve. Nove anni dopo Fantastic Mr. Fox, il genio ossessionato dalle simmetrie di Wes Anderson torna alla stop motion con un film profondamente più impegnato, satirico e allegorico del suo predecessore. Con uno sguardo affascinato dal mondo orientale, L'isola dei cani è un'esplosione di creatività vintage, l'elogio della vecchia tecnica animata che sa raccontare il mondo contemporaneo con una lucidità feroce ben camuffata dietro innocui migliori amici dell'uomo dallo sguardo docile. Nota di merito per un cast vocale (quello originale) d'eccezione.

16. Loro

Toni Servillo è il protagonista di Loro 2
Toni Servillo è il protagonista di Loro 2

Chi sono loro? Criptico sin dal titolo che si apre a diverse interpretazioni, il sofisticato dittico di Paolo Sorrentino riflette con arguta ironia sulla fascinazione alimentata da Silvio Berlusconi. Loro si snoda attraverso due film complementari ma molto diversi: nel primo il Cavaliere è un'ombra che aleggia su personaggi che gli orbitano attorno, nel secondo il regista napoletano affonda il colpo in una vita di coppia fatta di compromessi, silenzi e complicità. Straordinaria prova di Toni Servillo che non imita, ma evoca alla perfezione un uomo dalla controversa complessità.

17. Mektoub, My Love

Mektoub, My Love: Canto Uno, Shain Boumedine in un momento del film
Mektoub, My Love: Canto Uno, Shain Boumedine in un momento del film

È come farsi trascinare dalla corrente. Abdellatif Kechiche ti prende per mano e ti porta dentro gli occhi ingenui di Amin, un ragazzo a cui piace fermare le cose. Scrive e fotografa. Parole e immagini. Cose ferme, utili a cogliere il senso, a dare peso e valore. Attorno a lui no. Attorno a lui tutto si muove veloce e feroce, in un turbine di desiderio, passione, gelosie. Tutti gli altri si sfiorano senza prendersi davvero, mentre lui viaggia ad un altro passo, si sente al centro di un vortice. E noi assieme a lui. Dopo La vita di Adele, Kechiche trasforma anche Mektoub, My Love: Canto Uno in cinema che ha fame di vita.

18. Mission: Impossible - Fallout

Mission: Impossible - Fallout: Tom Cruise, Henry Cavill e Rebecca Ferguson in una scena del film
Mission: Impossible - Fallout: Tom Cruise, Henry Cavill e Rebecca Ferguson in una scena del film

Alzare l'asticella. Sempre e comunque più in alto. È questo che fa la saga di Mission: Impossibile da oltre vent'anni. Se ci riesce è soprattutto grazie alla testarda caparbietà di un infaticabile Tom Cruise che anche in Mission: Impossible - Fallout mette anima e corpo per confermare la presenza di Ethan Hunt nell'Olimpo del cinema action. Una trama complessa ma non complicata, sequenze di pura vertigine stracolme di adrenalina, un'azione fisica in cui si percepisce chiaramente il peso di ogni pugno.Mission: Impossible - Fallout fa ricredere tutti quelli che ritengono ormai scarica la saga di spionaggio seconda sola a James Bond. Perché il grande intrattenimento, a volte, non si autodistrugge dopo cinque secondi, ma rimane addosso.

19. Ready Player One

Ready Player One: un momento d'azione del film
Ready Player One: un momento d'azione del film

A chi non fugge dalla realtà per colpa dell'immaginazione, ma definisce la propria vita attraverso l'immaginazione. Questo film è dedicato a loro. Anzi, non è solo fatto per loro, è fatto di loro. Ready Player One di Steven Spielberg ci entusiasma perché è pervaso di entusiasmo, ci appassiona perché è composto di passione. Con questo urlo d'orgoglio collettivo dei nerd finalmente fuori dalle vecchie nicchie, inno di democrazia pop, estasi ed esaltazione, un'orgia visiva di pura goduria. È tutto quello che Avatar non è stato (e non è mai voluto essere), è la risposta conciliante sul dualismo realtà/virtuale alla faccia dell'inquietudine di Matrix. Ready Player One è il mondo bello di chi sogna ancora.

20. Roma

Roma Cuaron

Panni stesi a gocciolare, il tintinnio delle stoviglie, la cacca del cane in cortile e l'odore del sapone. La nonna come sicurezza rocciosa, il padre come ombra sfuggente, la mamma che dimentichi essere prima di tutto una donna e una domestica timida come amica di giochi e confidenze. Roma ti fa entrare in una casa messicana in punta di piedi per raccontare come nessuna famiglia potrà tenerti lontano dall'imprevedibile, dalle cose che capitano, precipitano, squarciano ogni campana di vetro. Girato accarezzando le immagini, l'ultima meraviglia di Alfonso Cuarón ti prende a pugni senza mai esasperare il realismo della vita. Per questo in tanti, nonostante lo streaming, hanno visto in Roma la capitale del grande cinema.

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21. Spider-Man: Un nuovo universo

Spider Man Un Nuovo Universo 2
Spider-Man: Un nuovo universo, una scena con due "Spiders"

L'egemonia di Sam Raimi trema. Forse abbiamo trovato il film definitivo sul nostro amichevole Arrampicamuri di quartiere. Cinema pop in forma smagliante, Spider-Man: Un Nuovo Universo concilia il divertimento trascinante di un fumetto da cui non riesci a staccare gli occhi e il tocco magico di un'animazione trascinante, che non si dimentica del calore del disegno, ovvero dell'origine di tutto. Dentro, tra ammiccamenti al cinema, ai videogame, al merchandising, scorre una storia densa e ricca, capace di essere ironica ed epica, commovente e subito dopo esilarante. Se fosse un'opera d'arte (ehi, lo è), Spider-Man: Un Nuovo Universo sarebbe "meraviglia su tela".

22. The Post

The Post: Tom Hanks e Meryl Streep in una scena
The Post: Tom Hanks e Meryl Streep in una scena

Nello stesso anno, a distanza di soli due mesi, Steven Spielberg ci mostra due lati del suo cinema. Da una parte l'elogio della fantasia (Ready Player One), dall'altra il bisogno di realtà. The Post appartiene con fierezza alla seconda scuola di pensiero. Storia vera di una storica pagina di giornalismo, The Post di concepire il lavoro, l'etica e il dono raro della serietà e della compostezza. Merce rara in un tempo dominato da urla, egocentrismo social e sensazionalismo. Dentro il rigoroso The Post c'è tutta la fatica di chi sceglie il coraggio, il lungo cammino di chi si schiera al fianco di anime affini nella lungimiranza e nel profondo senso del dovere. Un film che non urla mai, che lotta con testardaggine silenziosa, che scuote senza sgomitare, con l'eleganza di chi sa raccontare la libertà di stampa attraverso la libertà del cinema.

23. Tonya

I, Tonya: Margot Robbie in una scena del film
I, Tonya: Margot Robbie in una scena del film

Secco come il ghiaccio, tagliente come la lama di un pattino. Biopic dedicato all'ex pattinatrice Tonya Harding, Tonya racconta lo sport come sublimazione di dolori e patimenti privati, con il pattinaggio che diventa pura e semplice valvola di sfogo. Non a caso passata anche dalla box, la Tonya di una mai così inaridita Margot Robbie è un fascio di nervi, rabbia e frustrazione. Un talento rabbioso messo in scena da un film violento e brutale in cui la grazia e l'eleganza del pattinaggio non sono stati invitati.

24. Tre manifesti a Ebbing, Missouri

Tre manifesti a Ebbing, Missouri: Frances McDormand in una scena del film
Tre manifesti a Ebbing, Missouri: Frances McDormand in una scena del film

Una madre addolorata pronta a tutto, uno sceriffo accusato di indolenza, un poliziotto razzista e omofobo. Tre persone che si ritroveranno aggrovigliate nella stessa storia. Una storia che li vedrà cambiare, evolvere, odiare e amare. Tre manifesti a Ebbing, Missouri è talmente abile e asciutto nella scrittura dei suoi personaggi così veri e tridimensionali da sembrare una serie tv condensata dentro un film. Ironica, drammatica, esasperata senza mai cadere nel grottesco, l'opera di Martin McDonagh trasforma le sue tre meravigliose lettere nei tre veri manifesti del film: si parla di Amore, Giustizia e Perdono.

25. Un affare di famiglia

Shoplifters: un'immagine del film
Shoplifters: un'immagine del film

Se c'è una cosa che eleva il cinema di Hirokazu Koreeda verso le vette della settima arte è il tatto, la capacità di accarezzare il bello e il brutto della vita con un tocco unico e ben riconoscibile. Succede anche nell'acclamato Un affare di famiglia, premiato a Cannes con la Palma d'Oro al Miglior Film. Amaro affresco sociale, l'opera del maestro giapponese riflette sul concetto di famiglia come microcosmo esteso, a prescindere dal vincolo dei legami di sangue. Emerge così un film capace di mettere in crisi lo spettatore quando la prospettiva sui protagonisti viene ribaltata e un dilemma morale si insinua lento e inesorabile.