Kathy Bates, i 70 anni della star di Misery: i 5 migliori ruoli della sua carriera

La lunga esperienza sui palcoscenici, l'improvvisa consacrazione e l'Oscar grazie a un ruolo da psicopatica in Misery non deve morire, un curriculum ricchissimo fra piccolo e grande schermo: in occasione dei settant'anni di Kathy Bates, ripercorriamo le migliori interpretazioni dell'attrice americana.

Sono sempre stata soltanto una caratterista. Da giovane era un vero problema, perché non ero mai abbastanza carina. È stato difficile, non solo per la carenza di lavoro, ma perché dovevo far fronte al modo in cui la gente mi guardava.

Kathy Bates in compagnia di Daniel Day-Lewis con l'Oscar vinto nel 1991 per "Misery non deve morire"

Quando, con l'uscita del film Misery non deve morire, il pubblico si accorge finalmente di lei, Kathy Bates diventa di colpo la più atipica delle star di Hollywood. Fino a qualche mese prima il suo nome era conosciuto soltanto dai più appassionati frequentatori dei palcoscenici di Broadway; poi, all'improvviso quella donna di quarantadue anni, alta appena un metro e sessanta e dal fisico robusto, è l'attrice-rivelazione del 1990, al punto da superare perfino la lanciatissima Julia Roberts di Pretty Woman nella corsa all'Oscar. Da allora Kathleen Bates, detta Kathy, nata a Memphis, in Tennessee, il 28 giugno 1948 e trasferitasi a New York a ventidue anni, è uno dei volti più conosciuti e familiari del cinema americano contemporaneo.

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Kathy, una "cattiva" da Oscar fra cinema e TV

Un successo tardivo ma solido, raggiunto dalla Bates dopo una lunga gavetta come attrice teatrale che le ha permesso, negli anni Ottanta, di cominciare a farsi notare anche al cinema: all'epoca è il grande Robert Altman, dopo averla diretta pure a Broadway, a richiamarla nel 1982 nel ricco cast al femminile dello splendido e sottovalutato Jimmy Dean, Jimmy Dean. Nel 1987, invece, il drammaturgo Terrence McNally scrive apposta per lei una pièce dal titolo Frankie and Johnny in the Clair de Lune, che quattro anni dopo arriverà sul grande schermo con il film Paura d'amare (ma il suo posto sarà preso da Michelle Pfeiffer). In compenso, la consacrazione di Misery non deve morire permetterà a Kathy Bates di costruirsi un curriculum sterminato, con dozzine di ruoli fra cinema e TV.

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Kathy Bates in American Horror Story
Kathy Bates è Margene nel film Quel che resta di mio marito

Per il piccolo schermo, la Bates recita a lungo in Six Feet Under e The Office, è protagonista delle serie TV Harry's Law e Disjointed (cancellata da Netflix dopo un'unica stagione) e prende parte alle ultime quattro stagioni della serie antologica American Horror Story, per la quale nel 2014 vince il suo secondo Emmy Award. Il prossimo autunno la rivedremo nella pellicola di Netflix The Highwaymen, mentre quest'anno sarà al cinema nel dramma giudiziario On the Basis of Sex, con Felicity Jones e Armie Hammer, e vestirà i panni dell'agente di una giovane star televisiva (Kit Harington) nell'attesissimo La mia vita con John F. Donovan, primo film in lingua inglese di Xavier Dolan. Nel frattempo, in occasione del suo settantesimo compleanno, vi proponiamo una classifica di cinque importanti ruoli in cui Kathy Bates ha dato prova del proprio talento sul grande schermo.

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5. Titanic

Titanic: Kathy Bates in una scena del film

Nel 1997, nello stratosferico successo diretto da James Cameron e che non ha alcun bisogno di presentazioni, una pimpante Kathy Bates presta il volto alla volitiva e loquace Molly Brown, passeggera di prima classe che prende in simpatia il 'proletario' Jack Dawson (Leonardo DiCaprio). Questo personaggio, conosciuto come "l'inaffondabile Molly Brown", è realmente esistito, tanto da essere già stato interpretato da Debbie Reynolds nel 1964 nel musical biografico Voglio essere amata in un letto d'ottone; e in Titanic, Kathy Bates permette alla sua Molly di rubare la scena ad ogni apparizione.

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4. Pomodori verdi fritti alla fermata del treno

Pomodori verdi fritti alla fermata del treno: Kathy Bates in una scena del film

In uno dei maggiori successi del 1991, Pomodori verdi fritti alla fermata del treno, trasposizione diretta da Jon Avnet del popolare romanzo di Fannie Flagg, Kathy Bates si cala in una parte agli antipodi rispetto alla sadica villainess che le aveva appena fatto guadagnare un Oscar: interpreta infatti Evelyn Couch, timida e remissiva casalinga che, nell'Alabama degli anni Quaranta, stringe amicizia con l'anziana Ninny Threadgoode (Jessica Tandy), ascoltandone le confidenze sul suo passato. E in un racconto bipartito fra diverse linee temporali, la Bates riesce ad esprimere la generosità del proprio personaggio, così come la sua evoluzione verso un atteggiamento più consapevole e determinato.

3. I colori della vittoria

I colori della vittoria: Kathy Bates in una scena del film

Nel 1998, Kathy Bates sfodera una performance da manuale nel cast de I colori della vittoria, dramedy diretto dal maestro Mike Nichols su un copione di Elaine May e ispirato alla parabola politica di Bill Clinton sull'onda del Sexygate. Nel film, che racconta l'ascesa di un candidato democratico alla Presidenza degli Stati Uniti, Jack Stanton (John Travolta), l'attrice veste i panni dell'attivista Libby Holden, donna schietta e pragmatica, ingaggiata nel team degli Stanton: un personaggio sopra le righe, dai modi spesso ruvidi ma anche profondamente idealista, a cui la Bates riesce a conferire grande carisma e una varietà di sfumature, tanto da essersi meritata lo Screen Actors Guild Award e la nomination all'Oscar come miglior attrice supporter.

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2. L'ultima eclissi

L'ultima eclissi: Kathy Bates in una scena del film

La fama di Kathy Bates è legata in maniera indissolubile all'opera di Stephen King: cinque anni dopo Misery non deve morire, infatti, la Bates è protagonista di un'altra trasposizione di un'opera del maestro della suspense. Diretto da Taylor Hackford nel 1995, L'ultima eclissi vede l'attrice nei panni di Dolores Claiborne, una donna dal tragico passato e con un conflittuale rapporto con la figlia, la giornalista Selena St. George (Jennifer Jason Leigh). Alle prese con un personaggio oscuro e sfuggente, ammantato di inusitata durezza, Kathy Bates si produce in una delle sue interpretazioni più intense e degne di nota.

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1. Misery non deve morire

Misery non deve morire: un istante del film

E al primo posto di questa classifica, ovviamente, non poteva esserci che lei: Annie Wilkes, una delle più famigerate "cattive" della letteratura, ma soprattutto del cinema degli ultimi tre decenni. Annie è l'infermiera che offre soccorso allo scrittore Paul Sheldon (James Caan) dopo un incidente stradale, salvo poi trasformarsi in uno spietato carnefice pur di 'proteggere' Misery Chastain, l'eroina dei romanzi di Sheldon. Considerato uno dei più efficaci adattamenti della narrativa di Stephen King, Misery non deve morire, realizzato da Rob Reiner nel 1990, offre a Kathy Bates l'opportunità di costruire una figura iconica, nel suo amalgama di gentilezza e follia; e la Bates ne ha ricavato una prova superlativa, per la quale è stata ricompensata con l'Oscar e il Golden Globe come miglior attrice, legando da allora la propria carriera a questo spaventoso personaggio.

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