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I delitti del BarLume 8, la recensione: la pandemia arriva a Pineta

La recensione di Mare forza quattro e Tana libera tutti, i due episodi che vanno a comporre l'ottava stagione de I delitti del BarLume.

RECENSIONE di 11/01/2021
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I delitti del BarLume 8, una foto di Filippo Timi

In Italia ci pensa la serie Sky I delitti del BarLume a fare da apripista al racconto della pandemia sul piccolo schermo. Naturalmente lo fa col suo solito stile garbato e irriverente, come sottolineato nella nostra recensione de I delitti del BarLume 8. In più, a movimentare le acque a Pineta ci pensano i "soliti" delitti che distraggono gli abitanti di Pineta dalle preoccupazioni sanitarie aiutandoli perfino a trovare la scusa per uscire di casa in pieno lockdown. L'arrivo del COVID-19 costringerà perfino i "bimbi" a cedere alla tecnologia attrezzandosi con Zoom, chat e videocall in un episodio attualissimo che, solo fino a pochi mesi fa, sarebbe sembrato fantascienza pura agli occhi dei lettori dei romanzi gialli di Marco Malvaldi, a cui la serie è ispirata.

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I delitti del BarLume 8, il cast in una scena

I delitti del BarLume è una produzione Sky Original coprodotta con Palomar per la regia di Roan Johnson, con le due nuove storie in prima tv l'11 e il 18 gennaio su Sky Cinema e in streaming su NOW TV. I due episodi, Mare forza quattro e Tana libera tutti, vedono il ritorno a Pineta in pianta stabile di Massimo Viviani (Filippo Timi) dopo la lunga assenza dovuta a un provvisorio trasferimento in Argentina. Il cast della serie Sky è sempre più affollato così come il mitico BarLume. Viviani torna a ficcare il naso nella gestione del bar lasciata alla Tizi (Enrica Guidi), che è la nuova proprietaria, al pasionario dei cocktail Marchino (Paolo Cioni) e a Beppe Battaglia (Stefano Fresi), fratellastro del Viviani apparso nella stagione 5 per ovviare all'assenza di Filippo Timi che ormai è entrato nel cuore dei fan. Mentre Beppe deve sopravvivere alla pesante convivenza con Pasquali (Corrado Guzzanti), il commissario di polizia Vittoria Fusco (Lucia Mascino) è assediata dal questore Tassone (Michele Di Mauro) e dai poliziotti inetti Cioni (Daniele Marmi) e Govoni (Guglielmo Favilla). E come dimenticare gli inossidabili bimbi: Emo (Alessandro Benvenuti), Aldo (Massimo Paganelli), Gino (Marcello Marziali) e Pilade (Athos Davini).

Mare forza quattro

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I delitti del BarLume 8, una scena corale

In Mare forza quattro gli echi della pandemia cominciano a farsi sentire tanto da convincere tre bimbi su quattro a rinchiudersi in casa trasferendo la loro attività primaria - il tresette - su una piattaforma on line. Ma a preoccupare gli abitanti di Pineta, al momento, è la mareggiata che si abbatte sulla cittadina balenare toscana danneggiando facciata e tavoli del BarLume e portando a riva il cadavere di un pescatore seguito, a breve giro, da un carico di marijuana che il pescatore smerciava con grande successo tra gli abitanti di Pineta. Ad aiutare Vittoria Fusco nelle indagini, oltre al solito Viviani a cui la parentesi argentina non ha sopito l'intuito da detective, ci pensa il disincantato Emo (Alessandro Benvenuti), unico tra i quattro bimbi a proseguire con le sue attività quotidiane in giro per i Pineta mentre i tre amici sono tappati in casa.

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I delitti del BarLume 8, un primo piano di Alessandro Benvenuti

Il perfetto allineamento tra indagine poliziesca e commedia, proprio come nel caso del popolare gioco da tavolo che dà il titolo all'episodio, è dovuto all'abilità del regista Roan Johnson di integrare tutti gli ingredienti in un racconto dal ritmo vivace in cui le battute si sprecano. Particolarmente ricco il puzzle intorno alla morte del pescatore che si va a comporre di tanti tasselli diversi. I personaggi secondari coinvolti nell'indagine, dall'amante del pescatore che colleziona uomini alla tossica Bettina passando per il gustoso cameo dello stesso Roan Johnson, rappresentano una ghiotta occasione per dar vita a una carrellata di divertenti macchiette che integrano titolati della risata quali Tassone, Cioni e Govoni. Quest'ultimo dà il meglio di sé unendo alla sua inettitudine nell'esercizio del lavoro approcci sempre più improbabili con le donne che gli capitano a tiro compresa la Fusco. La scoperta finale dell'improbabile killer va di pari passo col racconto delle vicende personali del Viviani, sempre più determinato ad accollarsi gli oneri della paternità nonostante le perplessità di Tizi.

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Tana libera tutti

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I delitti del BarLume 8, una foto di Enrica Guidi

L'annuncio del lockdown da parte del Presidente Conte arriva come un fulmine a ciel sereno nel finale di Mare forza quattro a scompigliare le esistenze di Tizi e Massimo, la cui provvisoria convivenza si trasforma in una sorta di prigionia vera e propria. Nel caso di Tana libera tutti, l'indagine poliziesca che anima l'episodio sembra più un espediente costruito ad hoc per raccontare le reazioni dei vari personaggi del BarLume al lockdown. Da una parte abbiamo gli scontri continui tra Tizi e Massimo, con in più l'onere di badare al piccolo Ampelino, dall'altra le scintille tra Beppe Battaglia e il Pasquali, anch'essi costretti a una convivenza ancor più devastante. E mentre i quattro bimbi intervengono nelle faccende di Pineta da casa propria grazie alla tecnologia, la stessa Fusco è costretta a lasciare il commissariato nelle mani di Cioni e Govoni perché in quarantena fiduciaria.

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I delitti del BarLume 8, Filippo Timi in una scena

A scatenare l'indagine stavolta è proprio l'esuberante Pasquali il quale denuncia la scomparsa della sua insegnante di spagnolo online, la bella Susanita. Con la Fusco costretta a casa, e per arginare i pasticci dei suoi agenti, le sue mani e i suoi occhi diventano Beppe e Massimo, ma solo quando quest'ultimo riesce a svincolarsi dai doveri della paternità. Ridere del lockdown noccasioneon era semplice, soprattutto visto che la pandemia al momento è tutt'altro che conclusa, ma è lo stesso materiale umano che anima il BarLume da anni a venire in aiuto a Roan Johnson. Grazie a una scrittura efficace e pungente, le idiosincrasie dei personaggi si amplificano nella situazione domestica, tra l'approccio tecnologico del Rimediotti e i deliri paranoici di Pasquali a cui Corrado Guzzanti dà voce grazie al suo talento comico concedendosi ogni tanto qualche gigioneria.

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Una serie in crescita

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I delitti del BarLume: una foto di scena della stagione 8

I delitti del BarLume non sembra soffrire di quella stanchezza che colpisce altre serie altrettanto longeve. Sarà per via del numero limitato di episodi (due a stagione) che schiva il rischio di annoiare lo spettatore, sarà per la capacità di rinnovarsi costantemente pur rimanendo fedele allo spirito dei personaggi nati dalla penna di Malvaldi. Se col passare del tempo Roan Johnson si sente libero di concedersi, a tratti, uno sguardo più cinematografico nelle sue peregrinazioni a Pineta, l'evoluzione più significativa è senza dubbio quella subita dai personaggi e i risultati si vedono. Se Filippo Timi e Corrado Guzzanti, grazie all'esperienza, vanno ormai col pilota automatico e Stefano Fresi infonde nel suo Beppe quella placida bonarietà che lo contraddistingue, Lucia Mascino svetta nelle sequenze che la vedono protagonista grazie a un personaggio sempre più definito: la sua commissaria è decisa, ironica, sagace e in grado di tenere a bada tutti gli uomini che le ronzano attorno per un motivo o per l'altro.

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I delitti del BarLume: una foto di scena

Nonostante l'arco narrativo che l'ha vista protagonista, nell'ottava stagione la povera Tizi sembra invece soffrire in particolar modo il ritorno del Viviani. Nella settima stagione, la possibilità di una storia d'amore con Beppe aveva permesso a Enrica Guidi di sperimentare toni diversi, ma la convivenza col Viviani, a cui si aggiungono i deliri di onnipotenza di Marchino al bar, adesso la vincolano al ruolo dell'eterna arrabbiata (a ragione). A vegliare su Pineta, e sul BarLume, sono infine i bimbi, presenza costante e garanzia di comicità grazie alla loro verve e a una raffica di battute che attingono alla toscanità più marcata. No, in questo Boris non aveva ragione, la comicità toscana ha ancora più di una freccia al suo arco, come dimostra l'irresistibile longevità de I delitti del Barlume.

Conclusioni

La recensione de I delitti del BarLume 8 loda la capacità della serie Sky di affrontare il tema della pandemia, integrando l'emergenza sanitaria in due nuovi scoppiettanti episodi a sfondo giallo. Senza rivelare dettagli sul plot, Mare forza quattro e Tana libera tutti intrattengono lo spettatore con lo humor irriverente che caratterizza lo show mostrando, al tempo stesso, una costante crescita qualitativa.

Movieplayer.it

4.0/5

Voto medio

2.5/5

Perché ci piace

  • Ridere della pandemia è possibile se lo si fa con garbo e intelligenza.
  • I personaggi creati dalla penna di Marco Malvaldi diventano sempre più irresistibili a ogni nuova stagione.
  • Interessante l'integrazione della tecnologia nell'indagine raccontata nell'episodio Tana libera tutti.

Cosa non va

  • Si ride e tanto, con una raffica di battute come quelle presenti nella serie è inevitabile che qualcuna risulti forzata.
  • Dopo la crescita delle passate stagioni, il personaggio della Tizi sembra subire il ritorno della presenza ingombrante del Viviani.