Green Book

2018, Drammatico

Green Book e gli altri: i film in cui le diversità uniscono

L'improbabile amicizia tra Tony Lip e Don Shirley nel film di Peter Farrelly ci riporta alla mente altri legami amichevoli che hanno origine da differenze apparentemente inconciliabili.

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L'uno è un buttafuori bianco, piuttosto rozzo, abituato ad arrangiarsi e con la lingua lunga. L'altro un celebre, raffinato e colto pianista jazz nero, che dietro la corazza delle buone maniere nasconde un'anima profondamente sola. Tony Lip è interpretato da Viggo Mortensen. Don Shirley ha il volto del premio Oscar Mahershala Ali. Tony e Don si scontrano prima sulle reciproche esigenze e successivamente instaurano un rapporto amichevole, basato sul rispetto e la fiducia, in un contesto storico ostile a legami interrazziali come l'America degli anni '60. L'amicizia tra i due personaggi è al centro della trama di Green Book, film diretto da Peter Farrelly, uno dei due fratelli registi, celebri in passato soprattutto per la regia di commedie politicamente scorrette, da Scemo & più Scemo e Tutti pazzi per Mary.

Un libro verde - il manuale che dà il titolo al film - sul quale sono segnalati locali e alberghi nordamericani dove i neri sono accettati e, di conseguenza, dove l'amicizia fra Tony e Don è socialmente approvata. Il film, scritto dal figlio di Tony, Nick Vallelonga, è stato presentato al Toronto International Film Festival e alla scorsa Festa del Cinema di Roma. Recentemente ha ottenuto cinque nomination ai premi Oscar, fra cui quella principale a miglior film. Green Book è sorretto magnificamente dalle performance dei due attori protagonisti e dalla sceneggiatura che mescola con encomiabile equilibrio il dramma del razzismo e la leggerezza di un rapporto che si fortifica attraverso un viaggio on the road nel cuore del Nordamerica.

Green Book Mahershala Ali Viggo Mortensen3

Un'amicizia improbabile fra due mondi apparentemente agli antipodi. Diversità che invece di allontanare uniscono. Dalle rispettive necessità e dalla crudeltà della discriminazione razziale, come potete leggere nella nostra recensione di Green Book, Tony Lip e Don Shirley costruiscono un legame affettivo e trovano convergenze simili attraverso divertenti siparietti che alleggeriscono la trama mescolando la commedia al dramma. La storia del cinema pullula di amicizie iconiche, entrate nei ricordi degli appassionati anche per le lampanti differenze fra i personaggi - basti pensare ad Han Solo e Chewbacca - che funzionano proprio perché, come nella vita, le caratteristiche di entrambi finiscono per arricchire e valorizzarsi a vicenda. In occasione dell'uscita nelle sale di Green Book, ripercorriamo, spaziando fra generi diversi, dieci film sull'amicizia tra due persone diverse che hanno raccontato alcuni rapporti in apparenza impossibili, come il film di Peter Farrelly o il successo francese di un decennio fa, Quasi amici, diretto da Eric Toledano e Olivier Nakache.

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Felix Ungar e Oscar Madison in La strana coppia (1968)

La Strana Coppia

Jack Lemmon e Walter Matthau sono all'apice della loro comicità on La strana coppia, commedia tratta dal brillante testo teatrale di Neil Simon. Felix Ungar (Jack Lemmon), è un maniaco dell'ordine, appena lasciato dalla moglie e costretto a trasferirsi a casa dell'amico Oscar Madison (Walter Matthau), un uomo dalle caratteristiche completamente opposte: separato, disordinato e dalla vita sregolata, Oscar deve fare i conti con l'intransigenza quotidiana di Felix. Le diversità dei due personaggi sono sorgente di gag esilaranti, in un film pieno di sequenze brillanti e tempi comici da manuale. Tra Felix e Oscar l'amicizia è inevitabile, al di là dei litigi: Jack Lemmon e Walter Matthau - che fu protagonista anche della pièce a Broadway con Art Carney - tutt'oggi rappresentano uno dei simboli per antonomasia dell'amicizia improbabile che diventa realtà.

Rico e Joe in Un uomo da marciapiede (1969)

Un uomo da marciapiede: Dustin Hoffman e Jon Voight in una scena del film

Uno dei capisaldi della nascente New Hollywood, Un uomo da marciapiede è il manifesto del rinnovamento del cinema americano iniziato proprio alla fine degli anni '60 e proseguito per circa un decennio. Arthur Penn racconta una New York alienante e cinica, nella quale s'aggira il giovane texano Buck (Jon Voight), che sulle note di Everybody's Talking di Harry Nilsson ha lasciato il suo Stato natìo per dirigersi sulla costa est degli USA, in quella Grande Mela che spera possa regalargli il successo economico con un'improvvisata attività da gigolò per il gentil sesso della borghesia cittadina. Il ragazzo scopre invece la dura legge degli abissi newyorchesi, nei quali instaura col tempo, e non senza difficoltà, un'amicizia improbabile con un'altra anima sola e dimenticata, il truffaldino Rico (Dustin Hoffman). Incredibile esempio di cinema audace nei contenuti e potente dal punto di vista visivo, Un uomo da marciapiede è anche la cronaca di una struggente e malinconica amicizia tra due persone diverse che paiono precipitare ogni giorno verso gli inferi tanto quanto rinsaldare l'unico rapporto umano che gli resta.

Red e Toby in Red e Toby nemiciamici (1981)

Red Toby Nemici Amici

Agli inizi degli anni '80 la Disney adatta e addolcisce il romanzo The Fox and the Hound, trasformandolo in uno dei più teneri e struggenti romanzi di formazione all'interno del suo infinito parco d'animazione. Alla base della storia due cuccioli, la volpe Red e il segugio Toby: la spensieratezza dell'infanzia, che agli occhi dei protagonisti non vede alcun tipo di differenza, si trasforma nella dura realtà dell'età adulta che acuisce ed evidenzia la diversa natura dei due inseparabili amici, costretti a combattersi. L'uno per l'onore e l'altro per la salvezza, Red e Toby diventano, loro malgrado, nemici a causa di un destino dal quale pare non possano sottrarsi. Considerato un titolo minore nella lunga filmografia dei Classici disneyani, Red e Toby nemiciamici è un semplice esempio di come l'affetto e il valore dei legami tra esseri viventi può travalicare qualsiasi convenzione costruita dalla società. Al film lavorò anche un giovane Tim Burton, che negli anni successivi dichiarò di non ricordare con particolare gioia quel periodo.

Elliot e E.T. in E.T. L'Extraterrestre (1982)

E.T. l'extraterrestre - una scena del film

Una delle più apprezzate e commoventi amicizie su grande schermo non poteva che regalarla Steven Spielberg, che a sette anni dal suo primo grande successo, Lo squalo, torna al cinema con E.T. L'extraterrestre, una storia destinata ad entrare nell'immaginario collettivo di ogni spettatore di qualsiasi angolo del mondo. E se paradossalmente la diversità fra i due protagonisti è legata in questo caso alla più basilare delle differenze del cinema fantascientifico, due abitanti di mondi differenti, il piccolo Elliot (Henry Thomas) e l'alieno E.T. non potrebbero essere più simili. Due esseri indifesi, puri e in qualche modo entrambi soli, instaurano un'unione minacciata dalla smania della razionale comprensione dell'uomo, dalla quale si può fuggire volando al chiaro di Luna con una semplice bicicletta. E.T. ed Elliot volano verso la promessa più bella che si possa fare tra amici:"Io sarò sempre qui". Mirabile esempio di cinema che unisce emozioni credibili e magnificenza tecnica ad una trama semplice e spontanea come l'amicizia tra Elliot e la creatura, realizzata ad hoc dal geniale Carlo Rambaldi.

Daisy Werthan e Hoke in A spasso con Daisy (1989)

A spasso con Daisy

Al termine della visione di Green Book è inevitabile pensare al film di Bruce Beresford di fine anni '80. A spasso con Daisy parte da un incipit più semplice, nell'America del 1948. Alla vedova benestante Daisy Wertham (Jessica Tandy), vivace ma un po' troppo spericolata al volante, il figlio Boolie (Dan Aykroyd) affianca un autista nero, Hoke (Morgan Freeman), per accompagnarla quotidianamente a spasso dove la signora desidera. La differenza tra i due non potrebbe essere più abissale, per origine etnica e ceto sociale in primis. Nonostante le diffidenze iniziali, i viaggi in macchina di Daisy e Hoke si rivelano la base per un rapporto inaspettato, che si trasforma in una vera amicizia, rinsaldata nei momenti più complicati. Quattro premi Oscar, tra cui il riconoscimento alla miglior attrice, Jessica Tandy.

Jack e Parry in La leggenda del re pescatore(1991)

Terry Gilliam La Leggenda Del Re Pescatore

Una delle migliori pellicole del Terry Gilliam regista si discosta dai suoi precedenti lavori soprattutto per gli ingredienti perfettamente calibrati che il membro dei Monty Python raramente ha riservato in carriera ai suoi film, tanto folli e affascinanti quanto spesso sregolati. La leggenda del re pescatore mantiene intatto il magnetismo visivo e scenografico che caratterizza il suo cinema e si svolge a New York, dove un dj in declino e logorato dai sensi di colpa, Jack Lucas (Jeff Bridges), viene salvato da un clochard, Parry (Robin Williams), legato in qualche modo al suo passato. Gilliam mescola i generi per raccontare una storia d'amicizia che nasce dal rimorso, dal desiderio d'espiazione e dalla vita, che può concedere una seconda possibilità a chi la speranza l'aveva ormai perduta. Gilliam non si perde in orpelli sconclusionati e piega il proprio genio visionario al servizio dell'amore e dell'amicizia, grazie all'ottima sceneggiatura di Richard LaGravenese e alle performance azzeccate di un cast in ottima forma.

Johnny e Bodhi in Point Break - Punto di rottura (1991)

Il film che consacrò il talento di Kathryn Bigelow è anche la storia di un'improbabile amicizia, quella tra un agente dell'FBI, Johnny Utah (Keanu Reeves) e il surfista criminale Bodhi (Patrick Swayze). Johnny è impegnato nell'indagine volta a smascherare un gruppo di rapinatori che utilizza le maschere dei presidenti degli Stati Uniti per nascondere la propria identità. Infiltratosi in una comunità di surfisti, Johnny scopre il coinvolgimento di quello che nel frattempo è diventato un amico. Esempio di cinema poliziesco che scivola verso l'azione e l'adrenalina più pura, Point Break è sorretto magistralmente dai suoi interpreti protagonisti, in particolare Patrick Swayze. Giustizia e amicizia si sovrappongono, fino a confondersi e lasciare che il rovescio della medaglia influisca maggiormente in ogni sequenza che porta i due improbabili amici verso un finale denso di rinascita e libertà. Cult assoluto degli anni '90, il film di Kathryn Bigelow è come un'onda improvvisa che non ti lascia scampo, così come il legame tra Johnny e Bodhi.

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Antonio e i bambini in Il ladro di bambini (1992)

Il ladro di bambini: Enrico Lo Verso in una scena del film

Il punto più alto dell'intensa filmografia di Gianni Amelio è Il ladro di bambini, la storia di un'amicizia che sa di rinascita. Non solo per i due piccoli protagonisti, i fratellini Luciano (Giuseppe Ieracitano) e Rosetta (Valentina Scalici). Anche per il vertice adulto del gruppetto, il carabiniere Antonio (Enrico Lo Verso). Insieme al collega Grignani, Antonio ha l'incarico di condurre i due bambini da Milano a Civitavecchia, strappati alle grinfie di una realtà difficile: si tratta solo dell'inizio di un viaggio della speranza che si prolunga fino in Sicilia. Antonio, Luciano e Rosetta costruiscono inevitabilmente un sincero rapporto che trasuda genuinità, affetto e aspettativa per un futuro migliore. Come lascia intendere il titolo, l'uomo è costretto a fare i conti con il giudizio della società ma il film di Amelio è soprattutto un affresco esemplare sulla congiunzione tra solitudini che provano, a loro modo, a sentirsi per la prima volta parte di un nucleo familiare. Direzione impeccabile di Gianni Amelio e cast perfetto, in particolare nella prova di Enrico Lo Verso, che sfoggia una delle migliori interpretazioni della sua carriera.

Butch e Philip in Un mondo perfetto (1993)

Un Mondo Perfetto 1

Uno dei film di Clint Eastwood maggiormente pervasi da una sottile vena malinconica, Un mondo perfetto è la storia di un rapimento che si trasforma a sorpresa in un rapporto molto simile a quello tra un padre e un figlio. Nella notte di Halloween del 1963, poche settimane prima dell'omicidio di JFK, un bambino di nome Philip (T.J. Lowther) viene rapito da un evaso, Butch Haynes (Kevin Costner). Inseguito dal ranger Red Garnett (Clint Eastwood) e dal suo team, i due improbabili amici vivono una serie di avventure che risvegliano nell'uomo un sentimento d'affetto che non provava da tempo e nel bambino un legame con quella persona che si rivela essere quasi una figura paterna. Kevin Costner sfoggia probabilmente una delle sue migliori performance in carriera e il film è un inno alla libertà e alla speranza di poter cambiare vita anche quando tutto sembra ormai perduto.

Woody e Buzz in Toy Story(1995)

Il cowboy Woody in una scena del film d\'animazione Toy Story (1995)

Pietra miliare del cinema d'animazione contemporaneo, Toy Story di John Lasseter è il film che ha aperto la grande epopea cinematografica della Pixar. I giocattoli del piccolo Andy prendono vita e nel microcosmo della sua stanzetta il preferito, il cowboy Woody (Tom Hanks), è minacciato dal nuovo che avanza, l'astronauta Buzz Lightyear (Tim Allen). Due primedonne che inizialmente rivaleggiano ma nel tempo scoprono nelle loro diversità un'intesa che li conduce verso una solida leadership condivisa e, soprattutto, ad un'intensa amicizia. Trattato magnifico sulle amicizie impossibili e il tempo che scorre, sull'intercambiabilità e il desiderio, insito in ognuno, di farsi largo nella vita di chi amiamo, Toy Story è diventato un cult che ha generato due sequel e che quest'anno vedrà nei cinema un quarto atteso capitolo. Un finale che si preannuncia commovente come ammesso dallo stesso Tom Hanks, che non ha nascosto di aver versato qualche lacrima. Proprio come succede nelle migliori amicizie e con quei sentimenti improvvisi che nascono inattesi.

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