Innamorarsi e altre pessime idee, recensione: una rom-com prevedibile ma simpatica

Lino Guanciale è più sciolto e frizzante del solito in Innamorarsi e altre pessime idee, ma la commedia romantica di Simone Aleandri non aggiunge niente al genere e gioca con i cliché degli opposti che si attraggono.

Innamorarsi e altre pessime idee

Ve le ricordate quelle rom-com degli primi anni Duemila, quelle dove gli amori fanno giri immensi e poi ritornano, o dove tra personaggi che sulla carta dovrebbero farsi fuori dopo due minuti (e in effetti ci provano) scatta qualcosa, uno sguardo, una confessione, un ricordo intimo, che fa vedere le cose da un altro punto di vista? Quelle commedie dove tutto è scontato fin dai primi minuti ma dalle quali proprio non riusciamo a distogliere lo sguardo, vogliosi di sapere se alla fine accadrà davvero quello che pensiamo (e speriamo) o se il regista deciderà di mandare tutto a ramengo e farci innervosire.

Innamorarsi E Altre Pessime Idee Al Cinema
Una scena del film

Ecco, Innamorarsi e altre pessime idee, il nuovo film con Lino Guanciale e Andrea Delogu diretto da Simone Aleandri, ci ha fatto tornare con la mente proprio lì e dobbiamo dirlo: non è stato sgradevole. Anche perché poi, alla fine, chi lo ha deciso che le cose scontate non possano funzionare ugualmente? Anche quando capiamo subito dove il film vuole portarci, non è detto che il viaggio sia per forza inutile.

Il film - che vede la partecipazione anche di Ilenia Pastorelli e Claudio Colica e che è prodotto da Rodeo Drive con Rai Cinema - non reinventa il genere, non lo scardina e nemmeno prova a ribaltarlo. Tutto il contrario: si crogiola nei cliché, ne accetta i meccanismi e persino una certa pigrizia, affidando tutto alla leggerezza dei suoi interpreti.

Il risultato è una commedia sentimentale prevedibile ma gradevole, a tratti troppo accomodante, però capace di scorrere senza inciampi e di regalare a Lino Guanciale una veste più sciolta, meno impostata, decisamente più curiosa rispetto a molte delle sue apparizioni.

Innamorarsi e altre pessime idee: di cosa parla il film

Il protagonista è Lino Attanasio, avvocato brillante, uomo convinto di avere tutto sotto controllo e marito improvvisamente scaraventato fuori dalla sua comfort zone. La moglie Grazia, infatti, lo lascia per Paolo, chef affascinante e molto sicuro di sé che ha il volto di Davide Devenuto, mandando in frantumi vent'anni di relazione e soprattutto l'immagine ordinata che Lino aveva costruito della propria vita. A quel punto, più che elaborare il dolore con maturità, il protagonista sceglie la via più cinematografica possibile: la vendetta.

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Una scena del film: Colica e Pastorelli

Il piano prende forma quando sulla sua strada arriva Sofia, insegnante di lingue dal presente complicato, alle prese con un ex che la accusa di stalking e con una vita sentimentale già abbastanza disastrata di suo. Lino accetta di difenderla a una condizione: lei dovrà avvicinarsi a Paolo e dimostrare che il nuovo compagno della sua ex moglie non è esattamente un monumento alla fedeltà.

Da questo momento, Innamorarsi e altre pessime idee procede lungo binari molto riconoscibili. Due feriti sentimentali si alleano per motivi discutibili, si punzecchiano, litigano, si conoscono meglio, scoprono crepe e fragilità reciproche, e naturalmente cominciano a guardarsi in modo diverso.

Intanto, a fare da specchio e da contrappunto, c'è l'altra coppia del film: Tommy e Matilde, che partono da premesse totalmente opposte, quelle del "chi si somiglia si piglia", salvo poi scoprire che chi si somiglia troppo, si piglia male. Da qui in poi non serve essere i detective dell'amore per intuire cosa succederà.

Originalità, questa sconosciuta

Proprio in questa chiaroveggenza di cui ci sentiamo investiti guardando la prima metà del film sta il limite: la sensazione di già visto è fortissima. Non perché il genere debba per forza essere originale a ogni costo, per carità, sarebbe una richiesta quasi ingiusta nei confronti della rom-com che vive da sempre di ripetizione, variazione e riconoscibilità.

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Una scena del film: Una scena del film

Il punto è che, per funzionare veramente una storia così dovrebbe trovare un dettaglio che sia solo suo e che la renda distinguibile nella massa: una battuta memorabile, una scena capace di restarci addosso, un twist imprevedibile, qualcosa. D'altronde cosa rende Notting Hill diverso da Pretty Woman, o Come farsi lasciare in 10 giorni da 10 cose che odio di te, o ancora La rivolta delle ex da La dura verità? Il punto di partenza, spesso, è lo stesso, differenze inconciliabili e desideri di rivalsa. Ma ognuna lo sviluppa a modo suo.

Innamorarsi e altre pessime idee, invece, preferisce restare nel perimetro del comfort, come se avesse paura di fare un passo falso e rovinare tutto. Ed è un vero peccato quando davanti alla macchina da presa c'è un Lino Guanciale con una freschezza che non gli vedevamo addosso da un po'. 

Lino Guanciale, finalmente meno ingessato

La buona notizia è proprio che dentro questa struttura Lino Guanciale trova uno spazio più interessante del previsto. Il suo Lino poteva facilmente diventare la maschera rigida che gli abbiamo visto più volte, da Che Dio ci aiuti a Non dirlo al mio capo, ma anche ne L'allieva: l'uomo razionale, il professionista ferito nell'orgoglio, il marito lasciato che tenta di rimettere in piedi il proprio mondo usando gli strumenti sbagliati.

Guanciale, invece, lavora bene proprio sulla malleabilità del personaggio. Gli dona quella vulnerabilità che lo rende più vicino a noi che guardiamo e che, magari, abbiamo vissuto situazioni simili, ma anche una maturità non scontata. Quella, in effetti, sembra materia esclusivamente cinematografica, visto che in natura è più rara della Numero 1 di Paperon De' Paperoni. E poi la scena in cui balla su Se bruciasse la città di Massimo Ranieri, quella sì che è una gioia da vedere.

Accanto a lui, però, calma piatta. Ci aspettavamo decisamente di più da Andrea Delogu, perché la sua Sofia aveva tutte le carte in regola per essere frizzante, briosa, anche un po' pazza, in grado di buttare tutto per aria e incrinare le certezze di Lino. In effetti è pensata come l'opposto di Lino, più istintiva e caotica. Invece rimane lì, abbastanza bidimensionale.

Anche la coppia Pastorelli - Colica è brava ma non si applica e alla fine ci fa solo venire in mente che sì, "le cose che abbiamo in comune sono 4850" come diceva il cantante. E sono pure troppe.

Un film da pomeriggio autunnale

Il film di Simone Aleandri ha il grande merito di essere scorrevole e farsi guardare senza impegno, di essere anche piacevolmente simpatico a tratti. Un film da guardare una domenica pomeriggio autunnale qualsiasi, per godere dei sempre bellissimi scorci su Roma. Avremmo solo voluto che si fidasse un po' di più delle proprie possibilità e non soltanto della sicurezza del genere.

Conclusioni

Innamorarsi e altre pessime idee è una commedia romantica molto prevedibile, costruita su cliché evidenti e su una traiettoria narrativa che si intuisce quasi subito. Nonostante questo, il film si lascia guardare con piacere grazie a un ritmo scorrevole e soprattutto a un Lino Guanciale in una veste più sciolta e sorprendentemente efficace. Non una rom-com memorabile, ma una visione gradevole, leggera e con qualche buona intuizione sul caos dei sentimenti contemporanei.

Movieplayer.it
2.5/5
Voto medio
N/D

Perché ci piace

  • Lino Guanciale in un personaggio più rilassato e sciolto, il suo ballo in cucina
  • Il ritmo scorrevole che rende la visione leggera anche nei momenti più prevedibili

Cosa non va

  • La prevedibilità fin troppo spinta
  • Pochi guizzi creativi e una scrittura prudente
  • Andrea Delogu con il freno a mano