For All Mankind è una delle serie storiche di Apple TV, una di quelle presenti dall'inizio e ancora in corso. Una colonna portante della piattaforma dell'azienda di Cupertino che si avvia alla sua conclusione con la prossima e ultima stagione, la sesta. Non dà segni di cedimento, però, si dimostra più viva che mai con uno spin-off in arrivo, Star City, e una stagione 5 che ha alzato l'asticella rispetto alla precedente aggiungendo nuovi personaggi e nuove tematiche.
Una di queste nuove figure è Celia Boyd, affidata a una new entry d'eccezione come Mireille Enos, che abbiamo avuto modo di intervistare per farci raccontare l'esperienza, tra la sfida fisica di indossare la tuta spaziale nel difficile contesto di Marte e il legame indissolubile che la lega al collega Joel Kinnaman, che qui ha ritrovato dopo l'esperienza insieme in The Killing. Ecco cosa ci ha raccontato l'attrice.
Dalla Terra a Marte: Chi è Celia Boyd?
Partiamo dal suo personaggio, da Celia Boyd che rappresenta una delle interessanti aggiunte di For All Mankind 5. "Celia Boyd viene dalla Terra, ovviamente" ci ha detto Mireille Enos, "la sua vita lì è in qualche modo entrata in una spirale negativa e lei cerca un nuovo inizio. Nel mondo della serie, ha delle opzioni fuori dal pianeta. Inizialmente immagina che possa essere la Luna, ma non è abbastanza lontana, così finisce su Marte. Quando la incontriamo, è un personaggio che manca di un senso di identità e di scopo; sta reinventando la sua vita, non sa cosa la aspetti e cerca di restare 'piccola' e invisibile."
Non sempre però è possibile, nella nostra realtà come nella finzione della serie Apple. A volte è semplicemente impossibile star zitti davanti alla ingiustizie. "Ma gli eventi di questa stagione non le permettono di restare invisibile: è intelligente, compassionevole e non è disposta a lasciare che un crimine venga attribuito alla persona sbagliata. Così continua a intromettersi anche quando non sarebbe compito suo farlo. Credo che dica molto su chi sia lei: la sua ricerca per ciò che è giusto e vero è ciò che la trascina al centro della trama nella quinta stagione."
Tra tute spaziali e claustrofobia: le sfide sul set
For All Mankind è nota per il suo realismo scientifico e tecnologico. Com'è stato interpretare Celia in un ambiente così claustrofobico come le colone marziale? Qual è stata la sfida fisica che non aveva mai affrontato? "Non avevo mai indossato una tuta spaziale prima! Ne hanno costruita una apposta per me e servono due persone per vestirti. Ci sono strati su strati, vieni letteralmente imbracata dentro e poi c'è il casco ammetto di aver avuto un attacco di panico la prima volta. Ho dovuto chiedere di essere tirata fuori. Poi abbiamo dovuto trovare un modo per renderla confortevole: abbiamo allargato le braccia per permettermi di muoverle e ingrandito gli stivali per farmi muovere le dita dei piedi, perché quel senso di claustrofobia era troppo forte."
Dal punto di vista tecnico, invece, è necessario che tutto sia credibile, che sembri che ogni membro del cast sia perfettamente consapevole di quello che sta facendo, e per questo "hanno degli specialisti sul set che, proprio come in un medical drama dove hai consulenti medici, qui sanno come si pilotano le navi, come funzionano i pannelli di controllo... ti istruiscono come se fosse vera tecnologia. È incredibile!"
La reunion con Joel Kinnaman dopo The Killing
Se però la Enos è una novità della stagione, c'è un interprete presente sin dall'inizio con cui l'attrice ha un ottimo rapporto: Joel Kinnaman, che ritrova dopo l'iconica partnership di The Killing. Come è stato incontrarlo di nuovo in un contesto così differente? "Joel ed io siamo cari amici. Abbiamo lavorato a The Killing e poi insieme anche a Hanna per Amazon. Quindi questa è stata la terza volta. È stato fantastico, anche se non abbiamo avuto molto tempo sullo schermo insieme; l'unica volta che eravamo in una scena insieme, lui era privo di sensi! Quindi non è stato memorabile per il pubblico, ma per noi passare del tempo sul set è sempre un piacere." Un reunion che è stata quindi più importante per loro, sul lato umano, che per gli spettatori al punto di vista professionale.
L'anima di Celia: il momento chiave di For All Mankind 5
Tornando a Celia, c'è una domanda che ci piace spesso fare: lasciare che il nostro interlocutore individui la scena che ritiene centrale nel definire l'essenza, l'anima del proprio personaggio. Qual è quella di Celia Boyd in For All Mankind 5? "Che bella domanda" ci ha detto con entusiasmo Mireille Enos, "c'è una scena all'inizio, sono nell'infermeria, tutte le figure autoritarie nella stanza, tutti uomini, sono felici di mettere una spunta a una casella e andare avanti. Lei, contro ogni logica e prudenza, apre la bocca e parla. Credo che il cuore del suo personaggio sia proprio questo: anche quando sa che dovrebbe restare in silenzio, non ci riesce, deve agire." Ed è un aspetto che abbiamo apprezzato molto di Celia Boyd.