Speranza vs Paura: Rhys Ifans e gli showrunner ci svelano il lato oscuro della Luna in Star City

Matt Wolpert, Ben Nedivi e Rhys Ifans raccontano la sfida di Star City, lo spin-off che ribalta For All Mankind, virando la Speranza in Paura.

Una scena di Star City

Da diversi danni, da quando Apple TV è arrivata con le sue prime produzioni, una serie ci ha immersi nella corsa allo spazio proponendocene una versione alternativa. Un'ucronia in cui è stata l'Unione Sovietica e non gli Stati Uniti a compiere quel fatidico e storico "grande passo per l'umanità" atterrando sul nostro satellite naturale.

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Alice Englert in una scena della serie Apple TV

Anni dopo, torniamo a vivere quel momento, usandolo come punto di partenza per vivere l'altra faccia della medaglia: la serie Star City in arrivo dal 29 maggio sulla piattaforma di casa Apple è infatti lo spin-off di For All Mankind e si propone di raccontarci la medesima storia alternativa... ma dal punto di vista opposto, portandoci nella realtà sovietica e nel dietro le quinte del programma spaziale dell'URSS guidata dalla figura misteriosa del "Chief Designer" interpretato da Rhys Ifans. Proprio con lui e con i due showrunner della serie, Matt Wolpert, Ben Nedivi abbiamo parlato per farci raccontare il lavoro fatto per questa nuova produzione per Apple TV.

Il segreto dietro la cortina di ferro: le sfide di Star City

Iniziamo la nostra chiacchierata proprio dalla costruzione dello spin-off. Dopo diverse stagioni passate a esplorare la corsa allo spazio attraverso una lente americana in For All Mankind, qual è stata la sfida creativa più grande nel ribaltare completamente la prospettiva per immergere il pubblico nella mentalità sovietica e nell'atmosfera di Star City? "Onestamente, le sfide sono state così tante che non so da dove iniziare" ci ha detto Matt Wolpert, "perché siamo americani, giusto? Quindi abbiamo dovuto davvero immergerci nel mondo di quella cultura. Il programma spaziale sovietico era incredibilmente segreto. Non è come il programma americano dove ci sono documentari, film e tesori di informazioni."

Un lavoro di ricerca, quindi, molto più complesso per superare lo scoglio della segretezza e da affrontare con stupore e fascino. "Molte delle cose accadute nel programma spaziale sovietico sono state tenute segrete persino fino a dopo il crollo dell'URSS. Quindi, leggere così tante informazioni e apprendere tutte queste storie incredibili su ciò che le persone hanno vissuto e le cose straordinarie che hanno superato è stata una parte enorme e affascinante del lavoro".

Il Chief Designer: Rhys Ifans e il "Fantasma" della corsa allo spazio

Al centro del racconto c'è ovviamente il "Chief Designer" interpreto da Rhys Ifans, una figura leggendaria, quasi mitica, nella storia sovietica. Come hanno approcciato la creazione di questo personaggio affinché facesse da ponte tra il freddo potere politico e il sogno romantico della scoperta scientifica? "Esattamente attraverso la frizione tra queste due cose" ha confermato il suo interprete, "per molti versi, ciò che mi ha intrigato di lui è che era come se fosse morto, è come una specie di fantasma, nel senso che non esiste socialmente. Lavora già in una sorta di infinito a gravità zero, anche se si trova sul pianeta Terra."

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Rhys Ifans è il Chirf Designer in Star City, lo spin-off di For All Mankind

Un personaggio che incarna un conflitto che ha intrigato il suo interprete. E inoltre "anche solo a un livello poetico, immagino cosa lo spazio possa aver significato per un uomo che è stato incarcerato così a lungo e poi rilasciato per inseguire i suoi sogni. Lo immagino come qualcuno che, da bambino, fissava il cielo e guardava la Luna... e persino dalla Terra, se guardi la Luna abbastanza a lungo, lei ti cambia. L'idea di guardare indietro al pianeta dai cieli, quello che fa alle persone... Penso che lui veda chiaramente nelle sue 'aquile' che sembrano tornare tutte cambiate, con un'umanità che probabilmente non è loro permesso esprimere sulla Terra. Questo gli conferisce una profondità emotiva, ed è ciò che lo rende un personaggio interessante da frequentare."

Tra Spy Thriller e Realismo: Il tono dello spin-off di For All Mankind

Come per la serie madre, ci sono diversi elementi da dover bilanciare in Star City, in equilibrio tra la rigorosa accuratezza tecnica dei programmi spaziali russi con la libertà creativa fornita dalla storia alternativa. "Penso che questa sia stata la sfida centrale della serie in un certo senso" ci ha detto Ben Nedivi, "perché tutto quello che io e Matt facciamo viene approcciato prima di tutto cercando di farlo sembrare reale, per farti sentire come se fossi in quel luogo e in quel tempo. Il vantaggio della televisione rispetto ai film è che puoi raccontare questa storia a lungo termine dei personaggi e di come si evolvono e cambiano nel tempo."

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Una scena dello spin-off visto dalla prospettiva sovietica

Ed è il cuore della serialità, quello che abbiamo sempre amato di questo mezzo espressivo. "Poter inserire dei personaggi in questo mondo è stato particolarmente stimolante perché, fin da subito, capisci la pressione sotto cui si trovano tutti. Non importa quanta importanza abbiano e anzi, più sono potenti e famosi, più si trovano in pericolo. Dal punto di vista della scrittura è stato meraviglioso, perché ti rendi conto che per prosperare in quel tipo di sistema era necessaria una dose di coraggio e di audacia molto rara oggi. È un promemoria di ciò che le persone hanno dovuto passare e che speriamo di non dover passare mai più."

Speranza, Paura e Resilienza: cosa aspettarsi

Ed è inevitabile il confronto con quello che la corsa alternativa allo spazio è stata fin qui in For All Mankind: che parola userebbero per definire la nuova serie rispetto alla precedente? Che termine userebbero per far capire al pubblico cosa aspettarsi dallo spin-off in confronto alla controparte americana? "Questa è difficile" ci ha detto di getto Matt Wolpert, che però ha subito trovato la definizione giusta che ci ha colpiti: "Direi che For All Mankind incarna la 'Speranza' e Star City incarna la 'Paura'."

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Star City: Solly McLeod e Adam Nagaitis in una scena dello spin-off di For All Mankind

Un conflitto forte che in qualche modo ha confermato Ben Nedivi: "Sento che in Star City la paranoia, l'idea che qualcuno stia sempre guardando o ascoltando, sia sempre stata presente per noi nella serie." Se paura e paranoia sono sensazioni presenti nei protagonisti, è naturale la scelta lessicale di Rhys Ifans: "Io direi 'Resilienza'. Queste sono persone resilienti. Ed è interessante notare come forse la Terra rappresenti un ambiente più ostile dello spazio stesso."