Compromessi sposi, la recensione: matrimoni impossibili in una cornice da fiction

La recensione di Compromessi sposi: Vincenzo Salemme e Diego Abatantuono per la prima volta insieme in una commedia di Francesco Miccichè.

RECENSIONE di 24/01/2019
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Compromessi Sposi: una scena con Lorenzo Zurzolo e Grace Ambrose

Immaginate un sindaco grillino, un imprenditore settentrionale con tendenze leghiste e un passato berlusconiano, un Romeo e una Giulietta "de' noantri" che decidono di sposarsi nel giro di una notte dopo un falò sulla spiaggia e un corollario di personaggi che tra cugini, ex, madri, nonne e amici diventano il materiale comico su cui costruire una girandola di equivoci. Il risultato è Compromessi sposi, film in uscita il 24 gennaio, il terzo per Francesco Miccichè che non è nuovo alle dinamiche del comico, anzi ci sguazza anche abbastanza bene come dimostrano i precedenti Loro chi? e Ricchi di fantasia, scritti rispettivamente da e con Fabio Bonifaci.

Stavolta il regista si affida invece a un team di sceneggiatori (Michela Andreozzi, Alessia Crocini, Fabrizio Nardi, Massimiliano Vado e Christian Marazziti) che ha avuto l'arduo compito di confrontarsi con un classico della comicità nostrana, Totò, Fabrizi e i giovani d'oggi di Mario Mattioli, e adattarlo alla contemporaneità con tanto di riferimenti espliciti alla politica. Scomodare il film del 1960 era un rischio, che non sempre la squadra di autori ha saputo evitare (come vi spiegheremo in questa recensione di Compromessi sposi). A partire da una vagonata di luoghi comuni e una sequela di battute che strappano sorrisi a denti stretti.

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Nord vs Sud: la trama di Compromessi sposi

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Compromessi Sposi: Lorenzo Zurzolo, Grace Ambrose in una scena del film

In una patinata cornice da fiction più che da grande schermo, la trama procede infilando uno dietro l'altro siparietti, lazzi, parolacce e inciampi comici non sempre riusciti. Il matrimonio che non s'ha da fare, tanto per evocare scenari di manzoniana memoria a cui il titolo Compromessi sposi fa chiaramente riferimento, è quello tra Riccardo (Lorenzo Zurzolo), un ragazzo milanese con velleità cantautoriali ma destinato a prendere le redini dell'azienda di famiglia, e Ilenia (Grace Ambrose), fashion blogger di Gaeta, coatta e sopra le righe quanto basta a far storcere il naso ai familiari di lui: settentrionali, benestanti e snob. Se per i due giovanissimi amanti superare le diversità e sposarsi è la cosa più naturale da fare, per i consuoceri non può dirsi lo stesso: la loro missione sarà infatti boicottare quell'unione. È l'unico obiettivo che li accomuna, per il resto Gaetano (Vincenzo Salemme), integerrimo sindaco del cambiamento, e Diego (Diego Abatantuono), ricco imprenditore del nord, sono l'uno il contrario dell'altro. Così come le due famiglie, il cui incontro potrà solo dare origine a una guerra che coinvolgerà tutti, inclusi cugini (Dino Abbrescia), sorelle (Valeria Bilello), nonne, madri (Elda Alvigini, Rosita Celentano) e... wedding planner (Susy Laude).

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Compromessi Sposi: Dino Abbrescia, Vincenzo Salemme, Elda Alvighini, Lorenzo Zurzolo e Grace Ambrose

La trama ricalca temi e situazioni dell'originale adattandoli al presente, peccato che non si sfrutti pienamente l'occasione di rivitalizzare il materiale con spunti originali che vadano aldilà della solita folcloristica rivalità Nord vs Sud Italia, dell'ormai logoro cliché dell'incomunicabilità tra genitori e figli, dell'abusato luogo comune della "donna profiteroles, dolce ma con le palle" (per usare una battuta del film), o di quella "troppa ambizione e poco cuore", ma che si commuove ancora davanti un abito da sposa, o della milf sboccata, che fuma erba legale, ma che in fondo ha qualcosa da insegnare a tutti.
Il film sfiora diverse tematiche, senza avere il tempo necessario per approfondirle, sacrificandole alla velocità e all'approssimazione: il filone della satira politica viene liquidato con un paio di battute sul governo del cambiamento, l'allusione al compromissorio matrimonio giallo-verde velatamente affidato ai siparietti tra Salemme e Abatantuono, mentre il caotico microcosmo delle relazioni familiari viene affidato a isterismi di massa o ubriacature risolutrici. Nel calderone ci finiscono anche questioni come la bulimia da social o le droghe legali, ma basta una manciata di secondi per stroncare qualsiasi tentativo di approfondimento.

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Un cast capitanato dall'inedita coppia Vincenzo Salemme e Diego Abatantuono

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Compromessi Sposi: Vincenzo Salemme in una scena

Nel cast la parte da leone spetta all'inedita coppia Vincenzo Salemme e Diego Abatantuono, teatranti, cabarettisti e comici di professione, che si incalzano a vicenda, cascano l'uno sulla spalla dell'altro, si servono battute a raffica, ma fanno il minimo, al servizio di una scrittura e una regia che li sfrutta poco e a volte male. Risate assicurate con Dino Abbrescia nei panni del cugino del sindaco, un italiano medio con i creditori alle calcagna che fa del compromesso la propria ragione di vita; il comico pugliese fa appello a tutte le sue corde da guitto per rendere giustizia a un personaggio altrimenti anonimo.

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Compromessi Sposi: Diego Abatantuono e Valeria Bilello in una scena

Sul fronte femminile merita un plauso la performance asciutta e composta di Rosita Celentano, capace di tratteggiare la borghesissima madre di Lorenzo con un pugno di battute e una serie di piccoli gesti, brillante nel fare da spalla alla consuocera Elda Alvigini; non è da meno l'ingessata e nevrastenica wedding planner che Susy Laude caratterizza con una straordinaria forza comica. Gli interpreti fanno insomma del loro meglio per restituire uno spessore ai personaggi che la commedia contemporanea ci ha esibito centinaia di altre volte. Con buona pace di Totò.

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2.5/5