Black Widow, analisi del final trailer: un nemico formidabile e un passato doloroso

La nostra analisi del trailer finale di Black Widow, il film che aprirà la Fase 4 del Marvel Cinematic Universe.

APPROFONDIMENTO di 10/03/2020
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Black Widow: una scena dal nuovo trailer

Negli ultimi giorni era legittimo un dubbio, tra gli addetti ai lavori e i fan del Marvel Cinematic Universe: Black Widow, il lungometraggio che inaugurerà la Fase 4, sarebbe effettivamente uscito a fine aprile/inizio maggio? Un interrogativo tutt'altro che campato per aria, dato che le complicazioni globali legate al Coronavirus hanno portato alla chiusura delle sale in Cina e Italia e all'uscita rimandata del nuovo film di James Bond, che da aprile è stato spostato a novembre. E poi è arrivato il trailer finale del lungometraggio di Cate Shortland, che ribadisce l'intenzione di uscire nel periodo prestabilito (salvo una degenerazione drastica della situazione mondiale), scelta quasi obbligata dato che il resto dell'anno (e quello successivo) è già bello pieno per quanto riguarda i titoli Marvel, tra cinema e Disney+. Per ingannare l'attesa, ecco la nostra consueta analisi del trailer.

Una sorella assente

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Black Widow: una scena dal nuovo trailer

A differenza del primo trailer di Black Widow, dove la voce narrante iniziale era di Natasha Romanoff (Scarlett Johansson), questa volta la funzione introduttiva è affidata a Yelena Belova (Florence Pugh), la quale ci fa capire che è passato diverso tempo da quando le due "sorelle" si sono viste l'ultima volta. "Dico alla gente che mia sorella si è trasferita in Occidente", dice la ragazza mentre immagini mostrano il vero percorso di Natasha. "Fai l'insegnante di scienze, e tuo marito sistema case. Volete traslocare, ma aspettate che i tassi d'interesse si abbassino." Natasha, con una birra in mano, sorride: "È quella la mia storia?". Da lì si passa al logo Marvel, ancora una volta modificato per riprodurre il design delle armi della Vedova Nera, e alla voce della defunta supereroina che ci ricorda di non essere sempre stata dalla parte dei buoni: "Prima che entrassi a far parte degli Avengers ho fatto degli errori. E mi sono fatta molti nemici."

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Taskmaster

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Black Widow: una scena dal nuovo trailer

Dopo averlo intravisto nel primo trailer, ora vediamo veramente in azione l'antagonista di turno: Taskmaster, mercenario che nei fumetti - e a quanto pare anche al cinema - è dotato di riflessi fotografici, che gli consentono di replicare le tecniche di combattimento di qualsiasi persona dopo averle osservate anche solo una volta. Ne vediamo un esempio pratico, con lui che osserva un vecchio filmato di Natasha in azione - si tratta di una sequenza di Iron Man 2 - e nel corso del trailer mostra di aver assimilato le mosse di Captain America, Hawkeye, Black Panther e Spider-Man. Quest'ultimo dettaglio suggerisce che sia trapelato in rete un video della battaglia in aeroporto in Captain America: Civil War, poiché in questo punto della timeline Marvel - dopo la scissione degli Avengers, prima dell'arrivo di Thanos - l'eroe proveniente dal Wakanda è ancora quasi uno sconosciuto fuori dal suo regno (ciò non esclude però che Taskmaster possa aver incontrato T'Chaka, la Pantera precedente). Il ruolo del cattivo in tutto questo? "Controlla la Stanza Rossa. Le manipola: sono coscienti, ma prive di scelta." Spetterà quindi a Natasha e Yelena, aiutate dai "genitori" (David Harbour e Rachel Weisz) tornare nel luogo dove tutto è iniziato e chiudere i conti con gli esperimenti dei sovietici.

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Passato e futuro

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Black Widow: una scena dal nuovo trailer

"A un certo punto bisogna scegliere, tra chi sei e chi il mondo vuole che tu sia", dice Natasha. Una frase importante, accompagnata da un'inquadratura di William Hurt nei panni di "Thunderbolt" Ross, spina nel fianco degli Avengers e, stando ad alcune voci, artefice di un progetto clandestino che potrebbe avere conseguenze durature nel corso della Fase 4, durante la quale gli eroi più potenti della Terra sono ufficialmente fuori servizio (Thor è nello spazio, Hawkeye in pensione, Bruce Banner menomato, Steve Rogers dato per morto e Tony Stark e Natasha defunti per davvero). Nel caso della Romanoff, in questo preciso momento storico, il dilemma è duplice, poiché non è solo Ross a voler imporre il suo verbo, ma anche Taskmaster o chi per lui, in nome di un regime sovietico che non esiste più. Dilemma che sarà sicuramente il nucleo psicologico del film, che promette anche tanta azione e una sana dose d'ironia (come nel trailer precedente, il post-credits dopo il titolo del film è un momento di leggerezza tra Natasha e la sua "famiglia"). In sala - si spera - tra poco più di un mese. E nel frattempo, rivediamoci il trailer.