Presentato nella Settimana Internazionale della Critica alla 71° edizione del Festival di Venezia, Dancing with Maria, primo lungometraggio di Ivan Gergolet, offre un intimo ritratto della danzatrice argentina Maria Fux e della sua concezione del ballo come espressione artistica dal valore terapeutico.
Al Festival di Venezia abbiamo incontrato i realizzatori del film a episodi 'Words with Gods': ecco il resoconto della nostra lunga chiacchierata con maestri del cinema del calibro di Hector Babenco, Álex de la Iglesia, Amos Gitai, Guillermo Arriaga, Bahman Ghobadi e Warwick Thornton.
Il cielo grigio, le nubi tossiche al deodorante e chissà cos'altro ci aspetta oggi alla Mostra del Cinema di Venezia. Scopritelo insieme a noi seguendo questa settima pagina del nostro diario veneziano.
Opera poetica e prosaica al tempo stesso, 'Il giovane favoloso' trova la sua verità nella compostezza della rappresentazione.
Sesto film del duo di registi belgi Kerverne-Delepine, l'opera in concorso nella sezione Orizzonti a Venezia 71 ci trasporta nell'inferno mentale di un uomo depresso, interpretato dallo scrittore Michel Houellebecq.
La commedia sentimentale di Angelo Longoni, che annovera nel cast Luca Zingaretti, Ambra Angiolini e Claudia Gerini, arriva in homevideo con un ottimo video. Discreto l'audio, sufficienti gli extra.
Cinema sperimentale e fortemente statico nel nuovo lavoro di Amos Gitai, che confeziona un film narrativamente inesistente e con una parziale visione sul tema della guerra tentando invano di raccontare l'Olocausto attraverso lo sguardo di una ragazza sola, indifesa che non ha idea di cosa le stia accadendo intorno pur trovandosi fisicamente lì, a due passi dal campo di battaglia.
La cineasta figlia d'arte Ami Canaan Mann torna a Venezia per la seconda volta in tre anni, ma questa volta cambia genere e realizza un film forse con meno pretese ma solido ed efficace.
Energica e vitale, la splendida musa di Joel Coen rinnova il suo impegno nel dar vita a personaggi di donne forti e complesse. Con lei a Venezia vi sono il coprotagonista della miniserie HBO Richard Jenkins e la regista Lisa Cholodenko.
Il ritorno dietro la macchina da presa di Franco Maresco è una cronaca impietosa, virata in grottesco, di una realtà intimamente contaminata, preda di un virus nato ben prima della discesa in campo di Silvio Berlusconi, e destinato a sopravvivergli a lungo.
L'attore de Il trono di spade ci ha raccontato la sua esperienza come doppiatore del protagonista del terzo lungometraggio Laika dopo Coraline e ParaNorman.
Terzo e ultimo film italiano in concorso a Venezia, l'opera del regista napoletano racconta la storia del grande Giacomo Leopardi, interpretato da Elio Germano; "Il mio Leopardi? Un ribelle senza maschere, libero, in rotta con gli intellettuali della sua epoca", ha raccontato il cineasta.
Scopriamo la verità su Zack e il fidanzamento va all'aria, e nel frattempo Emily scopre che Noel ha del materiale segreto su Alison che potrebbe mandare all'aria la sua copertura.
Le eccetricità di Lars von trier proseguono. In absentia del regista, Stellan Skarsgård gli telefona per rivolgergli le domande della stampa veneziana.
Barbie e gli altri "fuori" dalla cupola riescono a trovare un modo per rientrare a Chester's Mill mentre Melanie prende misure precauzionali per proteggere l'uovo.
Dal 2 settembre su Sky Atlantic Fleming - Essere James Bond, la miniserie biopic di BBC America ambientata sullo sfondo della Seconda guerra mondiale e incentrata sulla figura del creatore di James Bond.
Presentato alle Giornate degli Autori della 71ª Mostra del Cinema di Venezia, il sesto film di Laurent Cantet è forse il film più teatrale ed emotivamente dell'autore francese, un film malinconico incentrato sulla storia cubana, sulla paura, i rimpianti, le delusioni e la rabbia di una generazione che ha a lungo creduto di essere protagonista di un cambiamento vero, di essere al centro di qualcosa di grande che avrebbe potuto funzionare davvero.
Passando attraverso il desiderio di vendetta e la rabbia, il regista accompagna il protagonista nella ricerca del suo nemico per poi lasciarlo, una volta arrivato alla fine del viaggio, di fronte ad un altro uomo altrettanto imperfetto e ugualmente preda dei propri istinti.
Divertente, tecnicamente superbo e ricco di trovate e spunti geniali, il nuovo film della Laika prosegue la strada di qualità impostata con Coraline e ParaNorman e propone un interessante mix di tecniche dal risultato originale.
Dramma storico che Fatih Akin tenta di caricare di una dimensione epica, The Cut soffre forse della poca dimestichezza del regista con tale registro; la messa in scena è corretta ma anche eccessivamente piana, e l'emozione finisce per latitare.
Una bufera si abbatte sulla Mostra del Cinema per punire gli accreditati al festival. Tra chi torna a casa completamente fradicio e chi si ritrova in autobus con la Gainsbourg, c'è tanto da raccontare. E non finisce qui, seguiteci perchè aggiorneremo il nostro diario fino a stasera.
Il quatro film di Saverio Costanzo racconta la storia di un uomo e una donna che si incontrano per caso a New York e si innamorano. Quando lei resta incinta, qualcosa scatta nella sua testa. Il piccolo che porta in grembo è un 'bambino indaco', protetto da un'aura speciale, e farà di tutto per proteggerlo. Fino alle estreme conseguenze.
Affascinante, impegnato e poliglotta, il bel Viggo rievoca l'esperienza nel deserto algerino per raccontare un paese che cambia insieme al regista David Oelhoffen.
Un episodio anomalo, che fa un passo indietro per mostrarci alcuni dei personaggi nella giornata precedente alla sparizione di massa.
Il regista turco-tedesco ci racconta la sua urgenza artistica di raccontare il genocidio armeno e le minacce che ha già ricevuto per via del tema scottante.
Il nostro incontro con il regista capitolino di nuovo in lizza per il Leone d'Oro con un film liberamente tratto dal romanzo di Marco Franzoso, Il bambino indaco, storia di una coppia profondamente trasformata dalla nascita del primo figlio; "Volevo guardare a questi tre personaggi con dolcezza e tenerezza e riuscire a guardare me stesso, nel ruolo di padre, in maniera meno giudicante e con passione", ha detto l'autore.
Gli ingredienti dell'ultima produzione di David Gordon Green, in Manglehorn, sono tutti presenti. L'attenzione ai luoghi e al paesaggio, gli squarci lirici, la splendida fotografia, l'ironia che permea l'opera di Green, le composizioni delicate ed evocative degli Explosions in the Sky e David Wingo.
Cosa ci aspetta oggi a Venezia? E' tutto da scoprire, seguite la nostra 71esima Mostra del Cinema tra segnalazioni, riflessioni semi-serie, aggiornamenti fino a tarda serata, foto e altro ancora. Per chi vuole vivere il Festival dietro le quinte insieme a noi!
Il nostro incontro con la doppiatrice americana di Dora l'esploratrice, a Venezia per Before I Disappear, lungometraggio de Le giornate degli autori tratto dal corto vincitore di Oscar Curfew, da lei stessa interpretato.
Prodotto da Ulrich Seidl e co-diretto dalla moglie Veronika Franz con Severin Fiala, Goodnight Mommy è un film da brividi, un horror sensoriale presentato nella sezione Orizzonti della 71ª Mostra di Venezia, incentrato sul rapporto conflittuale che si instaura tra due gemellini e la loro madre, tornata a casa dopo un intervento di chirurgia plastica che non l'ha cambiata solo fisicamente ma anche emotivamente, tanto da renderla irriconoscibile.
La star, protagonista assoluta della giornata, riflette sulle differenze tra le grandi produzioni hollywoodiane a cui è abituato e il cinema libero ed emozionale di David Gordon Green.
Nove grandi registi di differenti nazionalità si confrontano con il tema della religione, del rapporto fra l'essere umano e la dimensione trascendentale e del dialogo con Dio, attraverso nove cortometraggi che rappresentano un ideale "viaggio intorno al mondo".
Traendo spunto da un romanzo di Philip Roth, Barry Levinson confeziona un film che vuole essere una riflessione sull'arte del recitare, sui confini tra palcoscenico e vita e sulla natura della percezione: ma a farsi ricordare, soprattutto, è l'interpretazione virata al grottesco (un po' autoreferenziale) del protagonista Al Pacino.
Dal corto vincitore di Oscar, Shawn Christensen sviluppa la storia emozionante di una famiglia che si ritrova e di una vita che ne è cambiata.
Cast al completo per presentare l'opera prima di Michele Alhaique immersa in una Roma criminale e interpretata da Ninetto Davoli, Adriano Giannini, Greta Scarano e Claudio Gioè.
In modo analogo a quanto accade nel film, l'attore è stato assoluto protagonista nella presentazione alla stampa della prima delle due opere con cui è presente al Lido; mettendo quasi del tutto in ombra un Barry Levinson che ha ritagliato, per sé, gli ultimi minuti dell'incontro.
Un uomo si innamora all'istante di una sconosciuta che poi perde di vista; ripiegherà, senza saperlo, sulla sorella della donna e metterà la sua vita a repentaglio in una situazione claustrofibica. L'amore secondo Jacquot, in concorso a Venezia 71, è un sentimento mellifluo e inappagante.
In lizza per il Leone d'Oro, il film dell'autore francese è un giro di valzer tra cuori feriti, uomini e donne che si incontrano, si amano e si perdono di vista; 'Non è sbagliato vedere nel film i grandi melodrammi di Hollywood. Più John Stahl e Leo McCarey che non Douglas Sirk, però. In ogni caso, c'è chi ha voluto vederci anche Francois Truffaut, ma sono solo congetture', ha spiegato Jacquot.
I fratelli Safdie continuano il loro percorso di cineasti indipendenti e fortemente radicati nella loro città, New York, questa volta portando sullo schermo la storia vera di una ragazza tossicodipendente che ha vissuto per anni sull'orlo del baratro.
Dal primo settembre su Fox il thriller Crisis: Gillian Anderson e Dermot Mulroney insegnano allo spettatore che anche i peggiori villain sono disposti a qualsiasi sacrificio per l'incolumità dei propri figli.
Una coppia di Zagabria viene colpita dal dolore più grande, la perdita del figlio. Da quel momento inizia per loro un percorso infernale fatto di burocrazia e porte chiuse in faccia. La vendetta "solitaria" sembra essere l'unica soluzione. Ecco come Ognjen Svilicic racconta la Croazia di oggi, una nazione relativamente "giovane", vittima di vecchie deformazioni.
L'irresistibile fascino della commedia brillante garbata e arguta torna al Lido di Venezia con Bogdanovich e il suo protagonista Owen Wilson.
Seguite la quarta giornata della Mostra di Venezia insieme a noi: un diario semi-serio aggiornato fino a tarda serata sul nostro Festival. Un'avventura che potrebbe riservare grandi sorprese.
L'intricata spy-story firmata da Alfred Hitchcock arriva in alta definizione con un video buono ma non esente da difetti. Discreto l'audio, buoni gli extra.
E' così. Questo è (ahinoi) il genere di film che Woody Allen non sa più fare. E così dopo ben dodici anni di assenza dal grande schermo dietro la macchina da presa ci ha pensato Peter Bodganovich, regista che negli anni '70 ha donato nuova linfa al cinema omaggiando grandi classici degli anni '30 e '40, a regalarci un gioiellino di commedia.
Il maestro statunitense, primo documentarista a vedersi assegnato il Leone d'Oro alla Carriera, ha incontrato la stampa presente al Lido per parlare del suo lavoro, del suo rapporto col cinema, e dei suoi futuri progetti.
L'appassionato Ramin Bahrani ringrazia i due straordinari interpreti del suo film dedicato a Roger Ebert incitando i giornalisti a sostenere il potere dell'arte.
Ritorna al documentario il cineasta austriaco Ulrich Seidl che con questo lavoro esamina in maniera spietata cosa si nasconde nelle cantine delle case rispettabili e sono storie che difficilmente possono lasciarci indifferenti.
In concorso a Venezia 71, il film del regista romano, tratto dal romanzo di Giocchino Criaco, racconta la profonda crisi di tre fratelli di una cosca calabrese; "La faida è intorno a loro, ma la guerra che combattono è interna. Ho accantonato l'immaginario classico delle pellicole dedicate ai criminali e semplificare il racconto", ha detto l'autore in conferenza.
Che fine ha fatto il moderno sogno americano? Bruciato in pochi click con il crollo delle borse e con lo scandalo dei mutui subprime. Con la sua opera feroce, Bahrani provoca malessere fisico mostrando gli effetti della speculazione sui cittadini condannati a perdere la propria casa.