D.W. Griffith

Regista, Sceneggiatore, Produttore
(1875 - 1948)
Biografia

Cenni biografici di D.W. Griffith


È considerato tra i fondatori non solo di Hollywood, ma dello stesso linguaggio cinematografico: David Wark Griffith, figlio di un colonnello dell'esercito sudista di origini irlandesi, era di certo dotato di una forte personalità, e con tenacia trasferì nel cinema primitivo americano una cultura acquisita attraverso gli studi alla Kentucky University.
Interessato alla letteratura e al teatro (si cimentò, con scarso successo, come attore e scrittore), lavorò anche come bracciante e operaio agricolo, prima di esordire nel mondo del cinema nel 1907, come interprete di Rescued from an Eagles's Nest per la regia di Edwin S. Porter, altro pioniere della Settima arte. Di lì a poco intraprese la carriera di soggettista e regista presso la storica Biograph Company, esordendo dietro la macchina da presa nel 1908 con il funambolico The Adventures of Dollie, per la quale firmerà oltre quattrocento titoli nel corso di cinque anni.

È attraverso questi numerosi lavori che Griffith definisce e consolida le regole del cinema narrativo, perfezionando alcuni espedienti sia di ripresa (come l'introduzione del primo piano e del piano americano), sia di montaggio (tra cui l'invenzione del montaggio alternato e di quello parallelo), che sono ancora alla base dell'odierno linguaggio cinematografico. Durante questo periodo, inoltre, il regista contribuisce a determinare le caratteristiche dei diversi generi cinematografici, ereditando il peplum dal cinema italiano (Judith of Bethulia, 1913), consolidando il western (The Battle at Elderborough Gush) e sviluppando le convenzioni del melodramma. Alcuni di questi titoli fanno ormai parte della storia del cinema: A Drunkard's Reformation, ispirato a un racconto di Edgar Allan Poe; The Lonely Villa, con Mary Pickford, antesignano del cinema noir, entrambi del 1909; i concitati The Lonedale Operator del 1911 e The Girl and Her Trust, del 1912, nei quali porta a perfezione la tecnica del montaggio alternato per generare suspense.

In seguito a dissidi con la Biograph, incapace di comprendere le innovazioni del regista, Griffith abbandonò nel 1913 la compagnia per fondare una propria casa di produzione, con la quale nel 1915 realizzò uno dei suoi più ambiziosi progetti, La nascita di una Nazione, kolossal dal costo spropositato per l'epoca (circa cinque volte di più di una normale produzione). Il film, dalla lunghezza di oltre due ore, è un'epopea della guerra civile americana, ispirata ai romanzi del reverendo Thomas Dixon, che segnò profondamente la storia del cinema. La nascita di una Nazione fu il più grande successo di pubblico della sua epoca, ma al tempo stesso, venne fortemente criticato per l'apologia del Ku Klux Klan contenuta nella seconda parte del film.

In risposta alle accuse di razzismo, Griffith firmò nel 1916 un'altra opera colossale, Intolerance, pamphlet politico e morale diviso, come si usava allora, in quattro episodi indipendenti e ambientati in diversi momenti storici (la caduta di Babilonia, la crocifissione di Gesù, la strage degli Ugonotti, e uno sciopero nell'America contemporanea), alternati dal celebre montaggio parallelo del regista. Ancora più fluviale nella durata rispetto al film precedente (questa volta tre ore e mezza) e animato da un fervore religioso e da uno spirito pacifista che poco si conciliavano con il clima interventista durante la Prima Guerra Mondiale, Intolerance non venne compreso dal pubblico dell'epoca e causò il fallimento della compagnia di Griffith.

Dopo aver lavorato per altre società nel tentativo di ripagare i debiti contratti, Nel 1919 il regista fondò, insieme a Douglas Fairbanks, Mary Pickford e Charlie Chaplin la casa di produzione indipendente United Artists. Nello stesso anno torna al successo con lo straziante melodramma Giglio infranto, incentrato su una sofferta storia d'amore tra una ragazza bianca di umili origini e un cinese emigrato, nel quale il regista si concentrò sulla sperimentazione della ripresa in doppia soggettiva. Griffith continuò dedicarsi al suo genere d'elezione dirigendo, tra gli altri, Agonia sui ghiacci nel 1920 e Dream Street e Le due orfanelle nel 1921; ma negli anni successivi la sua stella cominciò ad appannarsi.
Nel 1924 diresse America, un nuovo affresco dedicato alla storia degli Stati Uniti, questa volta incentrato sulla Guerra d'indipendenza americana, che però venne accolto tiepidamente da critica e pubblico. Poco successo incontrarono anche i seguenti Sally of the Sawdust, That Royle Girl e The Sorrows of Satan.

Alla fine degli anni Venti, l'ultima fase della carriera di David W. Griffith coincise con una serie di sonori fallimenti - The Drums of Love, The Battle of the Sexes e Lady of the Pavements -, opere poco innovative anche da un punto di vista registico. Sperimentò con curiosità anche il cinema sonoro dirigendo nel 1930 Il cavaliere della libertà, retorica biografia di Abramo Lincoln, impersonato dall'attore di teatro Walter Huston. L'anno seguente Griffith si ritirò dall'attività di regista, dopo l'insuccesso di The Struggle, dramma che affronta il demone dell'alcolismo, di cui anche l'autore soffriva personalmente.
Nel 1936 il regista ricevette però dall'Academy Award uno speciale Oscar alla carriera per le indiscusse innovazioni apportate alla Settima Arte.