Nel mondo di Toy Story anche i personaggi muti hanno finito per diventare iconici. Anzi, forse proprio quel silenzio li ha resi ancora più memorabili. Per questo motivo la novità legata a Bullseye ha colpito il fandom Pixar quasi quanto il primo "verso" di Wall-E o il celebre "verso l'infinito e oltre" di Buzz Lightyear.
Bullseye parlerà in Toy Story 5, ma soltanto in una versione molto particolare
Da quando comparve per la prima volta in Toy Story 2 nel 1999, Bullseye è riuscito a conquistare il pubblico senza pronunciare neppure una parola. Nitriti, espressioni esagerate, corse impazzite e quella fedeltà quasi commovente verso Jessie e Woody hanno trasformato il cavallo giocattolo in uno dei comprimari più amati dell'intera saga Pixar. E proprio per questo il fatto che stia finalmente per "parlare" suona quasi surreale.
Secondo quanto riportato da LADbible, il personaggio avrà infatti una voce in Toy Story 5 grazie a un alter ego malvagio interpretato da Alan Cumming. Una scelta decisamente bizzarra, soprattutto perché il vero Bullseye continuerà invece a restare muto per tutto il resto del film. Insomma, tecnicamente Bullseye parlerà. Ma soltanto attraverso una versione alternativa e apparentemente inquietante del personaggio. Una trovata che sembra uscita direttamente dal lato più strano e metanarrativo della Pixar contemporanea.
Cumming stesso ha raccontato che il team creativo ha provato moltissime voci differenti prima di trovare quella giusta. "Abbiamo fatto parecchi giri prima di scegliere quella definitiva", ha spiegato l'attore. "Il doppiaggio è praticamente lo stesso ovunque lo si faccia e a prescindere dalla portata del progetto. Mi piace molto perché ti costringe a concentrarti sulle sfumature e sul timbro della voce, sull'accento e persino sulla respirazione. Ovviamente, non è necessario truccarsi e indossare un costume, a volte si può fare anche dal letto! Quando vedrete il film capirete perché avevamo bisogno di esplorare possibilità molto diverse." Parole che fanno pensare a una scena parecchio fuori dagli schemi.
L'attore ha anche precisato di avere soltanto un cameo, smorzando subito eventuali aspettative gigantesche da parte dei fan. Però il fascino dell'operazione resta fortissimo, soprattutto per chi segue la saga da quasi trent'anni. Perché Bullseye appartiene a quella categoria rarissima di personaggi capaci di funzionare perfettamente senza dialoghi. Pixar gli aveva costruito addosso una comicità fisica quasi da cinema muto, fatta di reazioni istantanee e movimenti esagerati. Dargli improvvisamente una voce rischiava di rompere quell'equilibrio.
Toy Story 5 punta sul digitale, ma continua a giocare con la nostalgia
Dietro questa scelta curiosa si intravede anche la filosofia con cui Pixar sembra voler affrontare Toy Story 5: introdurre elementi nuovi senza distruggere completamente ciò che il pubblico associa emotivamente alla saga. Il film, infatti, ruoterà attorno all'ossessione di Bonnie per tablet e tecnologia digitale. Un cambiamento enorme per giocattoli nati in un'epoca fatta di camere da letto, fantasia e bambini che parlavano direttamente con loro invece che con uno schermo acceso. E in questo senso Bullseye diventa quasi simbolico.
Un personaggio antico, silenzioso, istintivo, catapultato dentro un mondo nuovo che rischia continuamente di lasciare i giocattoli indietro. La scelta di fargli avere una voce soltanto tramite un alter ego sembra quasi una presa in giro volutamente ironica della propria storia.
Nel frattempo il cast del film continua ad allargarsi in maniera impressionante. Accanto ai ritorni di Tom Hanks, Tim Allen e Joan Cusack, il quinto capitolo include anche nomi come Conan O'Brien, Keanu Reeves, Tony Hale e proprio Alan Cumming.
Quest'ultimo, del resto, possiede una voce immediatamente riconoscibile. Elegante, teatrale, ironica, perfetta per un personaggio ambiguo o sopra le righe. E infatti l'attore ha raccontato di amare moltissimo il lavoro di doppiaggio proprio perché permette di concentrarsi esclusivamente su respiro, inflessioni e timbro vocale. "Ti costringe a lavorare sulle sfumature della voce, persino sul modo in cui respiri", ha spiegato.
Toy Story, intanto, continua a fare qualcosa che pochissimi franchise riescono davvero a mantenere nel tempo: crescere insieme al proprio pubblico senza smettere di sembrare un film per bambini. E forse il fatto che Bullseye abbia aspettato ventisette anni prima di parlare rende questo momento ancora più curioso. Alcuni personaggi diventano iconici grazie alle battute memorabili. Lui, invece, era riuscito a farlo restando zitto.