Buzz Lightyear non interpreta il ruolo del coraggioso difensore della galassia: lo vive con assoluta convinzione. Credeva di essere impegnato in una missione interplanetaria, parlava di Star Command e del malvagio Imperatore Zurg come fossero reali e guardava con sufficienza gli altri giocattoli. Eppure, ogni volta che compariva un essere umano, Buzz si immobilizzava come tutti gli altri. Perché? Ora Toy Story 5 lo spiega.
La reazione dei nuovi Buzz conferma ciò che i fan sospettavano da sempre
Un dettaglio apparentemente insignificante che negli anni ha generato infinite discussioni tra gli appassionati della saga Pixar. Adesso, con l'arrivo di Toy Story 5, è arrivata anche una risposta ufficiale.
Senza anticipare con eventuali spoiler, nel nuovo capitolo compare un gruppo di Buzz Lightyear di ultima generazione che si ritrova ad interfacciarsi inevitabilmente con un essere umano. A questo punto tutti i personaggi si bloccano all'istante, assumendo la classica posa da giocattolo inanimato.
La scena diventa particolarmente interessante subito dopo. Quando l'uomo si allontana e i Buzz tornano a muoversi, uno di loro si domanda apertamente perché si siano immobilizzati in quel modo. Un altro risponde semplicemente che è necessario evitare gli esseri umani per non ritrovarsi a farlo di nuovo.
È una battuta breve, quasi nascosta all'interno del film, ma sufficiente a confermare quella che per anni è stata la teoria più condivisa dai fan: i giocattoli non scelgono consapevolmente di congelarsi. È un comportamento istintivo, una sorta di riflesso naturale che scatta automaticamente in presenza degli esseri umani.
Il marchio di fabbrica di Toy Story
Questo spiega finalmente anche il comportamento del Buzz del primo Toy Story. Nonostante fosse convinto di essere un vero ranger spaziale, il suo istinto da giocattolo continuava comunque ad avere il sopravvento.
Tutti i fan di Toy Story conoscono il concetto dei giocattoli che tornano di corsa al loro posto e si immobilizzano prima che Andy rientri nella sua stanza. È logico che Woody, Hamm, Rex, Slinky, Mr. Potato Head e gli altri si comportino così, perché sanno di essere giocattoli. Ma Buzz no, la sua caratteristica anzi è sempre stata quella di essere convinto di essere qualcosa di più.
La rivelazione non cambia certo la storia della saga, ma chiude uno dei piccoli misteri che accompagnavano il franchise fin dal 1995. E lo fa nel modo più Pixar possibile: con una scena rapida, ironica e perfettamente integrata nella narrazione, senza trasformare una curiosità da fan in un momento artificiale o forzato.