Fin da quel primo Iron Man di ben 18 anni fa, la Marvel ci ha abituati a una cosa: mai e poi mai abbandonare la sala prima che l'ultimo nome scompaia dal grande schermo. Nel tempo le scene post credit hanno acquistato sempre più importanza e creato aspettative altissime. E Spider-Man: Brand New Day non poteva certo rompere l'incantesimo, anche se stavolta dobbiamo accontentarci di un'unica scena dopo tutti i titoli di coda.
Il film di Destin Daniel Cretton sull'Uomo Ragno, infatti, sacrifica la scena mid-credit - quella che solitamente compare subito dopo i nomi di regista e attori principali - per lasciarne una unica alla fine di tutto. Bisogna quindi attendere davvero fino all'ultimo secondo ed essere dei veri appassionati per godersi quei pochi attimi che possono o meno svelare il futuro del protagonista o del MCU. In questo caso, cosa ci dice?
Attenzione, da qui in poi ci sono spoiler su Spider-Man: Brand New Day !
Spider-Man: Brand New Day, il passaggio all'età adulta è traumatico
Quello che vediamo in Spider-Man: Brand New Day è un Peter Parker in conflitto con se stesso, in una fase di stallo e transizione allo stesso tempo. Ha perso tutte le persone che amava, in un modo o nell'altro, ed è solo a fare i conti con il lutto e con una vita tutta lavoro e niente svago. E, parafrasando Jack Torrance in Shining, "solo lavoro e niente svago rendono Spidy un ragazzo noioso". O meglio, triste. O meglio ancora, in burnout.
Il nuovo capitolo con Tom Holland riscopre così la dimensione urbana dell'eroe, riportandolo tra i grattacieli di New York e avvicinandolo nuovamente al pubblico, sia emotivamente che narrativamente. Ma con l'arrivo dei titoli di coda, l'equilibrio costruito fino a quel momento si spezza improvvisamente.
Marvel e Sony affidano infatti agli ultimi secondi del film un indizio che ribalta completamente la situazione. Dove si trova Spider-Man? E perché nessuno riesce più a rintracciarlo?
Cosa ci dice la scena post credit
La sequenza mostra lo Spider-Tracker inventato da Ned Leeds per localizzare Spider-Man ovunque si trovi. Il dispositivo lo abbiamo visto nel film, introdotto con entusiasmo dall'amico di Peter Parker - ora laureato al MIT insieme a MJ - e utilizzato anche da Punisher per tenere il passo del suo nuovo compare. Ma nella scena post credit l'amichevole Spider-Man di quartiere...non è più nel suo quartiere. Né a New York e nemmeno sulla Terra.
Il localizzatore lo individua al di fuori dei confini terrestri: potrebbe essere nello spazio aperto o in un altro pianeta. O magari in un altro spazio-tempo. Le ipotesi sono tante, anche perché il segnale arriva da una zona lontanissima e presenta anomalie sufficienti a rendere impossibile una lettura certa.
Vista l'ormai totale apertura al Multiverso, nulla ci dice che Peter non possa trovarsi in un'altra dimensione. In questo caso Spider-Man non avrebbe effettivamente lasciato la Terra, ma è pur vero che lo Spider-Tracker non specifica di che tipo di distanza si tratta. E anche la frase che conclude la sequenza aumenta la curiosità: "Spider-Man will return". Sì ma dove? E quando?
Quale futuro per Spidy nel MCU?
L'ipotesi più immediata porta ad Avengers: Doomsday. La nuova avventura corale dovrebbe ampliare il conflitto tra realtà differenti, con Doctor Doom destinato a diventare una figura centrale nella parte conclusiva della Saga del Multiverso.
La posizione irregolare rilevata dal Tracker potrebbe quindi dipendere da un'incursione, da una frattura tra dimensioni o da uno spostamento provocato da eventi fuori dal controllo di Peter. Così, subito dopo aver ricostruito a fatica la propria quotidianità, si ritroverebbe in una battaglia cosmica di dimensioni enormi. Non esiste tuttavia una conferma che Tom Holland compaia in Doomsday.
Potrebbe trattarsi, invece, della preparazione ad Avengers: Secret Wars e diventa più forte l'ipotesi Battleworld. Nei fumetti, Battleworld nasce dall'unione di territori appartenenti a universi diversi, sopravvissuti al collasso del Multiverso. Un luogo del genere potrebbe spiegare perché lo Spider-Tracker non riesca più ad associare Peter alla Terra.
Il legame tra Spider-Man e Secret Wars ha inoltre radici importanti nella storia Marvel. Proprio durante la saga originale l'eroe ottenne il costume nero, destinato in seguito a rivelarsi il simbionte legato a Venom. Non è detto che il cinema riproponga quella trama, ma il richiamo sarebbe difficile da ignorare.
Insomma, l'ambiguità della scena post credit è voluta e il motivo è chiaro: tenere aperte più possibilità per il futuro - immediato e non - di Spider-Man. Per ora sappiamo solo che tornerà, e tanto ci basta.