The Odyssey, il regista di Fallout Jonathan Nolan: "Non so se posso dirlo ma è incredibile"

The Odyssey, il nuovo progetto di Christopher Nolan, incassa il primo plauso autorevole: quello del fratello Jonathan, storico collaboratore, che parla di un'opera ambiziosa, spettacolare e fuori scala.

Una scena di The Odyssey

Arriva la prima reazione entusiasta per The Odyssey di Christopher Nolan. A firmarla è Jonathan Nolan, che definisce il film "un risultato incredibile". Un kolossal girato interamente in IMAX che punta a colmare un vuoto nel cinema contemporaneo.

La benedizione di Jonathan Nolan e il ritorno dei fratelli al mito

La prima reazione ufficiale a Odissea arriva da una fonte privilegiata. Jonathan Nolan, regista nonché co-creatore di Westworld ed executive producer di Fallout, ha raccontato a CinemaBlend di aver già visto il film del fratello e di esserne rimasto colpito. "Non sto lavorando a The Odyssey. L'ho soltanto vista. È grandiosa. È un risultato incredibile", ha detto, aggiungendo di aver discusso a lungo con Christopher della direzione intrapresa: "È un film spettacolare... forse non dovrei dirlo, ma sì, è straordinario".

The Odyssey Nave
The Odyssey: una scena del film

Parole che pesano, anche perché la storia dei Nolan è intrecciata fin dagli inizi. Il debutto di Christopher Nolan con Memento nasce da un racconto breve scritto proprio da Jonathan; da lì, i due hanno co-firmato titoli cardine come The Prestige, The Dark Knight, The Dark Knight Rises e Interstellar. Un sodalizio che ha sempre combinato ambizione concettuale e rigore narrativo, e che torna a riflettersi - anche senza una collaborazione diretta - in questa nuova impresa.

The Odyssey si presenta come una rilettura monumentale dell'epica omerica, con Matt Damon nel ruolo di Ulisse e Tom Holland nei panni di Telemaco. Il cast corale include Anne Hathaway, Zendaya, Lupita Nyong'o, Robert Pattinson, Charlize Theron e Jon Bernthal, a indicare una scala produttiva che guarda al mito con occhi contemporanei. La scelta di Damon segna una nuova reunion con Nolan dopo Interstellar e Oppenheimer, rafforzando un rapporto artistico già rodato.

Il plauso di Jonathan non è soltanto fraterno: è la conferma che l'operazione mira a qualcosa che va oltre il semplice adattamento. L'obiettivo è restituire al mito un peso specifico, una gravità cinematografica capace di parlare al presente senza alleggerire la materia originaria.

Un film al 100% IMAX per colmare un vuoto nel cinema moderno

La portata tecnica del progetto è parte integrante del suo senso. The Odyssey è il primo film hollywoodiano a essere girato interamente con cineprese IMAX, una sfida che Matt Damon ha raccontato con dovizia di particolari nel podcast New Heights. "Le camere IMAX sono rumorosissime, come avere un frullatore in faccia", ha spiegato. "Non esistono scene di dialogo girate così. Hanno costruito una struttura enorme attorno alla camera e un sistema di specchi per mantenere la linea degli sguardi. Christopher voleva fare tutto in IMAX e ci è riuscito".

The Odyssey Matt Damon
The Odyssey: Matt Damon nei panni di Ulisse

Non è un virtuosismo fine a se stesso. Nolan ha chiarito a Empire perché ha scelto Omero dopo l'Oscar di Oppenheimer: "Come regista cerchi i vuoti nella cultura cinematografica, cose che non sono state fatte. Il grande cinema mitologico con il peso e la credibilità di un budget A e dell'IMAX semplicemente non esiste più". Un'affermazione che spiega l'ambizione del progetto: non modernizzare il mito, ma restituirgli solennità.

The Odyssey, uno studioso di Harvard chiede: "Christopher Nolan spingerà Matt Damon anche all'infanticidio?" The Odyssey, uno studioso di Harvard chiede: 'Christopher Nolan spingerà Matt Damon anche all'infanticidio?'

In questo senso, The Odyssey punta a riattivare una tradizione che va dai film di Ray Harryhausen alle epopee classiche, ma con strumenti e linguaggi del presente. L'IMAX non è solo formato, è dichiarazione d'intenti: la nuova telecamera 70mm IMAX realizzata appositamente per il film, si chiama Keighley. Presentata a fine 2025, questa macchina da presa è più piccola e silenziosa, progettata per catturare scene intime con un suono utilizzabile senza necessità di post-produzione, segnando un'evoluzione significativa nella tecnologia cinematografica. Il nome si ricollega a David Keighley, ex chief quality officer di IMAX, e a sua moglie Patricia, a cui Nolan era particolarmente legato. La capacità di questa telecamere di catturare immagini di qualità superiore e più silenziosa rispetto ai modelli precedenti ridefinisce così lo spazio del mito, dandogli un ruolo fisico, immersivo, totalizzante. Un'esperienza che chiede allo spettatore di attraversare il viaggio insieme a Ulisse, non di osservarlo a distanza.

Con l'uscita fissata al 17 luglio per Universal, il film si prepara a diventare uno degli eventi cinematografici più attesi. Le prime parole di Jonathan Nolan tracciano una promessa chiara: The Odyssey non vuole essere un'illustrazione colta, ma un gesto industriale e artistico insieme. Un tentativo di riportare l'epica al centro del grande schermo, con il peso, il rischio e l'ambizione che una storia così antica - e così moderna - richiede.