Il futuro di She-Hulk è ancora da definire e Tatiana Maslany ha deciso di definirlo a modo suo. In un'intervista, l'attrice ha chiarito che non basta un assegno di Kevin Feige per riportarla in tribunale: serve una sceneggiatura che abbia il coraggio di parlare del mondo di oggi, senza filtri e con quella lingua tagliente che ha diviso i fan nel 2022.
Tra licenziamenti smentiti e il silenzio dei prossimi Avengers
Il debutto di She-Hulk: Attorney at Law non è stato semplice, tra CGI zoppicante e un fandom che ha risposto col cannone del review bombing. Eppure, Tatiana Maslany non sembra aver perso la voglia di rompere la quarta parete.
Parlando con ScreenRant, l'attrice ha messo i puntini sulle i: Jennifer Walters tornerà solo se ci sarà un motivo valido, e quel motivo deve essere l'attualità. "Dovrebbe riguardare il mondo di oggi, perché il vero potere di She-Hulk è guardare cosa succede e puntare il dito", ha spiegato, lasciando intendere che una versione "annacquata" del personaggio non le interessa minimamente.
Per la Maslany, il timone deve restare nelle mani di Jessica Gao, l'unica capace di gestire quel tono meta-narrativo che ha reso lo show un unicum (nel bene e nel male) all'interno del Marvel Cinematic Universe.
Il rapporto tra la Maslany e i piani alti della Disney è stato spesso al centro di chiacchiere da corridoio piuttosto tossiche. Solo pochi mesi fa circolavano voci di un suo presunto licenziamento, indiscrezioni che l'attrice ha rispedito al mittente definendole, senza troppi giri di parole, "disgustose".
La realtà è più complessa: al momento il suo nome non compare né in Avengers: Doomsday né nel monumentale Secret Wars del 2027. Jennifer Walters è finita in un limbo, mentre la sua interprete si tiene impegnata con progetti di peso come Star Trek: Starfleet Academy e il doppiaggio nella serie cult Invincible. Non è una questione di mancanza di lavoro, insomma, ma di coerenza verso un personaggio che, prima di Deadpool, aveva già capito come parlare direttamente allo spettatore stanco dei soliti cliché eroistici.
L'ombra di Bruce Banner e la scommessa sul futuro
Nonostante le tre apparizioni di Mark Ruffalo nella prima stagione non siano bastate a placare i puristi, l'eredità di She-Hulk resta un nervo scoperto per i Marvel Studios. La Maslany punta tutto sul contenuto "rilevante", un termine che a Hollywood spesso suona come un allarme, ma che per questo personaggio è ossigeno puro.
La sfida è tutta qui: i vertici della Marvel avranno il coraggio di rilanciare un'eroina che usa l'ironia come un'arma legale, o preferiranno lasciarla nel dimenticatoio per evitare nuove polemiche?
Se la condizione dell'attrice verrà accolta, potremmo vedere una She-Hulk ancora più aggressiva nel commentare le assurdità del nostro tempo. Altrimenti, quel tailleur verde rimarrà nell'armadio ancora per un bel pezzo, lasciando ai fan solo il ricordo di una serie che, nel bene o nel male, non ha mai avuto paura di essere fastidiosa.