Tra sangue, creature mostruose, tensione e qualche momento di ironia, il reboot di Resident Evil viene descritto come un horror spettacolare e, secondo alcuni critici, come una delle migliori trasposizioni cinematografiche mai realizzate partendo da un videogioco.
Le prime reazioni: "Un vero horror blockbuster"
Cregger, reduce da Barbarian e Weapons, si è trovato per la prima volta alle prese con un franchise già esistente. Il risultato, almeno stando alle prime impressioni, non sembra però un film costruito per rispettare semplicemente un marchio. Al contrario, il regista avrebbe trovato il modo di portare il proprio gusto per l'horror dentro un progetto decisamente più grande.
Dopo le prime proiezioni, sui social hanno iniziato a comparire i commenti dei giornalisti presenti. Tra i loro commenti c'è anche chi descrive uno degli aspetti che tornano più spesso nelle prime reazioni: la sensazione che Cregger abbia aumentato le dimensioni dello spettacolo senza rinunciare alla paura. Per Moreno, il regista è riuscito a rendere Resident Evil più grande e più spaventoso, ma anche particolarmente divertente.
Altri critici si concentrano invece sul rapporto con i videogiochi. Secondo loro, il film riesce a riprodurre quella tensione continua che caratterizza la saga videoludica e rappresenterebbe "la versione più fedele realizzata finora".
Non mancano nemmeno i salti sulla poltrona. Qualcuno racconta di essere stato sorpreso almeno tre volte e nota che uno spettatore seduto davanti a lui si sarebbe praticamente nascosto dietro la propria giacca per buona parte della proiezione.
Gore e mostri: il lato più estremo del reboot
Il nuovo Resident Evil sembra puntare parecchio anche sull'aspetto più fisico e sanguinolento dell'horror. Una recenzione ha parlato di un film che parte immediatamente senza concedere troppo respiro e ha particolarmente apprezzato le sequenze d'azione, definite "gloriosamente splatter", oltre alle creature dall'aspetto decisamente inquietante.
Il riferimento scelto è La Cosa: alcune delle creature presenti nel film avrebbero infatti un design capace di evocare il body horror del classico di John Carpenter. Anche l'equilibrio tra paura e comicità è stato accolto favorevolmente. Un critico ha descritto il film come intenso e terrificante, ma attraversato da momenti umoristici che alleggeriscono la tensione senza cancellarla.
Al centro di tutto c'è Austin Abrams, che torna a lavorare con Cregger dopo Weapons. L'attore interpreta Bryan, un corriere medico che si ritrova coinvolto nell'epidemia zombie mentre sta cercando di consegnare un carico al Raccoon City General Hospital.
Il personaggio non è un eroe già preparato ad affrontare l'apocalisse. È, piuttosto, una persona normale precipitata in una situazione completamente fuori controllo. Una caratteristica che, secondo le prime reazioni, rende Abrams particolarmente efficace come protagonista.
Prima del reboot di Cregger, Resident Evil aveva già avuto una lunga vita al cinema. La prima serie è iniziata nel 2002 con il film interpretato da Milla Jovovich e Michelle Rodriguez ed è proseguita con Apocalypse, Extinction, Afterlife, Retribution e The Final Chapter.
Nel 2021 Johannes Roberts ha tentato una nuova ripartenza con Resident Evil: Welcome to Raccoon City, tornando maggiormente alle atmosfere e ai personaggi dei videogiochi.
I film precedenti hanno incassato complessivamente più di 1,2 miliardi di dollari nel mondo. Ora Sony affida la saga a Cregger, che sembra voler seguire una strada diversa: non riproporre semplicemente ciò che i fan già conoscono, ma costruire una nuova storia utilizzando l'universo di Resident Evil come punto di partenza. Il film arriverà nelle sale il 17 settembre 2026.