Digger è un disastro al box office: il peggior flop nella carriera di Tom Cruise?

Il nuovo film di Tom Cruise e Alejandro González Iñárritu debutta molto al di sotto delle aspettative e rischia di diventare uno dei maggiori flop dell'anno, con un incasso che non supera nemmeno i dieci milioni di dollari.

Una scena di Digger

Doveva essere uno degli appuntamenti più importanti dell'autunno cinematografico e si è trasformato in uno dei peggiori debutti dell'anno. Digger, la nuova satira diretta da Alejandro González Iñárritu e interpretata da Tom Cruise, ha raccolto appena 8 milioni di dollari nel weekend d'esordio americano, una cifra che potrebbe scendere a circa 7,5 milioni con i dati definitivi.

Digger, il film da 180 milioni che debutta al quinto posto

Il risultato di Digger è particolarmente pesante considerando le dimensioni del progetto. Il film è costato tra i 160 e i 180 milioni di dollari, dopo che il budget iniziale da 125 milioni è aumentato durante una produzione più lunga del previsto. A questo si aggiungono circa 100 milioni spesi da Warner Bros. per il marketing internazionale, rischiando così di essere non solo uno dei più grandi flop dell'anno, ma potenzialmente di tutti i tempi.

Rev 1 Judy R1 V60M 260717 Dcdm G1055 Stills 0805 005 Rec709 Gamma 2 4 202608060105148 High Res Jpeg
Digger: una scena del film

La storia segue un potente magnate del petrolio, interpretato da Cruise, alle prese con una catastrofe ambientale di proporzioni enormi. Una commedia nera e satirica, vietata ai minori di 17 anni negli Stati Uniti, che ha però incontrato una forte resistenza da parte della critica e del pubblico.

Digger ha aperto in 3.321 sale nordamericane, fermandosi al quinto posto. Davanti a lui non ci sono soltanto Verity e alcuni titoli già presenti sul mercato, ma anche Resident Evil e Heart of the Beast. "Per una commedia, questi numeri non sono male. Ma le commedie sono film piccoli, e questo non è un film piccolo. È un film di Tom Cruise", ha osservato l'analista David A. Gross.

Secondo le stime riportate da Variety, un film con un investimento di questa portata avrebbe avuto bisogno di un debutto vicino ai 40 milioni di dollari soltanto per cominciare a giustificare il costo. Warner Bros., inoltre, avrebbe bisogno di circa 300 milioni globali per raggiungere il pareggio, secondo una stima fornita dallo studio, mentre altre valutazioni indicano una soglia ancora più alta. Il debutto internazionale non ha compensato il disastro americano: Digger ha aggiunto appena 12 milioni di dollari da 73 mercati, arrivando a 20 milioni complessivi nel mondo.

Verity batte Tom Cruise

La sorpresa del weekend arriva invece da Verity. Il thriller diretto da Michael Showalter, tratto dal romanzo di Colleen Hoover, ha incassato 32,6 milioni di dollari in 3.510 cinema americani, ai quali si aggiungono altri 30 milioni dai mercati internazionali. Il totale mondiale è quindi già arrivato a 62,5 milioni di dollari a fronte di un budget produttivo di circa 40 milioni. Un risultato particolarmente significativo considerando l'accoglienza tutt'altro che entusiasta: il film ha ottenuto un voto C+ su CinemaScore e appena il 34% su Rotten Tomatoes.

Rev 1 2Dic 12 32 Seoju Fin3 High Res Jpeg
Tom Cruise in una scena di Digger

Il pubblico che ha scelto Verity è stato soprattutto femminile: il 78% degli spettatori del weekend erano donne e la fascia più rappresentata, con il 38%, è quella compresa tra i 25 e i 34 anni.

Per Anne Hathaway si tratta inoltre del terzo debutto al primo posto del 2026, dopo The Devil Wears Prada 2 e The Odyssey. Il film rappresenta il secondo miglior esordio tra gli adattamenti cinematografici delle opere di Hoover, dietro ai 50 milioni ottenuti nel 2024 da It Ends With Us.

Nonostante il flop di Digger, il quadro complessivo del mercato cinematografico americano resta positivo. Il box office domestico ha raggiunto 7,95 miliardi di dollari dall'inizio dell'anno, il 19% in più rispetto allo stesso momento del 2025.

Digger, recensione: Tom Cruise in un film folle, imperfetto, incasinato... ma affascinante

Mancano ormai circa 50 milioni al traguardo degli 8 miliardi, una soglia che lo scorso anno il mercato non aveva raggiunto prima di dicembre. "Settembre ha certamente fatto la sua parte", ha commentato Paul Dergarabedian di Rentrak, citando proprio titoli come Resident Evil e Primetime. Secondo l'analista, i risultati del mese confermano la capacità del mercato cinematografico del 2026 di mantenere una certa solidità anche in un periodo tradizionalmente considerato di transizione.

Aggiungici come fonte preferita su Google