Odissea senza anteprime per gli influencer: così Universal ha capito una cosa importante su pubblico e social

Il nuovo film di Christopher Nolan cancella le proiezioni per gli influencer: una mossa della Universal che svela la crisi di credibilità delle recensioni social?

Un fotogramma dall'ultimo trailer di Odissea

Odissea, l'atteso nuovo film di Christopher Nolan, in uscita il 17 luglio, non avrà anteprime per gli influencer. Una svolta strategica quella di Universal che risponde anzitutto al crescente scetticismo del pubblico verso le recensioni social, ridando centralità alla critica cinematografica tradizionale.

Una presa di posizione netta, quella di Universal, che rompe quella che fino a oggi è stata la prassi per qualunque film che avesse delle ambizioni al botteghino. Ovvero organizzare proiezioni anticipate per blogger e influencer, lasciandoli poi liberi di inondare i social di mini-recensioni (tutte entusiastiche, ci avrete fatto caso) ancor prima dell'uscita ufficiale.

Odissea di Nolan, però, ha abbastanza forza già in partenza per invertire la rotta. Come riportato da The Hollywood Reporter, dopo l'anteprima mondiale del 6 luglio a Londra, il film verrà mostrato esclusivamente alla stampa specializzata.

The Odyssey Matt Damon
The Odyssey: Matt Damon coi suoi uomini

Se da una parte è sicuramente una dimostrazione di forza dello studio, dall'altra è una dichiarazione di fiducia totale verso l'opera di Christopher Nolan, che ha dalla sua una storia universalmente nota, un regista Premio Oscar e un cast che più stellare non si può.

Per queste stesse ragioni, se la strategia dovesse funzionare (e per questo bisognerà aspettare i risultati del box office), non è detto che verrebbe adottata da altre major (non tutti sono Nolan) ma rappresenterebbe certamente un precedente da non poter ignorare.

La fine del passaparola pilotato? Il caso Supergirl

C'è però anche un'altra ragione se Universal ha preso questa decisione rispetto a Odissea, e ha a che vedere proprio con voi che leggete: il pubblico è diventato molto più scaltro e consapevole riguardo al rapporto tra i dipartimenti marketing delle distribuzioni e gli influencer.

Gli spettatori sanno bene che, al pari di creme spacciate per elisir di giovinezza e intimo che fa perdere 10 chili in un colpo solo, anche alcune recensioni particolarmente benevole spesso finiscono per essere poi poco attendibili. (Senza considerare quello che resta un enorme problema, guardando strettamente al lavoro di chi ha il compito di divulgare: i social media influencer hanno gli strumenti necessari per poter valutare un'opera audiovisiva?)

Negli ultimi mesi si sono verificati due episodi che hanno minato la credibilità di questo sistema. La prima gogna è toccata a Disney per un video virale in cui Pedro Pascal (star di The Mandalorian e Grogu) faceva una sorpresa ai fan a Disneyland, che si è poi rivelato un evento orchestrato con la presenza esclusiva di influencer, spacciati per turisti ignari.

Supergirl
Milly Alcock nel teaser trailer di Supergirl

Più recente è il caso di Supergirl (qui la nostra recensione del film con Milly Alcock). A fronte di social invasi dalle prime recensioni, dopo l'anteprima "passaparola", che lo definivano "il miglior blockbuster dell'estate", le colonne della critica ufficiale non sono state altrettanto generose. Il film, che continua a dividere i giudizi, ha registrato un misero 59% su Rotten Tomatoes, generando una forte ondata di scetticismo nel pubblico.

La stessa Universal era incappata in un caso analogo con Disclosure Day: il commento di un influencer diventato virale - "Il miglior film di Spielberg degli ultimi 20 anni" - era stato addirittura citato in articoli critici e usato per ribaltare la stessa tesi che esponeva.

È evidente che, negli ultimi due casi citati, siamo comunque di fronte a film fortemente divisivi, di conseguenza non si possono prendere a pretesto per decretare la perdita di centralità degli influencer nel processo di marketing.

Risulta altrettanto chiaro, però, che, qualora la strategia "Odissea" dovesse dar ragione a Universal, gli studi cinematografici che dovessero decidere in futuro di affidarsi ancora alle anteprime per influencer, potrebbero essere guardati con sospetto dagli spettatori.