Con Odissea, Christopher Nolan non ha semplicemente firmato il miglior esordio al botteghino della sua carriera: ha consolidato una posizione ormai unica nell'industria cinematografica. In un momento in cui pochi registi riescono ancora a convincere il pubblico a correre in sala soltanto grazie al proprio nome, Nolan continua a rappresentare un'eccezione.
Un successo che rafforza il peso di Nolan a Hollywood
L'apertura da quasi 265 milioni di dollari nel primo weekend mondiale conferma quanto il regista britannico sia diventato un marchio capace di attirare spettatori in ogni mercato. Secondo le prime stime, il film potrebbe ora puntare al traguardo del miliardo di dollari, mentre negli Stati Uniti è già considerato uno dei principali contendenti nella prossima corsa agli Oscar.
Negli ultimi vent'anni Nolan si è imposto come uno dei rarissimi autori in grado di coniugare ambizione artistica e grandi incassi. Un club ristrettissimo che comprende nomi come Quentin Tarantino, James Cameron, Greta Gerwig e Ryan Coogler. Secondo Jason E. Squire, professore emerito della USC School of Cinematic Arts, il successo di The Odyssey va ben oltre il semplice risultato economico. "L'Odissea ha riportato il pubblico a un'esperienza cinematografica che era stata ostacolata dalla pandemia. Si tratta di una straordinaria vittoria creativa e commerciale per Nolan e la Universal Pictures."
Per molti osservatori il film rappresenta infatti un'ulteriore dimostrazione che il pubblico continua a rispondere quando gli viene proposto un grande evento cinematografico pensato espressamente per il grande schermo.
Dietro questo successo c'è anche il lavoro di Donna Langley, presidente di NBCUniversal Entertainment & Studios. È stata lei, nel 2021, a convincere Nolan a lasciare Warner Bros. dopo una collaborazione durata quasi vent'anni.
La rottura nacque durante la pandemia, quando Warner Bros. decise di distribuire contemporaneamente in streaming su HBO Max e nelle sale tutti i principali film del proprio listino. Una scelta che il regista criticò apertamente e che compromise definitivamente il rapporto con lo studio.
Universal colse l'occasione offrendo a Nolan condizioni molto diverse per Oppenheimer: una lunga finestra di esclusiva nelle sale, un investimento pubblicitario pari al budget del film e un accordo particolarmente favorevole sugli incassi.
Una strategia che si è rivelata vincente. Oppenheimer è diventato un fenomeno mondiale, conquistando il premio Oscar come Miglior film e trasformandosi in uno dei maggiori successi commerciali della carriera del regista.
Un rapporto costruito sulla fiducia
Secondo diverse fonti dell'industria, anche per Odissea Nolan avrebbe mantenuto un accordo che gli garantisce una quota degli incassi fin dal primo giorno di programmazione, senza attendere il raggiungimento del pareggio dei costi di produzione.
Non si tratterebbe di un'intesa identica a quella di Oppenheimer, ma di un contratto che continua a riflettere il rapporto di fiducia costruito tra il regista e Universal.
Warner Bros., nel frattempo, ha provato a ricucire i rapporti. Dopo l'acquisizione da parte di Discovery, i nuovi vertici Mike De Luca e Pamela Abdy avevano espresso pubblicamente il desiderio di riportare Nolan nello studio che aveva ospitato nove dei suoi tredici film.
Secondo quanto riportato da Variety, Warner arrivò perfino a versare al regista un assegno da sette cifre per compensare alcuni compensi legati a Tenet. Un gesto distensivo che, però, non è bastato.
Dopo il trionfo di Oppenheimer, Christopher Nolan ed Emma Thomas non hanno nemmeno aperto una trattativa con altri studios per il progetto successivo.
Secondo indiscrezioni, Donna Langley si sarebbe recata personalmente nella casa della coppia a Hollywood Hills per leggere la sceneggiatura di The Odyssey. Terminato l'incontro, la lavorazione del film sarebbe entrata immediatamente nella fase operativa.
Oggi il regista è probabilmente il cineasta più influente dell'industria hollywoodiana. Può scegliere praticamente qualsiasi studio per realizzare il proprio prossimo progetto, ma i risultati ottenuti negli ultimi anni suggeriscono che Universal sia diventata la sua nuova casa creativa. E dopo il debutto record di The Odyssey, sembrano esserci ben pochi motivi per cambiare rotta.