Odissea divide gli accademici: "Anche se accende l'interesse per l'originale, non è Omero, è Nolan"

L'adattamento di Christopher Nolan continua a far discutere anche nel mondo accademico. Tra classicisti, archeologi e storici prevale l'interesse per le scelte del regista, considerate una nuova interpretazione del poema piuttosto che una ricostruzione filologica.

Una scena di Odissea

Se il pubblico sta affollando le sale e i social continuano a discutere del film, anche il mondo accademico ha iniziato ad analizzare Odissea. Dopo la prima proiezione del nuovo kolossal di Christopher Nolan, un gruppo composto da classicisti, storici, archeologi, editori e studiosi di Omero si è riunito per fare ciò che accade da quasi tremila anni: confrontarsi sull'opera.

Gli studiosi promuovono il film, ma con riserva

Tra loro c'era anche Joel P. Christensen, curatore di The Oxford Critical Guide to Homer's Odyssey, che racconta come la discussione sia stata intensa e tutt'altro che scontata. "Abbiamo avuto un dibattito davvero molto acceso", racconta Christensen. "Con noi c'erano studiosi di Omero ormai in pensione, professori, storici, editor e diversi intellettuali. E poi c'era mia moglie, che fa la dentista, quindi era un po' l'elemento fuori dal coro."

Odissea
Locandina di Odissea

Il confronto ha toccato numerosi aspetti dell'adattamento, dalla scelta di rendere Polifemo praticamente privo di dialoghi fino al modo in cui Nolan affronta il tema del linguaggio. Eppure, nonostante le inevitabili differenze di vedute, Christensen è rimasto sorpreso dalla reazione generale. "Mi ha colpito quanti accademici abbiano apprezzato il film. Mia moglie ha dovuto persino frenarmi in alcuni momenti. Tutti sanno che sono probabilmente lo spettatore peggiore possibile per un adattamento dell'Odissea."

Poi aggiunge quella che, per molti studiosi, rappresenta la chiave di lettura dell'intero progetto. "Continuo a ripetermi che questa non è l'Odissea di Omero. È l'Odissea di Nolan. E va giudicata secondo parametri diversi."

Negli ultimi mesi gran parte della discussione sui social si è concentrata sulle accuse di "woke", rivolte soprattutto ad alcune scelte di casting, come quelle di Lupita Nyong'o ed Elliot Page, oppure su dettagli relativi ai costumi e alla ricostruzione dell'età micenea.

Secondo Christensen, però, questi temi sono rimasti sostanzialmente fuori dal dibattito accademico. "Mi disturba che gran parte della conversazione si sia concentrata sul fatto che il film fosse o meno woke. Personalmente lo considero un'opera piuttosto conservatrice. I ruoli femminili restano molto limitati e il casting interrazziale riguarda soprattutto donne di colore sposate con uomini bianchi. Non mi sembra una scelta particolarmente progressista."

Ogni epoca costruisce la propria Odissea

Per archeologi e storici la questione dell'accuratezza storica passa quasi in secondo piano. Come ricordano gli studiosi, anche il poema attribuito a Omero contiene numerosi anacronismi e stratificazioni storiche. "Nessuno ci ha fatto troppo caso", racconta Christensen ridendo. "Nemmeno il nostro archeologo. L'Odissea è piena di anacronismi. La poesia omerica è composta da livelli storici differenti. Ciò che conta è che la rappresentazione funzioni come veicolo dell'immaginario del pubblico verso il passato."

The Odyssey Nave
Odissea: le navi di Ulisse in viaggio

Un punto condiviso anche dal critico cinematografico Alonso Duralde, che ricorda come l'antichità fosse molto più multiculturale di quanto spesso venga rappresentato dal cinema. "Sono personaggi di finzione. Probabilmente Elena di Troia non è mai esistita davvero e, anche se fosse esistita, il mondo antico era molto più mescolato di quanto ci abbiano fatto credere i peplum degli anni Cinquanta e Sessanta. C'erano persone provenienti dall'Africa, dall'Asia e dall'Europa. Avevano le navi, dopotutto."

Per gli studiosi il punto fondamentale è che non esiste una versione definitiva dell'Odissea. Il poema nasce infatti dalla tradizione orale ed è stato reinterpretato per secoli attraverso traduzioni, adattamenti e riscritture.

Richard P. Martin, professore di Letteratura Greca e Latina alla Stanford University, sottolinea proprio questo aspetto. "L'Odissea di Omero era già una forma di narrativa storica quando fu composta. Noi classicisti siamo soddisfatti della versione di Nolan perché riconosciamo che è semplicemente una versione. Non esiste un adattamento corretto: ogni generazione costruisce la propria Odissea, attraverso nuove traduzioni o nuove rappresentazioni."

Anche Laura Slatkin, tra le maggiori esperte di Omero, interpreta la sceneggiatura di Nolan come l'ultimo tassello di una lunga tradizione. Secondo la studiosa, il film rappresenta "la canzone più recente" di un racconto che continua a reinventarsi da quasi tremila anni.

Un'opportunità per rilanciare gli studi classici

Se alcune semplificazioni narrative hanno convinto meno parte del mondo accademico, molti professori vedono comunque nel film un'enorme opportunità per riportare l'attenzione sui classici.

The Odyssey Poster
Locandina di The Odyssey

Justin Arft, docente dell'Università del Tennessee, ritiene che il film diventerà presto oggetto di studio nelle università. "Quello che sento dire più spesso è che il film genererà tantissime discussioni in aula. Anche con tutti i cambiamenti e le omissioni rispetto al poema, nessuno sembra davvero infastidito. Siamo curiosi, a volte confusi, ma soprattutto interessati a questa come opera d'arte. Il film di Nolan è un'opera d'arte, così come lo è Omero."

The Odyssey, uno studioso di Harvard chiede: "Christopher Nolan spingerà Matt Damon anche all'infanticidio?" The Odyssey, uno studioso di Harvard chiede: 'Christopher Nolan spingerà Matt Damon anche all'infanticidio?'

Una convinzione condivisa anche da Monica Cyrino, docente di studi classici all'Università del New Mexico, che guarda soprattutto agli effetti nel lungo periodo. "Capisco le critiche, ma molti non vedono il beneficio che questo film può portare alla nostra disciplina. I corsi di studi umanistici e di lettere classiche vengono tagliati ovunque. Sono responsabile di dipartimento e posso garantirlo: quest'anno i miei corsi di greco saranno molto più affollati."

E conclude con una battuta che riassume l'entusiasmo di molti colleghi. "Sapete come funziona Hollywood: quando qualcosa ha successo, ne arrivano altri dieci. Per noi sarà un'ottima notizia. Come dice sempre mio marito, gli affari stanno andando alla grande."

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