Michael, il nipote Taj attacca i critici: "Non vedo l'ora che debbano rimangiarsi tutto"

Taj Jackson alza il tiro sui social a pochi giorni dal debutto di Michael: il nipote del Re del Pop sfida apertamente la stampa: "Il pubblico giudicherà da solo".

Una scena di Michael

C'è un'aria elettrica intorno a Michael, il film sulla vita di Michael Jackson che è atterrato nelle sale italiane dal 22 aprile. E a buttare benzina sul fuoco ci pensa Taj Jackson, figlio di Tito, che è letteralmente esploso su Twitter/X contro quella che definisce una stampa prevenuta.

La rabbia di Taj contro il muro della critica

Il concetto è semplice secondo Taj Jackson: i giornalisti hanno provato per anni a blindare l'immagine dello zio in un certo modo, ma ora il giocattolo si è rotto. "I media non possono più controllare il racconto di chi fosse Michael Jackson. Il pubblico guarderà questo film e deciderà per conto proprio" ha sparato Taj, chiudendo il discorso con un secco "E voi questa cosa non la reggete".

Al momento X/Twitter ha dei problemi
e non è possibile caricare il post

Il nervosismo in casa Jackson non è casuale. Mentre il film di Antoine Fuqua con protagonista Jaafar Jackson, anche lui nipote del Re del Pop, si prepara al giudizio del botteghino, la critica ha già iniziato a picchiare duro. Su Rotten Tomatoes la pellicola segna un misero 37% di gradimento, un numero che Taj liquida come l'ultimo tentativo dei media di affossare l'eredità dello zio. Ma lui non sembra preoccupato, anzi, lancia una scommessa: "Non vedo l'ora che certi critici debbano rimangiarsi tutto".

E per non lasciare dubbi sulla sua posizione, ha aggiunto che non mancherà di essere "decisamente meschino" quando il pubblico smentirà le recensioni negative. È una guerra di nervi tra chi scrive e chi, quel mito, lo porta nel sangue.

Reshoot milionari e un terzo atto tutto nuovo

Non che la produzione di Lionsgate sia stata una passeggiata di salute. Anzi. All'inizio il piano era diverso: si voleva andare oltre il 1993, affrontando di petto le accuse di abusi che hanno segnato la vita del Re del Pop. Ma qui sono entrati in gioco gli avvocati dell'Estate di Jackson.

Michael Jaafar Jackson In Concerto
Michael: una scena del film

Hanno scovato vecchi accordi legali che vietavano di menzionare certi fatti in un film. Risultato? Un disastro produttivo che ha richiesto 22 giorni di riprese extra per riscrivere completamente il finale. Un'operazione da 20 milioni di dollari che ha spostato il focus del film sul Michael trentenne, quello che nell'88 faceva tremare gli stadi con il tour di Bad.

Le stime però dicono che Taj potrebbe aver ragione. Nonostante la critica tiepida, si parla di un debutto da 70 milioni di dollari solo negli USA, con l'obiettivo di sfondare il muro dei 700 milioni a livello globale. I conti si fanno alla fine, certo, ma la sensazione è che ci sia un abisso tra il parere degli esperti e la voglia dei fan di rivedere l'ascesa del Michael dei Jackson 5 e del successo planetario.

Michael, il nipote di Michael Jackson sul biopic: "Ho ballato fino a farmi sanguinare i piedi" Michael, il nipote di Michael Jackson sul biopic: 'Ho ballato fino a farmi sanguinare i piedi'

Taj Jackson punta tutto su questo scollamento. Se la gente riempirà le sale, per la stampa sarà un colpo durissimo da digerire. Il countdown è iniziato e, stavolta, il Re del Pop sembra intenzionato a riprendersi il centro della scena, anche a costo di far mangiare polvere a chi lo ha già condannato.