Nessuno può più negare l'impatto culturale e commerciale delle Huntrix e dei Saja Boys: KPop Demon Hunters si è ormai piazzato saldamente sul podio dei film originali più visti della storia di Netflix, avendo appena concluso una strabiliante striscia di 46 settimane consecutive in top 10. Ma mentre il pubblico attende pazientemente notizie sul sequel, una rivelazione della regista e co-creatrice Maggie Kang ha ridefinito completamente la natura del progetto.
L'ossessione per il realismo e l'orgoglio coreano
Intervistata da Deadline, la Kang ha confessato che l'idea iniziale nata nel 2018 era radicalmente opposta al colorato e popolarissimo lungometraggio arrivato sullo schermo. Nelle prime bozze, la storia era stata concepita come un prodotto "cupo, adulto e molto violento".
A salvare i demoni dal massacro e a dare una svolta decisiva alla produzione è stata Kristine Belson, presidente di Sony Pictures Animation. Dopo i primi sei mesi di sviluppo, la dirigenza ha intuito il potenziale commerciale del marchio, spingendo la regista a smussare gli angoli più sanguinari per abbracciare un target fedele e redditizio come quello dei fan del K-Pop e delle famiglie.
Nonostante il cambio di rotta sui toni, Maggie Kang è rimasta irremovibile su un punto fondamentale: l'accuratezza culturale. La regista ha espresso con forza il rifiuto di creare una versione edulcorata o stereotipata dell'Asia a uso e consumo dell'Occidente.
"Volevamo che ogni singolo dettaglio fosse storicamente e culturalmente corretto. Una delle cose più importanti per me era mostrare la Corea esattamente per come la conosco e per come è nella realtà. Non volevo inventare nulla o proporre una versione fantasiosa della cultura asiatica. Penso sia pericoloso accontentarsi di una rappresentazione riduttiva: io volevo molto di più. Volevo una cultura specifica, una rappresentazione specifica. Volevo che ogni singola parte di questo film fosse autenticamente coreana".
Primi dettagli sul sequel: nel 2029 il palcoscenico sarà di Mira e Zoey
La regista ha sfruttato l'occasione per lanciare i primi indizi sul secondo capitolo, la cui finestra d'uscita è attualmente stimata per il 2029. Il team creativo si dice consapevole della responsabilità e terrà in forte considerazione i feedback della community per dare vita a un prodotto "fresco, sorprendente e originale".
"Questo è diventato un franchise a tutti gli effetti", ha sottolineato la Kang, "e tutto ciò che ne uscirà dovrà essere di altissima qualità. I fan del K-Pop sono estremamente severi e notano ogni minima sbavatura. Questo livello di attenzione ci sta spingendo a dare il massimo, sia a livello di scrittura che di animazione".
Sebbene la trama sia blindata, i produttori hanno lasciato intendere che i riflettori si sposteranno. Se il primo film era focalizzato quasi interamente sul percorso di Rumi, il sequel darà finalmente lo spazio che meritano agli altri membri del gruppo, in particolare a Mira e Zoey. La caccia ai demoni è solo in pausa.