Venerdì scorso, con la messa in onda dell'ultimo episodio di Outlander, si è ufficialmente chiusa un'era durata oltre dieci anni. Ma proprio mentre i fan stavano ancora asciugando le lacrime per il finale della saga, una rivelazione shock sulle riprese della terza stagione (andata in onda nel lontano 2017) ha riacceso i riflettori sul cattivo più iconico e spietato dello show: Jonathan "Black Jack" Randall, interpretato da Tobias Menzies.
Gli occhi aperti sul campo di battaglia: la scena eliminata
In una tavola rotonda con Entertainment Weekly, lo showrunner Matthew B. Roberts e la produttrice esecutiva Maril Davis, affiancati dai protagonisti Sam Heughan (Jamie) e Caitríona Balfe (Claire), hanno confessato che il destino del sadico capitano inglese doveva essere radicalmente diverso. Sia la produzione che il network Starz erano letteralmente ossessionati dal talento di Menzies e volevano a tutti i costi tenerlo in vita per le stagioni successive.
Come sanno i lettori e gli spettatori, Black Jack Randall incontra la sua fine all'inizio della terza stagione, durante la sanguinosa battaglia di Culloden, morendo sul fango proprio tra le braccia del suo acerrimo nemico Jamie Fraser. Eppure, un finale alternativo esiste ed è finito sotto chiave nei server della produzione.
A rivelarlo è stato lo stesso Sam Heughan: "Lo abbiamo girato, me lo ricordo benissimo. Abbiamo filmato la scena in cui Black Jack riapriva gli occhi sul campo di battaglia in mezzo ai cadaveri". Il piano per un colpo di scena clamoroso era pronto, i ciak erano stati archiviati, ma la macchina si è dovuta scontrare con l'autorità massima dell'universo di Outlander: Diana Gabaldon.
Il "No" categorico di Diana Gabaldon
"Quando decidiamo di fare qualcosa di così enorme, che devia drasticamente dai libri, chiamiamo sempre Diana", ha spiegato lo showrunner Roberts. "Vogliamo il suo benestare. Se odia disperatamente un'idea, semplicemente non la perseguiamo. Abbiamo chiamato e le abbiamo detto: "Senti, vorremmo tenere in vita Black Jack". La sua risposta è stata secca: "Vi prego davvero di non farlo". E così è morto". La Davis ha ammesso che l'intera troupe ha sperato fino all'ultimo in un ripensamento dell'autrice, ma la Gabaldon è rimasta irremovibile: la morte a Culloden non si toccava.
La rivelazione è arrivata in un momento di enorme carico emotivo per il cast, che ha dovuto dire addio alla Scozia e ai propri personaggi dopo dodici anni di riprese. Il finale di serie, che ha chiuso la corsa di una produzione candidata a quattro premi Emmy, era stato girato in realtà un anno e mezzo fa, ma gli attori lo hanno visionato per la prima volta solo pochi giorni fa.
"È stata una settimana difficilissima", ha confessato Heughan, visibilmente commosso. "Ieri abbiamo salutato la troupe straordinaria e tutte le persone di Starz. Questo set è stato la nostra casa per più di un decennio, ero sull'orlo delle lacrime. Io e Caitríona pensavamo di aver elaborato la fine, di esserci messi l'anima in pace, ma vedere l'episodio ha riaperto tutto. È stato un lunghissimo addio, in cui ogni personaggio ha avuto il suo momento. E il frame finale... beh, è stato una sorpresa assoluta anche per noi".