Ci sono voluti cinque anni per tirare fuori la verità vera, quella brutta, che la produzione di Better Call Saul ha probabilmente cercato di insabbiare per un pezzo. Bob Odenkirk è tornato a parlare del suo infarto del 2021 in un'intervista al Times. E le sue parole fanno venire i brividi, non tanto per la malattia, ma per come sono andate le cose su quel set.
Nessuna luce bianca, solo un vuoto di una settimana
Il racconto è surreale. Quando Odenkirk crolla a terra, i colleghi Rhea Seehorn (Kim Wexler) e Patrick Fabian (Howard Hamlin) si lanciano su di lui urlando. Ma il resto della troupe è lontano. Sente le urla e pensa a uno scherzo, a una risata di gruppo. Quando finalmente arriva il medico del set, si scopre che l'uomo non ha la minima idea di cosa fare. Non aveva mai fatto un massaggio cardiaco in vita sua.
"Sono caduto a terra e Rhea [Seehorn] e Patrick [Fabian] mi hanno afferrato urlando, ma [i membri della troupe che se ne sono accorti] hanno pensato che stessero soltanto scherzando", ha raccontato Odenkirk. "Quindi ci sono stati dei ritardi nelle reazioni perché eravamo tutti molto distanti l'uno dall'altro. Ero privo di sensi. Sono diventato grigio. Alla fine è arrivato il paramedico sul set, ma non sapeva cosa fare. Non aveva mai praticato la rianimazione cardiopolmonare."
Nessuna retorica da film sulle esperienze di pre-morte. Odenkirk è uno pragmatico, uno che ha fatto comicità per trent'anni prima di diventare Saul Goodman. Non ha visto tunnel, nessuna sfilata dei ricordi d'infanzia, nessun parente defunto che ti dice di tornare indietro. "Tutte ca..ate", ironizza l'attore. Il suo cervello si è semplicemente spento a luglio 2021 e si è riacceso una settimana dopo, mentre usciva dall'ospedale. Nel mezzo, il buio totale.
La riabilitazione di Odenkirk
L'infarto è stato causato da un blocco di placca in un'arteria. Una condizione da non sottovalutare, infatti oggi Odenkirk la tiene a bada con un cocktail di farmaci: statine, aspirina, pressione sotto controllo con i beta-bloccanti e addio allo zucchero.
La cosa bizzarra è che lui ne parla come di un "regalo". Dice che svegliarsi dopo aver rischiato di crepare lo ha reso incredibilmente felice e connesso con il mondo. Beato lui. Di sicuro, quella valanga di affetto che ricevette su Twitter (allora si chiamava ancora così, prima che Musk lo rovinasse) lo ha aiutato parecchio. Resta il fatto che se fosse stato per lo staff medico ufficiale del set, oggi parleremmo di un'altra storia. Per fortuna che Howard e Kim erano lì a urlare.