La vicenda giudiziaria legata alla morte di James Handy entra in una fase delicata. Michael Gledhill, accusato di aver ucciso l'attore 81enne lo scorso 3 giugno a Tarzana, in California, è stato dichiarato non competente per affrontare un processo.
Una decisione che non chiude certo il caso, ma ne cambia per ora il percorso poiché prima di tornare eventualmente in aula l'uomo dovrà seguire un trattamento finalizzato a ristabilire le condizioni necessarie per partecipare alla propria difesa.
James Handy, cosa ha deciso il giudice sull'omicidio dell'attore
Secondo quanto emerso durante l'udienza, il giudice Anthony J. Mohr ha stabilito che Michael Gledhill, 44 anni, non sia attualmente in grado di sostenere il processo che lo vede imputato dell'omicidio di James Handy. L'uomo, figlio della compagna dell'attore, era stato arrestato il giorno stesso dell'aggressione ed era detenuto con una cauzione fissata a 2 milioni di dollari.
Gledhill non era presente in aula e uno dei suoi difensori pubblici ha spiegato alla corte che avrebbe rifiutato il trasporto dal carcere. L'udienza è comunque proseguita e il giudice, dopo aver esaminato la relazione psichiatrica, ha accolto la richiesta di avviare un percorso di recupero della competenza processuale.
Nella sua decisione, Mohr ha autorizzato anche l'uso di farmaci psicotropi, indicando che potranno essere somministrati, se necessario, secondo la valutazione degli specialisti. È un passaggio importante ma tecnico, che non riguarda la colpevolezza o l'innocenza dell'imputato bensì la sua capacità di comprendere il procedimento e collaborare con gli avvocati.
L'aggressione a Tarzana e l'arresto
James Handy sarebbe stato trovato privo di sensi nel giardino davanti all'abitazione della famiglia Gledhill, con una ferita da arma da taglio al petto. La polizia di Los Angeles era intervenuta dopo una chiamata d'emergenza dai contenuti inquietanti, nella quale una persona avrebbe dichiarato di aver ucciso un uomo.
Poco dopo la LAPD ha identificato Michael Gledhill come sospettato. Secondo la ricostruzione degli investigatori, l'uomo avrebbe attirato l'attenzione degli agenti arrivati nella zona, dicendo loro di essere la persona che stavano cercando. Da quel momento è rimasto in custodia.
In aula, lunedì 22 giugno, erano presenti il padre e la matrigna di Gledhill. Assente invece Wendy Gledhill, madre dell'imputato e compagna di Handy, già intervenuta nei giorni scorsi per raccontare il proprio dolore dopo una tragedia familiare diventata anche un caso giudiziario.
Il dolore di Wendy Gledhill e il ricordo di James Handy
Wendy Gledhill ha spiegato ai media americani che il figlio aveva ricevuto una diagnosi di schizofrenia nel luglio 2025 e che, secondo il suo racconto, avrebbe interrotto i farmaci prescritti circa una settimana prima della morte di Handy. La donna, 76 anni, ha parlato di una perdita impossibile da elaborare: "Amavo James e mio figlio. Non riesco ancora a crederci".
Per il pubblico, James Handy era un caratterista familiare, uno di quegli attori capaci di attraversare decenni di cinema e televisione senza bisogno di clamore. Era apparso in Alias, Jumanji, NYPD Blue e, più recentemente, in Top Gun: Maverick, aggiungendo un altro titolo a una carriera lunga e riconoscibile.
Ora l'attenzione si sposta sul percorso medico e giudiziario di Michael Gledhill. Solo se verrà ritenuto nuovamente competente, il procedimento potrà riprendere il suo corso.