Una stanza interamente rivestita di plastica, coltelli preparati per l'occasione e un abbigliamento che richiamava quello del protagonista di Dexter. È la scena che la polizia britannica ha trovato nell'abitazione dove Benjamin Day, ventenne studente di Scienze forensi, ha ucciso Maria Saceanu, una donna romena di 24 anni. Il giovane si è dichiarato colpevole di omicidio e il caso ha portato alla luce un'ossessione per la serie televisiva con Michael C. Hall.
La stanza della morte ricreata nei dettagli
A insospettire gli agenti è stato lo stesso Benjamin Day. La polizia lo ha fermato di notte a Tividale, nelle West Midlands, dopo che aveva chiamato i soccorsi per una ferita alla mano. Il ragazzo aveva raccontato di essere stato aggredito da un cane randagio, forse una volpe. Le sue condizioni e le risposte fornite agli agenti hanno però spinto questi ultimi ad approfondire gli accertamenti, fino a condurli nell'abitazione dove si era consumato il delitto.
La scena era stata allestita in una casa affittata attraverso Airbnb. Secondo quanto ricostruito durante il processo, Day aveva coperto la stanza con teli di plastica fissati con una graffettatrice, replicando l'ambiente in cui Dexter Morgan compie i suoi omicidi nella serie. Maria Saceanu era stata colpita con 78 coltellate; il giovane aveva poi tentato di smembrare il corpo, ferendosi gravemente durante il tentativo.
Il pubblico ministero Rachel Brand KC ha evidenziato quanto l'allestimento richiamasse quello televisivo. In camera da letto erano stati trovati un grembiule, una visiera e dei guanti, oltre a un rotolo di tela contenente coltelli. Gli investigatori avevano inoltre individuato vetrini da microscopio destinati, secondo la ricostruzione riportata in aula, a conservare parti della vittima come trofei.
Anche l'abbigliamento contribuiva alla somiglianza: prima dell'arrivo della donna, Day si era cambiato indossando una camicia color kaki, simile a quella resa familiare dal personaggio interpretato da Hall.
Le immagini dell'arresto, registrate dalle telecamere indossate dagli agenti, sono state mostrate durante il processo. Il ventenne ha ammesso di essere ossessionato dalle vicende di Dexter Morgan, il tecnico della polizia scientifica che conduce una doppia vita e uccide altri assassini.
Da Dexter a una serie di omicidi imitativi
Il caso britannico riporta l'attenzione su altri delitti in cui gli autori hanno dichiarato di essersi ispirati alla serie. Secondo il Corriere della Sera, dal 2008 a oggi si contano almeno sette casi di omicidi collegati all'imitazione di Dexter.
Tra i più recenti viene citato quello di James Desborough, ingegnere civile di 40 anni condannato all'ergastolo in Cornovaglia per l'uccisione di due uomini senza fissa dimora, Claudio Aquilino, 57 anni, e Daniel Coleman, 43. Desborough aveva stretto amicizia con le vittime in un rifugio, prima di ucciderle e smembrarne i corpi in una baita nei pressi di Sticker. Durante la detenzione in attesa del processo aveva inoltre ucciso il compagno di cella, Steven Kempster, 65 anni. In tribunale aveva dichiarato di aver smembrato i corpi come aveva visto fare nella serie.
Un altro caso noto è quello di Mark Twitchell, regista canadese che nel 2008 uccise Johnny Altinger, 38 anni, a Edmonton, dopo averlo attirato in una trappola attraverso un sito di incontri. Anche in quel caso il corpo venne smembrato e l'uomo dichiarò di identificarsi con Dexter, guadagnandosi dalla stampa il soprannome di "Killer di Dexter".
La reazione di Michael C. Hall
All'epoca, Michael C. Hall aveva commentato il legame tra la serie e il delitto di Twitchell, riconoscendo quanto fosse inquietante l'eventualità che la finzione avesse contribuito a ispirare un omicidio reale.
"Non smetterei di fare Dexter solo perché qualcuno ne è affascinato in quel modo. Cerco di convincermi che la natura ossessiva di questi uomini li avrebbero portati comunque a compiere un gesto simile", aveva dichiarato l'attore. Hall aveva aggiunto poi: "Sembra che Dexter abbia avuto qualcosa a che fare con questo. È orribile".
La vicenda di Benjamin Day aggiunge ora un nuovo capitolo a questa inquietante serie di casi, con un elemento particolarmente significativo: la meticolosa ricostruzione dell'ambientazione televisiva nella quale è stato commesso il delitto.