Mentre Netflix si prepara a lanciare la seconda stagione di Devil May Cry, una parte della fanbase ha provato a scatenare il caos per una sciocchezza: la bio di Instagram di Shankar dove si definisce "creatore" della serie. Un tecnicismo che ha mandato su tutte le furie i puristi, i quali sono corsi a piangere dal papà originale del gioco.
Il padre di Dante contro il padre di Dante
Prima di debuttare con la seconda stagione, il regista della serie Netflix di Devil May Cry ha scombussolato il fandom (di nuovo) con una (solita) provocazione: si sarebbe dichiarato "padre di Dante". Peccato che il vero creatore del mezzo demone si chiami Hideki Kamiya.
Ma Kamiya non ha tempo da perdere con le lamentele dei "netizen" che cercano di arruolarlo nelle loro crociate da tastiera. Non è la prima volta che succede, ed è probabile che non sarà l'ultima. A chi lo implorava di rimettere al suo posto Shankar, il game designer ha risposto con la sua solita eleganza ruvida, invitando tutti a smetterla di andargli a riferire ogni minima sciocchezza. Cinque parole che sono già leggenda: "I'm not your damn mom".
Dopotutto, Kamiya è stato chiaro: dall'anime di non vede un soldo, quindi perché dovrebbe importargli del marketing un po' sopra le righe di un produttore americano?
Tra remake e nuove sfide
Polemiche a parte da tastiera, la stagione 2 promette di essere un animale completamente diverso. Adi Shankar ha già alzato l'asticella delle aspettative paragonando questo nuovo arco narrativo a Il Cavaliere Oscuro (con la prima stagione che faceva da Batman Begins).
L'idea è quella di far evolvere Dante, facendolo finalmente diventare quel "badass" iconico che tutti amano, portandolo a scontrarsi frontalmente con suo fratello Vergil.
Mentre il web brucia per nulla, Kamiya guarda altrove. Recentemente ha espresso interesse nel rifare il primo Devil May Cry da zero, usando le tecnologie moderne. È lì che batte il suo cuore di sviluppatore, non tra i commenti dei social di chi si traveste da Dante per promuovere uno show.
Shankar potrà anche esagerare con i toni (e con le pose con Ebony e Ivory), ma finché Kamiya lo liquida con un "non sono vostra madre", il messaggio è chiaro: godetevi la stagione 2 che arriva tra pochissimi giorni (il 12 maggio) o ignoratela, ma lasciate in pace chi ha creato il mito originale. Altrimenti siete stati avvisati. Kamiya sa come sparare a modo.