Mike Flanagan aveva una certezza fin dall'inizio: per riportare Carrie sullo schermo non avrebbe avuto senso limitarsi a ripercorrere una storia che il pubblico conosce ormai molto bene grazie al cult del 1976 con Sissy Spacek. La nuova miniserie di Prime Video parte naturalmente dal romanzo di Stephen King, ma sfrutta il formato televisivo per allargare lo sguardo e approfondire un elemento che nel libro rimane soltanto sullo sfondo.
Carrie, Mike Flanagan esplora ciò che il romanzo lascia intravedere
Il cambiamento più importante riguarda proprio Carrie White e la scoperta che i suoi poteri non la rendono un caso unico. Un'idea presente nell'opera di King, ma che la protagonista non ha mai davvero la possibilità di comprendere fino in fondo.
Intervistato da ComicBook durante la promozione della serie, Mike Flanagan ha spiegato che questa direzione era già presente nelle primissime fasi del progetto ed era stata inserita anche nella proposta sottoposta a Stephen King.
Nel romanzo, ha ricordato il regista, esiste l'idea che Carrie faccia parte di una sorta di lunga genealogia di donne dotate di capacità fuori dal comune. Il problema è che la ragazza non vive abbastanza a lungo da capire quale sia davvero il suo posto all'interno di quel mondo.
La serie cambia prospettiva proprio da qui. "Avevamo la possibilità di aprire completamente questo aspetto e portarlo dentro la storia", ha raccontato Flanagan, spiegando che uno degli elementi che più lo attiravano era poter mostrare come l'universo narrativo non ruotasse soltanto attorno a Carrie.
Un'espansione significativa, dunque, ma coerente con il materiale di partenza. E del resto Flanagan ha già dimostrato di non avere paura di confrontarsi con Stephen King prendendosi qualche libertà: in Doctor Sleep era riuscito a mettere insieme il seguito letterario di Shining e l'immaginario cinematografico costruito da Stanley Kubrick, nonostante il rapporto notoriamente complicato dello scrittore con quel film.
Una Carrie diversa dalle versioni precedenti
Per spiegare l'approccio alla miniserie, Flanagan ha citato anche un precedente molto preciso: La zona morta - The Dead Zone, la serie televisiva degli anni Duemila con Anthony Michael Hall.
Lo show partiva dal romanzo di King, già portato al cinema da David Cronenberg nel 1983, ma utilizzava personaggi e concetti del libro per costruire un racconto molto più ampio, capace di procedere per anni senza rinunciare ai punti essenziali dell'opera originale.
È una strada che il regista ha voluto percorrere anche con Carrie. "È un personaggio pieno di potenziale. Andiamo lì con lei, esploriamo un territorio che ancora non conosciamo", ha spiegato.
Una scelta particolarmente interessante considerando quanto sia familiare la storia al pubblico, dal celebre Carrie - Lo sguardo di Satana di Brian De Palma del 1976 al remake del 2013. Questa volta, però, il tempo a disposizione è maggiore e con esso anche la possibilità di spingersi oltre gli eventi più famosi del romanzo.
Il cast della serie tv di Prime Video
A interpretare Carrie White è Summer H. Howell, mentre Samantha Sloyan, già vista in Midnight Mass, veste i panni della madre Margaret. Nel cast troviamo inoltre Alison Thornton, Josie Totah, Siena Agudong, Joel Oulette e Thalia Dudek.
Non mancano nomi molto conosciuti dagli appassionati di cinema e serie TV (anche horror): Amber Midthunder sarà l'insegnante Rita Desjardin, Matthew Lillard interpreterà il preside Henry Grayle, mentre Rahul Kohli, Katee Sackhoff, Tahmoh Penikett e Heather Graham completano il nutrito gruppo di adulti della storia.