Carrie, il cast racconta il dietro le quinte della serie: "Il vero mostro ha uno smartphone"

Cosa succede quando il re dell'horror incontra la visione di Mike Flanagan? Con la nuova serie Carrie su Prime Video, i giovani protagonisti ci portano dietro le quinte di un adattamento moderno, capace di smontare i soliti cliché del teen drama.

Il cast di Carrie

L'isolamento, il trauma e il bullismo non sono mai stati così attuali. A cinquant'anni dalla pubblicazione del capolavoro di Stephen King, Carrie torna sullo schermo, questa volta sotto la mano di Mike Flanagan, maestro indiscusso dell'horror e dei drammi sui legami umani, nonché uno dei pochi che ha saputo interpretare e rendere alla perfezione i capolavori di King.

La serie, sviluppata per Prime Video e disponibile interamente in piattaforma, vanta un cast corale pazzesco tra i quali spiccano Alison Thornton, Josie Totah, Joel Oulette e Arthur Conti che, intervistati da noi, ci portano dietro le quinte di questo nuovo, ambizioso, adattamento, svelandoci come il mostro più spaventoso di oggi non abbia poteri telecinetici, ma uno smartphone in mano.

Il tocco magistrale di Mike Flanagan

Lavorare con un autore come Flanagan richiede una profonda immersione nella storia, soprattuto dal punto di vista emotivo, ma le attrici hanno sottolineato come il clima sul set fosse incredibilmente costruttivo: "Abbiamo avuto tanto supporto da Mike. Abbiamo fatto tre settimane di prove, cosa che non succede mai in TV", racconta Josie Totah, lodando l'approccio del regista. _"Abbiamo parlato molto con lui dell'evoluzione e delle dinamiche dei personaggi, ed è davvero un grande esperto nel suo lavoro. Il modo in cui gestisce il set è semplicemente magistrale".

Un parere condiviso pienamente da Alison Thornton: "Era coinvolto in ogni singolo pezzo del puzzle ed è un regista davvero consapevole e intenzionale, ed è stato al nostro fianco in ogni momento". Nonostante l'intensità della storia, le due attrici raccontano di aver trovato un inaspettato senso di leggerezza sul set. Thornton ricorda l'affiatamento del cast dopo i ciak più difficili: "Anche durante le scene più cariche di emozione mi sentivo vittoriosa alla fine. A volte dicevo: 'Oh sì, abbiamo fatto quella scena e ne vado fiera', e abbracciavo Summer, Josie o Sienna... ci sostenevamo davvero tutte a vicenda".

Carrie nell'era dei social media: un nuovo tipo di orrore

Se nel 1974 il bullismo si consumava tra le mura dello spogliatoio e i corridoi del liceo, oggi l'incubo non ha confini. Interrogate su quale sia Il vero mostro della serie, se la rabbia di Carrie, il fanatismo della madre Margaret, l'ipocrisia o le dinamiche moderne, entrambe le attrici concordano che sia un accumulo letale di tutti questi fattori.

Carrie Immagine Serie
Una scena di Carrie

La trasposizione esplora profondamente i pericoli della rete. "Penso che dobbiamo stare attenti ai pericoli dei social media, della violenza e della cattiveria, e di come tutto questo non abbia davvero fine se i social non sono usati in modo corretto", riflette Totah. _"Il modo in cui i social media vengono usati nello show ha perfettamente senso, perché in pratica sta solo mostrando come si crei una mentalità di branco: una volta che una persona dice qualcosa, un'altra la segue".

Il peso dell'eredità e la "fatidica" palestra

Prendere parte a un'opera così iconica porta inevitabilmente con sé una grande pressione. Per entrambe le attrici, il momento in cui l'enormità del progetto è diventata reale coincide con l'ingresso in un set leggendario: la palestra: "Penso di essere rimasta un po' intimidita all'inizio perché sono una fan di Stephen King, di Carrie e di Mike Flanagan", ammette Thornton, "quando Mike ci ha portate sul set della palestra è stato allora che ho realizzato che stavamo davvero portando su schermo Carrie".

Carrie Scena Bagno
Un momento chiave della serie

La cura per i dettagli ha lasciato a bocca aperta anche Totah: "Hanno persino lanciato oggetti contro le pareti per farla sembrare naturale, come una palestra vera con piccoli graffi e cose del genere. Hanno letteralmente lanciato cose contro i muri!".

Oltre gli stereotipi

Nei classici adattamenti horror, i personaggi maschili che popolano i corridoi del liceo rischiano spesso di rimanere imbrigliati nei soliti cliché del teen drama. Per evitare questa trappola, il regista e showrunner Mike Flanagan ha lavorato a stretto contatto con Joel Oulette & Arthur Conti per infondere profondità emotiva e sfumature umane ai loro ruoli.

"Mike è un regista estremamente sensibile che ha una profonda comprensione delle relazioni umane e del modo in cui i personaggi interagiscono tra loro", spiega Arthur Conti. "Il suo grande merito è creare figure complesse e sfaccettate, persone reali a tutto tondo anziché semplici stereotipi. In questa serie nulla è bianco o nero: persino di fronte a personaggi che compiono azioni crudeli o malvagie, si riesce a comprendere da dove vengano, perché agiscano in quel modo e, fino a un certo punto, si finisce persino per immedesimarsi in loro".

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