Ben Affleck difende Digger: "Elogiare il flop di Iñárritu porterà a produrre più film di m..a"

Il film di Alejandro G. Iñárritu sta registrando risultati deludenti al botteghino, ma Affleck invita il pubblico a non festeggiarne il fallimento: secondo lui, screditare le opere ambiziose per i loro incassi rischia di spingere Hollywood verso produzioni sempre più omologate.

Una scena di Digger

A Hollywood c'è chi considera il flop di Digger una disfatta e chi, invece, vede nel film di Tom Cruise un esperimento da difendere proprio per la sua capacità di uscire dai binari commerciali. Tra questi c'è Ben Affleck, che durante un'intervista al podcast Happy Sad Confused ha criticato l'accanimento contro il lungometraggio diretto da Alejandro G. Iñárritu, mettendo in guardia sulle conseguenze di un'industria che giudica ogni progetto soprattutto in base agli incassi.

Ben Affleck: "Non punite i film che corrono dei rischi"

"È un po' come il bullismo al liceo, quando le persone se la prendevano con film che non avevano nemmeno visto. Sta succedendo anche adesso, francamente, con Digger", ha dichiarato Ben Affleck. L'attore ha poi contestato l'entusiasmo con cui parte del pubblico sta celebrando il risultato commerciale negativo del film, ricordando che si tratta di un'opera ambiziosa, realizzata da professionisti di talento.

Digger Poster
Locandina di Digger

Per Affleck, il problema va oltre il destino di una singola produzione. Se Hollywood e il pubblico penalizzano sistematicamente i film che tentano strade meno convenzionali, il risultato potrebbe essere un'offerta cinematografica sempre più prevedibile, dominata da sequel, adattamenti e franchise già consolidati. "Tutti vogliono fare i conti, guardare quanto ha perso il film e così via. Ma io penso che, se punite i film che corrono dei rischi, indovinate cosa otterrete? Una serie di film di merda, tutti omologati", ha affermato l'attore.

Il suo ragionamento parte da una considerazione precisa: un'opera che prova a distinguersi deve necessariamente accettare la possibilità di dividere il pubblico o di non raggiungere i risultati sperati. "Non puoi fare qualcosa di interessante senza puntare in alto. E questo significa che, a volte, potresti anche fare una brutta figura", ha aggiunto.

Affleck conosce bene le difficoltà di un percorso professionale segnato anche da insuccessi al botteghino. La sua difesa di Digger si concentra quindi sulla necessità di lasciare spazio alla sperimentazione, senza trasformare ogni risultato negativo in una condanna per chi ha provato a realizzare qualcosa di diverso.

Digger è un flop da centinaia di milioni di dollari

Diretto da Alejandro G. Iñárritu, Digger vede Tom Cruise nei panni di un magnate del petrolio che deve affrontare una catastrofe globale dopo il malfunzionamento di una piattaforma in Antartide, un incidente che innesca una minaccia capace di investire anche l'Europa.

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Digger: una scena del film

Il film ha diviso la critica, ottenendo il 53% su Rotten Tomatoes secondo i dati riportati da Variety. Anche sul fronte commerciale i risultati sono stati molto inferiori alle aspettative: dopo il debutto del 2 ottobre, la pellicola ha incassato appena 15 milioni di dollari sul mercato nordamericano.

Con un budget di produzione superiore ai 160 milioni di dollari e circa 100 milioni destinati al marketing, Digger avrebbe bisogno di raggiungere almeno 350 milioni di dollari al botteghino mondiale per avvicinarsi al pareggio cinematografico, secondo le stime riportate dalla testata. Le previsioni citate da Variety indicano perdite potenziali per Warner Bros. nell'ordine dei 245 milioni di dollari, che renderebbero il film uno degli insuccessi più costosi nella storia dello studio.

Affleck non è l'unico nome del mondo dello spettacolo ad aver preso le difese del film. Anche Neil Young ha espresso pubblicamente il proprio entusiasmo, definendo Digger "il miglior film che abbia mai visto". Il musicista ha criticato le recensioni negative, sostenendo che molte non riescano a cogliere pienamente la natura dell'opera. Young ha invitato gli spettatori a non affrontare il film aspettandosi una normale produzione commerciale con Tom Cruise, descrivendolo piuttosto come un'opera artistica legata alle tensioni politiche e sociali del presente.

Parole altrettanto entusiaste sono arrivate da Mandy Patinkin, interprete di Homeland, che ha definito il lungometraggio "un classico istantaneo" e una delle più grandi opere cinematografiche che abbia mai visto. Per l'attore, il film restituisce al cinema il suo cuore e la sua anima.

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Anche Anne Hathaway ha condiviso un giudizio molto positivo su Letterboxd, descrivendo Digger come un film intelligente, visionario, aggressivo, divertente e ambizioso. Il suo consiglio è semplice: trovare il tempo per vederlo e farsi un'opinione personale, senza affidarsi esclusivamente alle reazioni degli altri.

Le dichiarazioni di Affleck e degli altri sostenitori non cancellano i numeri deludenti del film, ma riportano al centro una questione che riguarda l'intera industria: quanto spazio resta per le produzioni che provano a reinventare il linguaggio cinematografico, quando il successo viene misurato soprattutto attraverso gli incassi?

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