Tom Cruise l'aveva detto prima di Digger: "Non faccio film pensando al primo weekend"

Poche ore prima dell'uscita di Digger, Tom Cruise spiegava di non giudicare i suoi film sulla base dell'esordio al botteghino, parole più che mai pesanti ora che il nuovo film di Alejandro González Iñárritu ha debuttato con appena 8 milioni di dollari negli Stati Uniti.

Una scena di Digger con Tom Cruise

C'è qualcosa di involontariamente profetico nelle parole pronunciate da Tom Cruise proprio mentre Digger si preparava ad arrivare nelle sale. L'attore aveva appena terminato il lavoro sul film di Alejandro González Iñárritu e, parlando del modo in cui affronta il cinema, aveva spiegato di non pensare mai al risultato del primo fine settimana. Poi è arrivato il box office. E Digger ha registrato uno dei peggiori debutti della carriera di Cruise, con un risultato ancora più difficile da giustificare considerando le dimensioni della produzione.

Tom Cruise: "Spero di realizzare un film che possa durare"

L'intervista è stata pubblicata nel giorno dell'uscita di Digger nel podcast On Film With Kevin McCarthy e nelle ore successive è diventata virale. Tom Cruise ha raccontato di avere una concezione del cinema molto diversa dalla semplice corsa al risultato immediato. "Quando faccio i film non penso: "Il primo weekend!". Sento molto che stiamo realizzando qualcosa che possa diventare un'opera cinematografica destinata a durare", ha spiegato.

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Digger: una scena

L'attore ha poi ricordato un'epoca in cui un film poteva rimanere nelle sale per mesi, persino per un anno, prima di lasciare spazio alle successive uscite. Ha citato Rain Man e Nato il quattro luglio come esempi di opere che continuavano a trovare pubblico molto tempo dopo il debutto. "Come posso realizzare un film che possa essere trasmesso, durare ed evolversi? E mi sento così anche con Digger. È uno di quei film", ha aggiunto Cruise.

Il problema è che, almeno dal punto di vista economico, Digger non sembra avere il tempo necessario per costruirsi lentamente una seconda vita al cinema.

Il film è costato tra i 160 e i 180 milioni di dollari, a cui si aggiungerebbero circa 100 milioni destinati alla promozione. Secondo le stime riportate da Variety, avrebbe bisogno di arrivare intorno ai 350 milioni di dollari al box office mondiale soltanto per raggiungere il pareggio. Il debutto è stato invece di circa 8 milioni di dollari in Nord America e 20 milioni complessivi nel mondo. Un risultato che rende praticamente irraggiungibile quella soglia e che potrebbe tradursi in una perdita cinematografica compresa tra 150 e 200 milioni di dollari.

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Per Cruise si tratta di un risultato particolarmente pesante anche perché Digger rappresentava una deviazione significativa rispetto al tipo di spettacolo con cui negli ultimi anni ha consolidato il proprio rapporto con il pubblico.

Il film di Iñárritu divide il pubblico

Nel film di Iñárritu, Cruise interpreta Digger Rockwell, un magnate del petrolio che si ritrova coinvolto in uno scenario apocalittico dopo un incidente a una delle sue piattaforme in Antartide. Il film è una commedia nera e satirica, molto lontana dall'impostazione dei blockbuster d'azione che hanno caratterizzato buona parte della carriera recente dell'attore.

Tom Cruise Digger
Digger: la prima immagine con Tom Cruise

Anche l'accoglienza critica si è rivelata estremamente polarizzata. Alcuni recensori hanno difeso l'ambizione e l'originalità del film, mentre altri lo hanno considerato un esperimento fallimentare eccessivamente pretenzioso.

Cruise, comunque, non sembra intenzionato a prendere le distanze dal progetto. Durante il weekend d'apertura ha pubblicato sui social un messaggio rivolto alla troupe: "È stato un onore realizzare questo film. Grazie all'intero cast e alla troupe per la vostra dedizione, il duro lavoro e la gioia. L'esperienza è stata davvero indimenticabile e sono così orgoglioso di ciò che abbiamo creato".

Nella stessa intervista che ora circola online, Cruise e Iñárritu avevano ricordato anche Blade Runner di Ridley Scott, un film che al momento dell'uscita fu accolto in maniera tutt'altro che unanime e che negli anni è stato rivalutato fino a diventare un riferimento della fantascienza.

È proprio questo il tipo di prospettiva a cui Cruise sembra affidarsi parlando di Digger: non il verdetto del primo weekend, ma la possibilità che il film continui a essere visto, discusso e rivalutato anche molto tempo dopo essere uscito dalle sale.

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