Il caso Weinstein: lo scandalo "segreto" che può cambiare per sempre Hollywood

Forse stiamo esagerando, forse tra qualche settimana o mese tutti si saranno dimenticati di questa faccenda e tutto tornerà come prima. O forse no, forse davvero questo scandalo farà le sue "vittime" illustri e sarà l'occasione giusta per lanciare un nuovo ciclo.

Giuseppe Tornatore - Ogni film un'opera prima: il produttore Harvey Weinstein in una scena del documentario

Le notizie e le dichiarazioni si susseguono da giorni, le avrete lette tutte, ma la questione è tutt'altro che chiusa. Perché non basta il licenziamento dalla compagnia che lui stesso (insieme al fratello) ha fondato, per Harvey Weinstein, uno dei produttori più potenti ed influenti degli ultimi 30 anni, ora si parla di accuse di stupro e quindi di carcere. Sebbene ci abbia regalato tanti capolavori e abbia lanciato, grazie al suo fiuto, registi e attori di indiscutibile importanza (Quentin Tarantino in primis), quella di Weinstein non è mai stata una figura particolarmente positiva o amata; ma rispettata e soprattutto temuta sì, un vero e proprio padre/padrone che tutto può e che non ama sentirsi dire di no.

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Oggi, con le accuse che si fanno sempre più gravi, tutti tra gli addetti del settore hanno un qualche aneddoto da raccontare, perché Weinstein è ben più che un produttore, ma è quasi una leggenda. Una delle ultime rimaste nel suo campo. Un esempio lampante di quello che il suo ruolo di produttore è stato nei decenni passati fin dalla nascita di Hollywood. Ed infatti non a caso la sua prima linea di difesa è stata proprio questa: "In passato è sempre stato così, sono solo un vecchio dinosauro che sta imparando come comportarsi in questi nuovi tempi". Passo successivo? Denunciare il New York Times (che per primo ha pubblicato l'exposé) e dichiarare che eventuali proventi derivanti da questa causa sarebbero stati donati ad organizzazioni contro la violenza sulle donne. Facile no?

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Il giorno in cui morì la vecchia Hollywood?

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Forse stiamo esagerando, forse tra qualche settimana o mese tutti si saranno dimenticati di questa faccenda e tutto tornerà come prima. O forse no, forse davvero questo scandalo farà le sue "vittime" illustri e sarà l'occasione giusta per lanciare un nuovo ciclo. E se parliamo di "vittime" al plurale è perché potrebbe venir fuori che la cosa non si limita al singolo produttore della Miramax ma che, ahinoi, queste molestie, questa repellente e squallida cultura sessista è purtroppo parte integrante dell'intera industria cinematografica. Non solo USA.

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Se in questi giorni Weinstein sta vivendo i peggiori giorni della sua vita, siamo certi che sono tanti dei suoi colleghi e amici, ma anche dei suoi nemici, a tremare insieme a lui, spaventati dall'idea che lo scandalo possa presto allargarsi e coinvolgere altre case di produzione e altri potenti. Perché di produttori che abusano del loro ruolo ce ne sono tantissimi e quello che sta venendo fuori è certamente gravissimo e da condannare senza alcun dubbio, ma è di fatto solo un "segreto di Pulcinella". Una questione talmente nota a tutti che gli stessi film ormai non fanno altro che rappresentare tali pratiche da decenni. E perfino noi spettatori non ci sconvolgiamo più a vederle rappresentate, quindi come potrebbero farlo quelli che ci sono dentro a questo sistema?

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Non c'è un periodo più adatto di questo per uno scandalo del genere, ed ovviamente non è certo un caso che nell'anno in cui si è tanto parlato di femminismo a Hollywood (Wonder Woman e il film della Coppola, giusto per fare due esempi), l'anno in cui anche le serie TV (The Handmaid's Tale o Big Little Lies - Piccole grandi bugie) dimostrano di fare altrettano con la stessa forza, venga fuori un caso del genere. Perché sebbene sia indiscutibile l'importanza, molto più a livello produttivo che artistico, del grande successo al botteghino del film di Patty Jenkins con protagonista Gal Gadot, è soprattutto ora che le donne di Hollywood, ovvero quelle artiste di enorme successo che dopo anni di battaglie ancora devono vedersi sottopagate rispetto ai colleghi, devono farsi realmente valere. È attraverso queste denunce che possono mostrare e gridare forte la loro uguaglianza.

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Sono state tante le attrici che finora si sono esposte - chi più, chi meno, non ha importanza - e la speranza è che siano sempre di più. La speranza è che davvero tutti, uomini e donne, colgano l'occasione per trasformare delle "vecchie tradizioni" che nulla dovrebbero avere a che fare con l'arte in qualcosa di davvero vecchio e presto dimenticato. Se c'è un modo per cambiare davvero Hollywood e il suo maschilismo e sessismo imperante questa è l'occasione giusta, far cadere in disgrazia Weinstein e tutti coloro che hanno abusato del loro potere o che hanno taciuto dinanzi a queste situazioni o che, ancora peggio, hanno accettato che semplicemente fosse parte del "gioco". Magari ci saranno anche nomi importanti tra questi, anche divi e registi che abbiamo tanto amato, ma l'idea di perdere volti e menti importanti del cinema pur di avere un'industria più pulita e più giusta senza alcun dubbio vale il prezzo da pagare. E, chissà, magari una rivoluzione del genere potrà portare benefici e una ventata di freschezza e novità anche ai film stessi.

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