C'è un prima e un dopo Kill Bill, così come c'è stato un prima e un dopo Pulp Fiction e Le Iene. È il super potere di autori come Quentin Tarantino, che riescono lasciare il segno e, letteralmente, tracciare una linea di confine nell'immaginario collettivo.
Prima e dopo Kill Bill, dicevamo, perché è innegabile che tanto del cinema che è venuto dopo ha attinto a piene mani a quanto ha fatto il regista americano nella sua filmografia in generale e nel doppio capitolo che racconta la vendetta di Beatrix Kiddo nello specifico.
E per questo l'arrivo al cinema grazie a Plaion Pictures e Midnight Factory di Kill Bill: The Whole Bloody Affair, il film che riunisce i 2 volumi in un unico flusso narrativo, senza tagli e con scene inedite, è così importante, perché (ri)vedere oggi il capolavoro di Tarantino nella sua forma integrale è un atto di studio cinematografico. È una curiosa ed entusiasmante opera di ricerca di quei tratti distintivi che abbiamo imparato a ritrovare nei film che sono arrivati nei vent'anni successivi alla sua uscita.
E fa sorridere e appassionare quanto un regista accusato di ipercitazionismo sia stato a sua volta saccheggiato, in modo più profondo, sottile e segnante.
Oltre la Sposa: La rivoluzione del Revenge Movie al femminile
Tutto inizia con una lista, un elenco di individui che devono morire per vendicare un torto. L'essenza del Revenge Movie portata all'ennesima potenza e incarnata da una protagonista che ha cambiato le regole del gioco, provando ad andare oltre l'immaginario dell'eroina cinematografica che aveva segnato i film pre-Kill Bill.
Nella mani di Quentin Tarantino, e ovviamente della sua protagonista Uma Thurman, Beatrix Kiddo diventa un archetipo che si basa sulla resilienza dopo il trauma. La sua forza è figlia delle sue ferite, la volontà viene dal dolore, la determinazione dalla necessità di una giustizia che non ha avuto.
Le tracce nel cinema che è venuto dopo sono chiare come le cicatrici della protagonista. Pensiamo alla stanchezza fisica della Lorreine Broughton di Atomica Bionda, ai suoi lividi concreti e reali. O a un'altra lista che ha segnato gli ultimi anni di grande cinema, quella della Cassie di Promising Young Woman; o ancora a quel legame indissolubile tra mutilazione e determinazione feroce nella Furiosa della saga di Mad Max. Con Beatrix Kiddo e la sua vendetta è nato un nuovo canone dell'eroina action.
L'estetica della violenza: verso l'azione di stampo pop
Quentin Tarantino con Kill Bill non ha solo rilanciato un nuovo modello di eroina action, ma anche un nuovo approccio all'azione e alla violenza iper-stilizzata, colorata, satura e pop. Combattimenti splendidamente coreografati, appassionanti, travolgenti, che con la loro violenza riescono a non respingere lo spettatore ma attrarlo. Anche qui gli esempi sono chiari, evidenti, sontuosi: pensiamo a quanto della pulizia coreografica della sfida contro gli 88 Folli (finalmente interamente a colori in Kill Bill: The Whole Bloody Affair) si ritrovi nel cinema action successivo e in particolare nel Gun Fu di una saga come John Wick.
O ancora all'uso della musica, così centrale nell'opera di Tarantino, adottato da tanto cinema del nuovo millennio, con i colpi dei combattimenti sincronizzati al millimetro con l'accompagnamento sonoro delle canzoni pop/rock di film come Kingsman o Birds of Prey. È quello che potremmo definire un vero balletto, una danza della violenza che Tarantino confeziona alla perfezione con una selezione musicale sorprendente e spiazzante.
L'influenza globale di Kill Bill e il ritorno all'Oriente
Un altro elemento chiave è l'attenzione per un certo cinema orientale a cui Tarantino ha attinto, omaggiandolo ma in qualche modo anche ricodificandolo. Nel pre-Kill Bill il cinema action di Hong Kong o il chanbara giapponese erano visti come produzioni di nicchia, almeno agli occhi del pubblico mainstream occidentale. Tarantino è riuscito a elevarli a cult o arte pop di stampo globale con Kill Bill.
Un'estetica e una concezione di quel mondo che è tornata alla base ed è stata assimilata, o sfruttata in termini di visibilità, da autori dell'estremo oriente.
Qualche esempio: l'accoglienza positiva qui da noi di titoli di Park Chan-wook come Oldboy o Lady Vendetta si possono considerare figli del successo dei due volumi tarantiniani; o l'impatto del segmento in animazione su O-Ren Ishii che ha aperto le porte a un maggior uso di questa fusione crossmediale, ma anche allo sdoganamento del mondo anime in determinati contesti cinefili.
Ancora, pensiamo a come un certo cinema action orientale abbia portato all'estremo l'estetica della violenza tarantiniana, come The Villainess di Jung Byung-gil, che ci immerge letteralmente nell'azione identificandoci con la protagonista.
5 film che non esisterebbero senza Kill Bill
Per questo rivedere oggi Kill Bill nella sua totalità in Kill Bill: The Whole Bloody Affair è travolgente e illuminante, per quel gioco, a cui accennavamo, nell'identificare influenze ed eredi. E allora facciamolo anche qui quel gioco, identificando 5 film che hanno preso aspetti specifici dal film di Quentin Tarantino. Un piccolo suggerimento che vuole essere anche invito a continuare a giocare durante la visione trovando altri elementi che sono stati presi da film degli ultimi vent'anni.
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John Wick: partiamo dalla saga con protagonista Keanu Reeves, che fa suo il codice d'onore dei killer e lo rende centrale per trasformare l'omicidio in un'arte di stampo cerimoniale.
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The Villainess: Il punto di vista, le long take che ci immergono nell'azione: The Villainess evolve la tecnica e l'approccio della magnifica sequenza nella Casa delle Foglie Blu di _Kill Bill.
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Lady Vendetta: La risposta di Park Chan-wook a Tarantino, che attinge a quella medesima estetica del sangue per creare una vendetta dal sapore lirico.
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Io sono nessuno: il film con Bob Odenkirk recupera l'eredità della violenza artigianale e creativa di Tarantino, con la rissa sull'autobus che diventa coreografia brutale.
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Gunpowder Milkshake: la quintessenza dell'estetica d'azione di stampo pop di Tarantino, con un racconto tutto al femminile che evolve quanto introdotto dalla Sposa di Uma Thurman.
L'appuntamento al cinema con Kill Bill: The Whole Bloody Affair, la versione completa, senza tagli e con scene mai viste prima del film che ha cambiato per sempre il mondo del cinema è dal 28 maggio al 3 giugno, grazie a Plaion Pictures e Midnight Factory.