Quando un film di Ridley Scott arriva al cinema, l'attenzione non può che essere altissima e non potevamo non seguire con grande interesse la conferenza stampa globale di The Dog Stars - Le Stelle Dopo la Fine, il nuovo e attesissimo thriller post-apocalittico tratto dal romanzo di Peter Heller. Il regista britannico ha svelato i retroscena di una produzione che promette di spiazzare il pubblico, accompagnato da un cast d'eccezione capitanato da un'inedita e già affiatatissima "strana coppia" formata da Jacob Elordi e Josh Brolin, affiancati da Margaret Qualley e Guy Pearce.
Ridley Scott ha raccontato la genesi di un mondo devastato, scegliendo di plasmarlo non nei gelidi boschi canadesi, ma sfruttando la maestosità delle location italiane, dalle Dolomiti ai teatri storici di Cinecittà. Tra aneddoti esilaranti su improbabili metodi di addestramento canino, stoccate dirette alla critica cinematografica e rivelazioni dai contorni decisamente dark rispetto all'opera originale, ecco tutti i segreti dietro le quinte del film al cinema dal 26 agosto.
Dal libro al film: i cambiamenti di Ridley Scott (e l'ombra del cannibalismo)
Un punto è stato chiaro ascoltando le parole di Ridley Scott: il regista non ama le sceneggiature noiose. E con questo spirito ha affrontato l'adattamento del romanzo di Peter Heller, apportando le dovute modifiche per allinearlo alla propria visione in The Dog Stars - Le Stelle Dopo la Fine: "Nel libro c'erano momenti che dovevo cambiare perché erano troppo o non abbastanza" ha detto, scendendo nel dettaglio su un aspetto particolare che avviene nel terzo atto di The Dog Stars "dove ci ritroviamo a entrare in un posto che Hig ha sempre sognato potesse essere un luogo migliore... troviamo un santuario... che in realtà è più una fabbrica di carne umana. Pensate alla carne umana come cibo". Pochi dettagli che bastano ad accendere la curiosità sul nuovo film del regista di Alien e Blade Runner.
Jacob Elordi e Josh Brolin: "La Strana Coppia" in un mondo distrutto
Per quanto estremi e scioccanti possano essere i dettagli aggiunti alla storia di The Dog Stars, molta enfasi si è data anche al cast e alla dinamica intrigante che si sviluppa tra i personaggi di Hig e Jasper, ovvero Jacob Elordi e Josh Brolin. "Ridley l'ha definita 'La Strana Coppia' e mi piace come riferimento" ha ricordato proprio Brolin, "Jack Lemmon e Walter Matthau. Matthau diceva: 'Se pulisci quel posacenere ancora una volta, ti spacco la testa con quello'. Ecco, siamo quella strana coppia lì."
Ed è una dinamica che si è sviluppata cercando di afferrare i toni e le suggestioni che il regista metteva in campo durante le riprese: "Sul set Ridley crea un'atmosfera un po' pericolosa e inafferrabile, quindi non sai mai bene in che direzione stai andando. Sperimenti molto mentre lo fai." Tanta improvvisazione, quindi, per il duo e il cast in generale.
Le location: perché Ridley Scott ha preferito le Dolomiti al Canada
Altro motivo di interesse, soprattutto per il pubblico del nostro paese, è la scelta di location italiane come le Dolomiti e i teatri di posa di Cinecittà. "Ero in Canada a fare i sopralluoghi per il film, a Calgary. Il Canada è maestoso, ma se entri nella foresta per fare pipì, ti giri e improvvisamente non sai più dove sei. Muori lì. Ci sono lupi e orsi. L'ho trovato intimidatorio. Avevo già fatto dei sopralluoghi sulle Dolomiti, dove il cibo è migliore. Così ho detto alla mia piccola troupe: 'Qualcuno è spaventato da questo posto? Io sì, quindi andiamo tutti in Italia'."
Parlando di Italia e di Cinecittà, il discorso cade inevitabilmente sui grandi del nostro cinema. "Ricordo quando ho incontrato Fellini e Sergio Leone. Fellini mi ha portato in giro per la sua barca gigante, per il suo set: era molto inglese, indossava un trench macintosh Burberry. È stato fantastico."
La profezia della pandemia e la critica su Blade Runner
Pur trattandosi di una storia ambientata nel futuro, nel 2035, è forte il gancio con la realtà e un sottile quanto inquietante parallelo con la pandemia di qualche anno fa: "è stato davvero interessante girare questo film subito dopo esserci messi alle spalle il COVID" ha infatti detto Guy Pierce, "per molte persone è stata un'esperienza tragica perché hanno perso dei cari, ma per il resto di noi è stato un campanello d'allarme strano e scioccante: l'intero pianeta stava vivendo la stessa cosa contemporaneamente. Ovviamente l'ambientazione del nostro film è molto più estrema, ma come dice Ridley, la sensazione è che non sia così lontana dalla realtà. Quel tipo di scenario è davvero dietro l'angolo."
Si prova un brivido a sentire come tutto sia dietro l'angolo e lo conferma Ridley Scott: "È tutto dietro l'angolo, davvero. Sono un maniaco delle notizie, guardo i telegiornali internazionali due volte al giorno e molta di questa apocalisse sta già accadendo: abbiamo tutti i paraocchi, dal cambiamento climatico fino al caos in certe aree del mondo. Anni fa ho lavorato a un progetto sull'Ebola, e poi l'Ebola è esplosa di nuovo ed è andata fuori controllo perché sono stati tagliati i budget per la prevenzione globale. È così che succedono queste calamità."
Scott legge molte notizie, ma non recensioni, dopo esser stato scottato da una critica distruttiva su Blade Runner: "non ho mai più letto un critico in vita mia, né recensioni buone né cattive. Con tutto il rispetto per voi ragazzi, so che mi ucciderete per averlo detto, ma non leggo le mie stesse rassegne stampa."
Curiosità dal set: Margaret Qualley, i cani attori e le salsicce
Importante ai fini della storia di The Dog Stars anche il rapporto padre-figlia tra Guy Pearce e Margaret Qualley: "Lavorare su una dinamica padre-figlia così viscerale richiede una fiducia immediata sul set" ha spiegato l'attore, "c'è stata subito un'intesa naturale: abbiamo cercato di restituire tutta la distanza emotiva tra i due personaggi senza mai scivolare nel retorico." Il loro rapporto vive infatti "di silenzi, incomprensioni e risentimenti mai del tutto risolti. Nelle scene chiave non ci siamo risparmiati: il bello di recitare insieme è stato proprio far emergere la verità di una relazione dolorosa ma inevitabile."
Ma sul set erano presenti anche attori a quattro zampe con cui costruire un rapporto. "Avevo questi hot dog di tacchino in tasca tutto il tempo" ha raccontato Josh Brolin, "li mangiavo prima io per dimostrare al cane che erano buoni, e poi gli davo il resto. Così ho passato intere giornate a mangiare metà cibo per cani e metà hot dog. Qualsiasi cosa pur di farcela." Va però detto che secondo Jacob Elordi "rispondono molto meglio ai salumi rispetto ai tradizionali premietti per cani. Usi entrambi in modo efficace."