The Alienist

2018

The Alienist: Daniel Bruhl, Dakota Fanning e Luke Evans presentano la serie Netflix a Roma

Tra corsetti e sbudellamenti, tre tormentati antieroi danno la caccia a un serial killer nella New York di fine secolo. I protagonisti, a Roma per il See What's Next di Netflix, ci hanno raccontato il loro viaggio negli inferi.

The Alienist: Daniel Bruhl, Dakota Fanning e Luke Evans in una foto di scena

Daniel Brühl, Dakota Fanning e Luke Evans sono approdati a Roma in occasione del See What's Next Event di Netflix per accompagnare il lancio internazionale di The Alienist, disponibile su Netflix dal 19 aprile. Un trio affiatato fuori e dentro il set, orgoglioso di mettere in evidenza l'attualità dei temi affrontati - dalla violenza sui minori all'immigrazione, dall'emancipazione femminile all'integrazione sociale - grazie a una sceneggiatura dinamica e a una messa in scena accurata.

Parlando del complicato rapporto tra i due eroi della serie, Lazlo Kreizler e John Moore, Luke Evans spiega: "Creare la relazione tra noi sullo schermo è stato facile perché avevamo un sacco di informazioni. Abbiamo fatto ricerca, eravamo al corrente della backstory dei personaggi che hanno studiato insieme ad Harvard, sono cresciuti insieme e sono rimasti amici anche da adulti, vivono nella stessa città. Lazlo non ha molti amici, ma con John sono molto uniti. Nella vita reale è stato più complesso, io e Daniel siamo realmente amici, ma a volte doveva sembrare che non ci piacessimo così tanto".

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Uomini tormentati e donne emancipate a caccia del serial killer

The Alienist: Daniel Bruhl a Roma

The Alienist verrà apprezzato da chi ama le tinte forti. La serie non risparmia sequenze gore, vista l'efferatezza degli omicidi compiuti dal misterioso uomo dal sorriso d'argento, ma per Daniel Bruhl questo non è un problema. "Adoro il gore" confessa l'attore. "L'oscurità mi affascina fin da bambino". Parlando del suo Lazlo, psicologo ante litteram dall'animo tormentato, l'attore commenta: "È un personaggio stratificato. Lazlo è un pensatore moderno che vive nella rigida società vittoriana. Amo le scene in cui, messo alla prova, si scopre meno liberale di quanto pensava di essere. Oggi tutti gli analisti vanno in terapia, ma all'epoca questo non accadeva, quindi Lazlo non ha una valvola di sfogo per digerire il proprio lavoro e sfogare la tensione. Così è arrogante e sicuro quando si tratta degli altri, ma quando si parla di lui diventa nervoso e aggressivo. Soprattutto quando una certa signorina è nei paraggi... probabilmente non si aspetta che lei sia così brillante nel suo campo. Lazlo fatica ad ammettere di avere torto".

The Alienist: Dakota Fanning a Roma

La signorina in questione è Sara Howard, interpretata dalla biondissima Dakota Fanning. Sara è una donna emancipata che coniuga corsetti a indagini ed è pronta a prendere dei rischi per portare a termine un lavoro. "È la prima donna a rivestire questo ruolo importante, fa la segretaria, ma vuole diventare la prima donna detective" spiega Dakota. "È un personaggio fictional perciò non ho fatto molte ricerche, volevo avere libertà nella creazione. Oggi è importante avere personaggi femminili così forti". Parlando delle somiglianze con Sara, l'attrice prosegue scherzosamente: "Sono diventata bravissima a scrivere a macchina. Sara è una bevitrice di Whiskey, io un po' meno. So cavalcare, posseggo un cavallo, nella serie non vediamo Sara cavalcare, ma ammette di saperlo fare. Con Sara condivido soprattutto forza e temperamento". In epoca di #Metoo, Dakota Fanning ammette di essere fortunata a non aver vissuto direttamente esperienze negative nell'industria, anche se ha dovuto affrontare qualche difficoltà. "Per fortuna nella mia vita lavorativa non ho avuto gli stessi problemi di Sara, ho sempre trovato persone che mi rispettavano e mi sostenevano, questa è la verità. Non ho avuto esperienze negative, ma talvolta ho incontrato persone che abusavano del loro potere su di me. In quel senso mi sento vicina a Sara".

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Budapest diventa New York in un incredibile set

The Alienist: Luke Evans a Roma

The Alienist è stato girato a Budapest in sei mesi, da marzo a settembre. "New York è stata ricostruita in studio" racconta Dakota Fanning. "Il set cambiava ogni giorno, sono stato ricostruiti diversi quartieri della città. Ogni giorno entravamo e ci trovavamo in un posto diverso. È stata un'esperienza speciale per noi. Poter lavorare su un set reale è meraviglioso. In passato ho lavorato molto col green screen, ma in questo caso il set erano talmente dettagliato. Costumi, atmosfere, ambienti, tutto è stato ricostruito con precisione. Per un attore è bellissimo vedere come le persone intorno a te siano così coinvolte e impegnate nel progetto". Parlando della preparazione richiesta per il suo personaggio, l'illustratore John Moore, Luke Evans scherza: "Disegnare era l'unica cosa in cui ero bravo a scuola, ma prima di girare ho preso delle lezioni. La mia capacità è utile all'indagine, ma Moore è soprattutto un alcolizzato altamente funzionale, un disperato che conosce a menadito i bassifondi di New York".

The Alienist: un'immagine dell'attrice Dakota Fanning

Il topos del serial killer nei period movie è stato ampiamente trattato in film e serie tv, ma la specificità di The Alienist sta nel fatto che le vittime non sono donne, bensì ragazzini. "Nel 1896 a New York c'erano molti ragazzi che si prostituivano in abiti femminili. La serie esplora questa realtà del ventre oscuro della città" spiega Dakota Fanning. "Questo tema rende unico lo show perché non è qualcosa che vedi altrove" specifica Luke Evans. "È difficile credere che queste cose accadessero a New York, nella comunità degli immigrati. La serie affronta temi come la corruzione, la miseria in cui vivevano i migranti. Ragazzini scomparivano senza che si sapesse niente, spesso non venivano neppure denunciati i crimini. Coloro che vivevano nei bassifondi morivano di morte violenta, di malattia, denutrizione, nella serie abbiamo cercato di descrivere questa realtà".

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Cinema e tv: produzioni a confronto

The Alienist: Daniel Bruhl in una foto della serie

Netflix e le altre piattaforme streaming hanno aperto nuovi canali produttivi importanti, non solo per le serie tv, ma anche per i film. Luke Evans sottolinea il valore di questa nuova esperienza, ma dissente sull'affermazione che ormai la qualità delle produzioni televisive abbia superato quelle cinematografiche. "Per la mia esperienza le migliori sceneggiature che ho letto nell'ultimo anno provengono da film indipendenti. Sono storie fantastiche, ma mancano i soldi per realizzarle. Solo tre/quattro script diventeranno film. Capisco che Cannes voglia proteggere la dimensione cinematografica, infatti adesso hanno inaugurato un festival separato per la tv". Parlando delle preferite del momento, Evans cita Wild Wild Country, "che trovo davvero interessante" e Schitt's Creek. Dakota Johnson ammette di essere fan di Santa Clarita Diet mentre Daniel Bruhl ama The Handmaid's Tale, trovando Evans concorde: "Sto aspettando con ansia di vedere la seconda stagione". A proposito di seconda stagione, ci sarà un futuro per The Alienist? Dakota Fanning è incerta: "È una limited series basata su un libro. Non so cosa accadrà nel futuro, noi adoriamo questi personaggi e ci piacerebbe tornare a visitarli, ma per ora non abbiamo notizie".

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