Se pensiamo agli anni 90 non possiamo non pensare alla Dick Animation. Sono loro, o meglio, erano loro le menti dietro titoli cult come Sabrina, L'ispettore Gadget e sì, gli Street Sharks. Le mitiche quattro pinne all'orizzonte che riempivano i pomeriggi di Italia 1. Ma andiamo con ordine.
I quattro enormi squali umanoidi hanno effettivamente segnato un'epoca. Un'epoca senza internet. E se non avevi la fortuna di abitare in una zona in cui l'antenna vantava un buon segnale, si faceva fatica ad andare oltre Rai Tre. Per esperienza diretta, tutto ciò che era oltre il terzo canale, chi scrive, lo recuperava a casa di nonna, compresi gli Street Sharks, che pomeriggi incredibili, incrociati con i cartoni della Rai.
La forza degli Street Sharks
Del resto, quando si parla di cartoni animati degli anni 90, pochi riescono ad evocare lo stesso entusiasmo degli Street Sharks. La serie raccontava le avventure di quattro fratelli trasformati in potenti squali antropomorfi dallo psicopatico Dottor Piranha. Ciò che rendeva davvero eccezionale il cartone non era solo la trama, ma il modo in cui riusciva a catturare l'immaginazione di un'intera generazione. Rip, Streetx, Jab e Big Slam. Diversissimi tra loro: uno squalo bianco, uno tigre, uno martello e uno balena. Ragazzi, Streetx sui pattini era pazzesco.
Protagonisti originali e immediatamente riconoscibili in un periodo in cui i cartoni presentavano eroi tradizionali, se pensiamo anche a tutta la fascia orientale che arrivava dal Giappone. Non solo, erano pure gli anni degli squali della MAUI. Ecco, gli Street Sharks si distinguevano per il loro aspetto unico. Chiaramente il competitor in questo senso erano - e sono ancora nella memoria di tutti - i Biker Mice: i topi da una parte, squali dall'altra. Entrambi i gruppi avevano ovviamente come riferimento le Tartarughe Ninja, che hanno fatto da stampino per quelli che sono poi stati i cartoni anni 90.
Le scene erano dinamiche e coinvolgenti, capaci di mantenere alta l'attenzione del pubblico dall'inizio alla fine. E poi la leggendaria sigla d'apertura che abbiamo imparato a memoria, interpretata da Enzo Draghi con il Coro dei Piccoli Cantori di Milano. Inoltre, il caratteristico slogan, "Squali all'attacco!", è stato un must di quegli anni.
Quattro pinne all'orizzonte!
Altra caratteristica che poi indirizzava ogni cartone animato 90s: il cibo. Un aspetto molto importante, perché se le Tartarughe Ninja erano ossessionate dalla pizza, beh, gli Street Sharks erano invece ossessionati dagli hamburger. Un altro grande tema, un altro grande elemento che ha fatto sì che gli Street Sharks entrassero nell'immaginario collettivo è stato l'umorismo mixato all'avventura. Pur affrontando minacce e pericoli, i protagonisti non perdevano mai il loro spirito scherzoso. Un equilibrio perfetto che rendeva il cartone animato adatto sia a un pubblico di bambini in età scolare, sia a quelli più grandi.
Ma che belli che erano i giocattoli degli Street Sharks
Tra l'altro, non bisogna assolutamente dimenticare l'enorme impatto culturale che ha avuto il cartone: merchandising, album di figurine e soprattutto le action figures. A proposito, negli anni 90 i giocattoli non li chiamavamo certo così, nonostante la qualità eccelsa. Molti ricorderanno la confezione che accompagnavano i giocattoli degli Street Sharks: i personaggi erano dentro delle gabbie. Che oggetti meravigliosi.
Un fumetto per riprendere il mito
Se viviamo nell'epoca della nostalgia, chiaramente un titolo del genere ha ancora oggi un grande successo. E c'è una buona notizia. Gli Sharks sono tornati in versione fumetto in diverse variant grazie a Mirage Comics. Dopo vent'anni di assenza editoriale, gli squali sono tornati a mordere con le loro gigantesche fauci, riprendendo le fila della storia originale.
Perché poi è così: meglio i fumetti che seguono una certa coerenza rispetto al passato. In un'epoca di remake, reboot e live action, ogni nuova versione potrebbe in qualche modo inficiare sul ricordo prezioso che abbiamo di certi momenti e di certi personaggi capaci di introdurci in modo semplice, diretto e non banale, alla fatidica età adulta.