Siamo ormai abituati a un mondo in cui le serie TV parlano di noi molto più di ciò che ci circonda: persi nella realtà patinata dei social network, dove tutto è perfetto, armonioso e costruito, dimentichiamo che la vita vera presenta una quota di follia e imprevedibilità piuttosto alta. Tutto questo ce lo fa capire, giocando con l'assurdo, The Miniature Wife - Un piccolo problema, il nuovo show creato da Jennifer Ames e Steve Turner, in onda su Sky dal 9 giugno ma già uscito negli Stati Uniti ad aprile sulla piattaforma Peacock.
Partendo da un presupposto assolutamente bizzarro, la storia - che mette al centro due attori fenomenali come Elizabeth Banks e Matthew Macfadyen (sì, proprio il Mr. Darcy del cult Orgoglio e Pregiudizio del 2005) - ci racconta non solo il naufragare di un matrimonio, ma le relazioni in generale. Lo fa con un occhio cinico e disilluso, mettendo in ridicolo ogni meschinità di due protagonisti narcisisti ed egoriferiti.
The Miniature Wife: piccoli incidenti, grandi rancori
Lindy e Les sono una coppia dell'alta società: lei, diciannove anni prima, ha scritto un romanzo vincitore del Premio Pulitzer; lui è a capo di un progetto innovativo nel campo delle biotecnologie. Ma non è tutto oro ciò che luccica, perché dietro le intense luci di una vita sfavillante si nasconde un sottobosco di problemi irrisolti, tradimenti e menzogne.
Dopo l'ennesimo litigio, nel quale il loro matrimonio sembra ormai aver raggiunto il capolinea definitivo, il progetto principale di Les finisce per riversarsi letteralmente su Lindy. L'uomo sta infatti lavorando a una sostanza in grado di rimpicciolire gli oggetti, sostanza che viene accidentalmente spruzzata sulla moglie, riducendola a un'altezza di soli 15 centimetri. Sconvolta e arrabbiata, Lindy dovrà adattarsi a una nuova vita all'interno di una casa delle bambole, mentre Les cerca un modo per riportarla alle sue normali dimensioni. Il tutto in un momento pessimo per l'uomo, con il controllo della sua società appena assunto da un magnate dell'industria che gli sta col fiato sul collo.
Sotto la lente d'ingrandimento: il cambiamento nelle relazioni
The Miniature Wife - Un piccolo problema è una serie piuttosto particolare, che nasce da un'idea già affrontata dal cinema e dalla serialità, ma che qui assume una connotazione più introspettiva: un punto di vista alternativo sulle relazioni e sui cambiamenti individuali che le influenzano. Il rapporto tra Lindy e Les è indagato in modo intelligente, anche attraverso alcuni interessanti flashback che servono allo spettatore per comprenderne la psiche e scovare quegli elementi nascosti del loro carattere che col tempo sono mutati ed evoluti.
Una delle sfide più grandi da affrontare in una relazione duratura è proprio il cambiamento: ciascuno di noi, nel corso degli anni, vi è soggetto. Non siamo quelli che eravamo ieri, e questo influisce in maniera significativa sugli equilibri di una convivenza affettiva. Lo show mette questo concetto sotto una lente di ingrandimento: lo analizza, lo disseziona e lo espande attraverso la narrazione di una vicenda assurda eppure efficace. Affrontato ma quasi solo dal punto di vista metaforico la disparità di genere all'interno della coppia, tematica che si presenta come principale ma che poi viene offuscata da un discorso più generale sui rapporti umani.
In tutto questo, Elizabeth Banks e Matthew Macfadyen riescono a dare ai loro personaggi una solida caratterizzazione, risultando convincenti anche grazie al perfetto tempismo comico conferito alle battute. Entrambi non sono nuovi alla commedia e al black humor, specialmente Macfadyen, ma qui rimangono costantemente il fulcro intorno al quale settare adeguatamente, per toni e situazioni, anche tutte le storyline collaterali.
Se i loro scambi risultano brillanti, però, non si può affermare lo stesso per la gestione dei tempi nell'economia generale della serie. La sceneggiatura, infatti, si apre nel corso dei 10 episodi un po' troppo spesso a tempi morti, soffermandosi su alcuni elementi che forse avrebbero richiesto meno approfondimento.
L'estetica dell'assurdo: tra CGI e metafore visive
Dal punto di vista visivo, la serie risulta convincente solo a tratti. La necessità di utilizzare spesso la CGI fa sì che questa non sempre si adatti e si fonda fluidamente con il resto del set. In diversi episodi vengono utilizzati sfocature e altri espedienti visivi per coprire le parti digitali più problematiche, ma purtroppo il trucco non sempre funziona. A risultare incredibilmente credibile, invece, è la cura con la quale viene resa la casa delle bambole.
Si tratta di un simbolo potente della condizione di Lindy e della vita che i due protagonisti conducono: esistenze "finte", gabbie che li fanno sentire sicuri ma non realizzati, e che hanno progressivamente sottratto alle loro vite i sentimenti e l'estro creativo. In questo, The Miniature Wife è una serie che centra l'obiettivo, capace di raccontare la complessità delle relazioni come poche altre, seppur in modo imperfetto.
Conclusioni
The Miniature Wife è una dark comedy cinica e introspettiva che sfrutta un presupposto assurdo per dissezionare l'evoluzione psicologica, i narcisimi e i complessi equilibri delle relazioni durature. Nonostante una CGI non sempre integrata nel contesto e qualche tempo morto di troppo nella sceneggiatura, la serie fa centro grazie all'ottimo tempismo comico dei protagonisti Elizabeth Banks e Matthew Macfadyen, trasformandosi in una disillusa ma efficace metafora sulle gabbie dorate della vita moderna.
Perché ci piace
- Le interpretazioni di Elizabeth Banks e Matthew Macfadyen.
- Lo spunto narrativo assurdo ma efficace.
- I toni della dark comedy uniti alle tematiche trattate.
Cosa non va
- Una CGI imperfetta.
- Alcuni tempi morti di troppo nella sceneggiatura.