Terry Gilliam: 5 film cult di un Don Chisciotte del grande schermo

Mentre L'uomo che uccise Don Chisciotte è nelle sale, Infinity TV propone due classici di Terry Gilliam: riscopriamo i cult movie del visionario regista americano.

The Man Who Killed Don Quixote: Jonathan Pryce in una scena del film
The Man Who Killed Don Quixote: Jonathan Pryce in una scena del film

Una delle 'gestazioni' ormai leggendarie nella storia del cinema: durata per almeno vent'anni, segnata dal clamoroso fallimento del progetto originario (con il compianto Jean Rochefort e Johnny Depp) nel bel mezzo delle riprese, con un bellissimo documentario - Lost in La Mancha - a ricostruirne la travagliata vicenda, e gravata da continui rinvii prima di arrivare finalmente alla realizzazione del film completo, non senza un doloroso strascico di scontri legali. Le avventure del Barone di Munchausen e Paura e delirio a Las Vegas.

Leggi anche: Terry Gilliam sul suo Don Chisciotte: "L'Apocalisse sta arrivando"

The Man Who Killed Don Quixote: Jonathan Pryce e Adam Driver in un momento del film
The Man Who Killed Don Quixote: Jonathan Pryce e Adam Driver in un momento del film

Ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes e interpretato da Jonathan Pryce e Adam Driver - qui potete leggere la nostra recensione de L'uomo che uccise Don Chisciotte - il film è una pellicola destinata ad essere ricordata anche solo come esempio di "sogno nel cassetto" inseguito con una perseveranza, appunto, donchisciottesca. La carriera di Terry Gilliam, del resto, è stata caratterizzata da grandi ambizioni e sfide coraggiosissime, da cocenti delusioni e da spettacolari rivincite; e tale carriera viene celebrata in questi giorni anche da Infinity TV, che ha appena reso disponibili nel proprio catalogo due dei titoli più significativi del regista di Minneapolis, Le avventure del Barone di Munchausen e Paura e delirio a Las Vegas.

The Man Who Killed Don Quixote, Terry Gilliam a Cannes 2018
The Man Who Killed Don Quixote, Terry Gilliam a Cannes 2018

Per l'occasione, di seguito proviamo a illustrare la fase più significativa nel percorso professionale di Gilliam in qualità di regista, quella conseguente alla sua 'emancipazione' dai Monty Python (l'ultimo film del gruppo, il geniale Monty Python - Il senso della vita, risale al 1983), analizzando in ordine cronologico cinque migliori film di Terry Gilliam che, nonostante gli alterni risultati all'epoca del loro debutto, sono entrati nel novero dei cult movie e offrono un saggio emblematico del DNA di un autore originale, visionario e che difficilmente si lascia rinchiudere in categorie prestabilite.

Leggi anche: The Man Who Killed Don Quixote, Terry Gilliam: "Don Chisciotte è meglio dei supereroi"

1. Brazil (1985)

Brazil Pryce

Girato a quattro anni di distanza dal grande successo de I banditi del tempo, Brazil è senz'altro il capolavoro di Terry Gilliam: un'opera estremamente complessa che costituisce una delle pietre miliari del cinema degli anni Ottanta, con un gusto postmoderno che mescola un'immensa quantità di suggestioni, anche letterarie (lo script è firmato da Gilliam insieme a Tom Stoppard), per esprimere il senso di alienazione e di inquietudine di un everyman schiacciato da una società spersonalizzante e oppressiva. In questa bizzarra distopia kafkiana Jonathan Pryce, uno dei 'fedelissimi' di Gilliam, presta il volto a Sam Lawry, umile impiegato governativo che adopera la sua fervida fantasia per evadere da una grigia esistenza da burocrate. Grazie a Brazil, Terry Gilliam ha ricevuto la nomination all'Oscar per la miglior sceneggiatura.

Leggi anche: Brexit: 15 grandi film britannici che vorremmo tenere con noi in Europa

Brazil 1985

2. Le avventure del Barone di Munchausen (1988)

Munchausen

Il Barone di Munchausen, personaggio semi-leggendario la cui fama si era diffusa a partire dalla fine del diciottesimo secolo, è il protagonista di una delle più imponenti produzioni di Terry Gilliam, Le avventure del Barone di Munchausen: un racconto in cui il personaggio eponimo, interpretato da John Neville, si accinge a battersi contro le truppe dell'esercito ottomano, ma nel frattempo compie viaggi mirabolanti ed imprese mozzafiato, in un mondo in cui cui l'elemento fantastico ha puntualmente il sopravvento sulla realtà. Contraddistinto da un umorismo buffonesco, dalla ricostruzione di un Settecento fastoso e barocco e da una serie di invenzioni memorabili (incluse le "teste parlanti" che si staccano dai corpi), Le avventure del barone di Munchausen è andato incontro a un sonoro fiasco commerciale, ma resta una delle opere più rappresentative del cinema di Gilliam. Il ricchissimo cast del film include Uma Thurman, Oliver Reed, Valentina Cortese e Robin Williams.

Leggi anche: Terry Gilliam a Roma: "Invecchiando si diventa pazzi come Don Chisciotte o noiosi come Sancho Panza"

The Adventures Of Baron Munchausen

3. La leggenda del Re Pescatore (1991)

The Fisher King

Al lavoro su una sceneggiatura di Richard LaGravenese, nel 1991 Terry Gilliam si prende una meritata riscossa con uno dei suoi film più amati: La leggenda del Re Pescatore, una commedia incentrata sull'amicizia fra Jack Lucas (Jeff Bridges), ex deejay radiofonico con problemi di depressione e di alcolismo e gravato da sensi di colpa che lo stanno spingendo al suicidio, e Parry (Robin Williams), un barbone mezzo matto intenzionato a ritrovare il Sacro Graal. Attorno a questa "strana coppia", Gilliam costruisce una storia toccante ed ironica, con un sottotesto quasi fiabesco che si ricollega perfettamente alla poetica del regista. Premiato con il Leone d'Argento al Festival di Venezia e con il People's Choice Award al Festival di Toronto, La leggenda del Re Pescatore ha ricevuto due Golden Globe e cinque nomination agli Oscar, oltre al premio come miglior attrice supporter per Mercedes Ruehl.

Leggi anche: Robin Williams: il nostro ricordo e i 10 ruoli indimenticabili

Fisher King

4. L'esercito delle 12 scimmie (1995)

Twelve Monkeys

Tornato a tutti gli effetti nelle grazie degli studios hollywoodiani, nel 1995 Terry Gilliam riadatta liberamente il capolavoro di Chris Marker, il cortometraggio del 1962 La jetée, in un thriller di fantascienza dal titolo L'esercito delle 12 scimmie, riprendendo spunti e suggestioni visive del precedente Brazil. Nello scenario distopico di un prossimo futuro, il galeotto James Cole (Bruce Willis) viene rimandato indietro nel tempo di quasi mezzo secolo, nel 1990, per indagare sulle origini del virus letale che rischia di condannare la specie umana all'estinzione, ma viene preso per pazzo e affidato alle cure di una psichiatra, la dottoressa Kathryn Railly (Madeleine Stowe). L'esercito delle 12 scimmie si è rivelato il maggior successo di pubblico nella produzione di Gilliam, con centosettanta milioni di dollari incassati in tutto il mondo e quaranta milioni di spettatori.

Leggi anche: Da Matrix ad Hunger Games: distopie e proiezioni di un futuro che fa paura

12 Monkeys

5. Paura e delirio a Las Vegas (1998)

Fear And Loathing In Las Vegas

Una sorte ben diversa è quella incontrata, nel 1998, da una pellicola forse non altrettanto 'accessibile', ma la cui reputazione è cresciuta notevolmente con il passare degli anni: Paura e delirio a Las Vegas, trasposizione del romanzo di Hunter S. Thompson. Johnny Depp e Benicio del Toro sono rispettivamente Raoul Duke e Dr. Gonzo, due amici che nel 1971 partono alla volta di Las Vegas per realizzare un reportage giornalistico; il loro viaggio si trasformerà però in un'esperienza psichedelica e allucinata nel sottobosco sfrenatamente kitsch della capitale del gioco d'azzardo. La passione di Terry Gilliam per il bizzarro e il surreale trova libero sfogo in un film che torna ad esplorare la dicotomia fra l'immaginazione e la realtà, con una dimensione onirica declinata in chiave quanto mai assurda e grottesca.

Leggi anche: Benicio del Toro: i 50 anni del lupo solitario di Hollywood

Paura E Delirio